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Eugenio Colombo, Roberto Bartoli: 7 Dances

Un nuovo lavoro del Maestro Eugenio Colombo è sempre un evento da salutare con entusiasmo, non solo perché l'artista romano è uno dei musicisti più arditi e sorprendenti che il nostro paese abbia sfornato nel dopoguerra, ma anche perché ormai da anni s'è fatto restio e le sue proposte sono diventate una vera rarità. In questo lavoro lo troviamo a duettare con il contrabbasso di Roberto Bartoli su temi che gli sono cari: danze, che mescolano antico e moderno, oriente e occidente, sacro e profano.

Colombo vi suona in prevalenza il sax soprano, strumento agile con il quale muoversi leggero, quasi svolazzando, attraverso i momenti di danza, ma anche espressivo, con il quale distorcere le note o dar loro oscurità quando le danze virano verso l'enigma, se non il dramma. Il tutto duettando in modo stringente con il compagno, un Bartoli che esibisce suono profondo, duttilità di stilemi e grande cantabilità.

I brani riprendono atmosfere e, in parte, antiche composizioni di Colombo, che a Giuditta—il brano conclusivo—aveva già dedicato una cantata per strumenti e voci nel 1995, ripreso poi in Tales of Love and Death, del 2000, ove compare anche un'altra cantata, "Toxon"—che qui è la quinta danza—dedicata a Ulisse. Come allora, vi si mescolano la musica rinascimentale, quella operistica, la contemporanea e il jazz, con escursioni nei modi arabi e perfino nei ritmi latinoamericani, il tutto fuso in uno stile totalmente originale. Qui mancano le voci e i colori dei diversi timbri, ma vi risalta il dialogo tra i due protagonisti.

Quasi tutti i brani sono composti da più parti, con mutamenti anche netti di atmosfera: lo si percepisce fin dall'iniziale "Danza nera," aperta da una profonda e scura introduzione del contrabbasso, condotta poi con delicatezza melodica, "tagliata" da un'intensa improvvisazione del soprano, che fa uso di espressività più jazzistiche, ma poi conclusa di nuovo in modo liricamente narrativo con modalità da opera barocca. Una modalità ripresa anche in "Danza Ocra," anch'essa aperta da una breve introduzione di Bartoli all'archetto, proseguita da un dissonante duetto che muta più volte aspetto, includendovi parti improvvisate.

"Lontano da Latakja," pur conservando tempi di ballo, ha un colore più scuro —Colombo vi imbraccia il contralto, Bartoli usa l'archetto —e ha un andamento narrativo. "Toxon" e "Danza celeste" giocano invece sul contrasto tra la linea melodica di ispirazione rinascimentale del soprano e la pulsazione netta e scura del contrabbasso: nella prima l'arco si avventura in un assolo davvero splendido, nella seconda è invece sax che nella parte centrale improvvisa con libertà. "Judith," infine, vede di nuovo Colombo al contralto e Bartoli all'archetto per un'introduzione lenta e scura, sviluppandosi poi in una narrazione antica e classica, entro la quale però si aprono eco orientali e spazi di improvvisazione jazzistica dalle forti tinte espressive.

Disco di gusto cameristico, raffinato e dal suono bellissimo. Danzare, di solito, si fa in due, Colombo e Bartoli paiono la coppia perfetta per farlo.

Album della settimana.

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Track Listing

Danza Nera; La via del fuoco; Danza celeste; Lontano da Latakja; Toxon; Danza ocra; Judith.

Personnel

Roberto Bartoli
bass, acoustic
Additional Instrumentation

Eugenio Colombo: saxophone (alto, soprano)

Album information

Title: 7 Dances | Year Released: 2023 | Record Label: Samaveda


About Eugenio Colombo

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