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Bass Tone Trap: Trapping

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Dobbiamo a una piccola etichetta pugliese, la Music A La Coque, la meritoria ristampa di questo lavoro degli inglesi Bass Tone Trap, band formatasi a Sheffield nel 1981 e che si mise in luce grazie a una musica in cui free jazz, funk, punk, sperimentazione vengono coinvolte in un circolo danzante elettrico e infettivo, secondo coordinate che in quegli anni percorrevano anche James Chance e la no-wave negli States, i fervidi gruppi punk-funk nella stessa Inghilterra.

Rileggendo oggi alcuni estratti delle recensioni che accolsero l'uscita del vinile originale di questo Trapping nel 1983, nei quali ad esempio si collocava la musica del gruppo in "un luogo non ben definito tra i Soft Machine e Archie Shepp", ci si rende conto [se mai ce ne fosse stato bisogno] di come la profondità che solo il tempo sa offrire sia importantissima nel cogliere i valori di un linguaggio musicale, fattore ulteriormente accresciuto dalla recente "onda" punk-funk che ha bagnato molte proposte.

La ristampa di Trapping diventa così l'occasione per apprezzare al meglio questa musica nevrotica, spesso inquieta, ma irresistibile, nella quale tutta la fisicità dell'espressione black viene progressivamente riappropriata nella sua componente più immediata e dove si riannodano in un colpo solo quei fili invisibili che legano Captain Beefheart a Ornette Coleman.

La formazione, guidata dal sassofonista [ma anche violinista e organista] Martin Archer e dal contrabbassista Paul Shaft, vede le due chitarre elettriche di Neil Carver e John Jasnoch, Derek Saw a completare la serie dei sassofoni e dei clarinetti e Pete Infanti alla batteria. I dieci brani dell'LP originale sono integrati da tre ulteriori tracce e spaziano tra episodi più funk e momenti in cui prevale uno spirito di sperimentazione e alla fine ci si trova piacevolmente sorpresi a osservare quanti terreni sonori sono stati attraversati.

C'è nella musica dei Bass Tone Trap, in tutti gli episodi [potremmo citare il multiforme "Afraid Of Paper" oppure la psichedelica "Intruder In the Dust"] un senso di tensione e libertà al tempo stesso che riesce anche oggi, a oltre vent'anni di distanza, a colpire e che rende l'ascolto di questa ristampa qualcosa di più che un piacere per collezionisti o cercatori di modernariati sonori.

Risucchiati in una realtà urbana quale quella di Sheffield negli anni Ottanta, diventiamo parte noi stessi di quella rabbia, di quella tensione, ma anche di quella voglia di muoversi, di sentirsi vivi, di infuocare le note, di cercare una via contemporanea alle proprie ossessioni. Disco interessantissimo, dunque, onore alla band e all'etichetta che ce li ha fatti riscoprire e la conferma che sono sempre le esperienze più inquiete quelle che ci parlano anche attraverso gli anni.

Track Listing: 01. Sanctified - 3:00; 02. Safe In The Inner Core - 6:55; 03. Stay There - 4:12; 04. Afraid Of Paper - 8:04; 05. Magnetic North - 3:46; 06. Intruder In the Dust - 4:55; 07. AAK - 2:49; 08. The Complex Aesthetic Of John Jasnoch - 4:47; 09. Sleep Lights - 10:00; 10. Magnetic South - 1:40; 11. Rare & Racy - 3:15; 12. Africa Calling - 4:55; 13. Radio Slot - 1:20

Personnel: Martin Archer (sassofoni, violino, organo); Derek Saw (sassofoni e clarinetti); John Jasnoch, Neil Carver (chitarre, piccoli strumenti); Paul Shaft (contrabbasso, voce); Pete Infanti (batteria)

Title: Trapping | Year Released: 2006 | Record Label: Music a la Coque

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