All About Jazz

Home » Articoli » Album Reviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

1

Krystle Warren: Three The Hard Way

Angelo Leonardi By

Sign in to view read count
Diversamente da tanto neo-soul di plastica, che ti scivola addosso senza lasciare traccia, il nuovo disco di Krystle Warren prende alla gola. Confesso che prima di ascoltare questo disco non conoscevo la sua musica e l'effetto è stato stordente ma le ragioni sono chiare: anche se canta professionalmente da un decennio la cantante non fa parte dell'universo jazzistico. È una singer-songwriter che spazia dal soul al folk con somiglianze a Tracy Chapman} Nina Simone e Joni Mitchell. Ma quell'ambito è davvero affollato e Krystle è ancora una cantante di nicchia.

Il suo primo disco, registrato a New York per una piccola etichetta, (Diary, Relaxed Records 2005), è un intenso ed intimo saggio del suo talento di autrice e interprete con brani memorabili. I tre successivi (Circle, Because Music 2009, A Time to Keep, Parlour Door 2011 e Love Songs -A Time You May Embrace, Parlour Door 2012) s'innestano nella tradizione delle singer-songwriter bianche, con chiare influenze folk e country: molte liriche ballad esaltate dal timbro profondo e dal forte feeling della sua voce. Sono tutti prodotti da etichette francesi perchè è a Parigi che la Warren s'è trasferita dalla natìa Kansas City, dopo un soggiorno a New York.

Da qualche tempo la Francia si rivela terra d'incubazione per cantanti afro-americane che riscoprono le loro radici. È quando accade anche alla Warren con questo magnetico percorso vocale intriso di gospel, blues e soul, con testi d'impegno sociale e una strumentazione scarna: clapping collettivo, un'armonica, una chitarra, un coro con sostiene la voce leader e dialoga in call and response. La voce contralto di Krystle dà respiro e timing drammatico ai brani, con palpabile tensione emotiva. Il momento più coinvolgente è "Red Clay" che ricorda uno dei tanti crimini del razzismo statunitese, il massacro di Tulsa del 1921.

L'album è stato co-prodotto, con la Warren, da Ben Kane (noto per i suoi splendidi lavori con D'Angelo ed Emily King) che ha guidato la cantante alle sue radici musicali. "Quando Kane e io abbiamo iniziato a parlare del progetto—ha detto Krystle -ho immediatamente pensato al gospel. Sono cresciuta nelle cerimonie della mia chiesa battista dall'incredibile coro, e ho iniziato ad ascoltare vecchi dischi gospel... sono tornata ad appropriarmi un linguaggio che è sempre stato parte di me."

L'omaggio più esplicito è "Move," un eccitante, parossistico quadro musicale che sembra sbalzato fuori da una black church del Mississippi (con un riferimento a "Nowhere to Run," l'epico tema soul di Martha Reeves & the Vandellas). Il resto del percorso musicale è variopinto e personale con momenti di palpabile intensità: ricordiamo in particolare "So We Say," "Nae-Nae and Ruthie" e la ballad "I Hope He Comes Back."

Track Listing: So We Say; Nae-Nae and Ruthie; If Memory Serves Me Well; Thanks and Praise; I Hope He Comes Back; Red Clay; Get a Load; Learn to Bend; Move!

Personnel: Krystle Warren: voice, guitar, drums; Hugh Coltman: harmonica; Ben Kane: piano, organ, Wurlitzer, tambourine; Cloff Kaplan, Christopher Newton, Melissa Burth: handclaps.

Title: Three The Hard Way | Year Released: 2017 | Record Label: Parlour Door

Tags

comments powered by Disqus

Album Reviews
What I'm Listening to Now
Read more articles
Three The Hard Way

Three The Hard Way

Parlour Door
2017

buy
Circles

Circles

Self Produced
2009

buy

Shop

Start your shopping here and you'll support All About Jazz in the process. Learn how.

Related Articles

Read East Of The River Nile Album Reviews
East Of The River Nile
By Chris May
February 23, 2019
Read VOX Album Reviews
VOX
By Friedrich Kunzmann
February 23, 2019
Read live@ZKM Album Reviews
live@ZKM
By Bruce Lindsay
February 23, 2019
Read cinder: ember: ashes Album Reviews
cinder: ember: ashes
By Glenn Astarita
February 23, 2019
Read Amour Album Reviews
Amour
By Doug Collette
February 23, 2019
Read Friendly Signs Album Reviews
Friendly Signs
By Don Phipps
February 22, 2019
Read The Adventures of Mr Pottercakes Album Reviews
The Adventures of Mr Pottercakes
By Roger Farbey
February 22, 2019