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John Scofield: This Meets That

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John Scofield: This Meets That
Questo eccellente This Meets That si segnala come uno degli album più riusciti del chitarrista John Scofield. La formula che ne sta alla base (il suo trio elettrico affiancato in molti brani da una sezione di fiati arrangiati dallo stesso Scofield) si dimostra perfettamente in grado di assecondare la voglia di guardare in avanti (tenendo però sempre d’occhio il passato) del celebre cinquantaseienne chitarrista di Dayton, Ohio.

La base di questo ottimo modo di procedere sta nell’interplay ormai leggendario che gli amici Steve Swallow, al basso elettrico, e Bill Stewart, alla batteria, gli consentono di mettere in pista. I tre si trovano alla perfezione e, dopo avere collaborato assieme in tanti bei progetti, questo fatto non rappresenta certo una sorpresa. Il suono del trio respira in maniera incredibile e l’ottima registrazione fa balzare i loro tre strumenti fuori dagli altoparlanti o dalle cuffie come se fossero fisicamente scolpiti in maniera tridimensionale nel piano spaziale che ci ritroviamo di fronte.

Ma poi la chiave per far lievitare l’impasto di base sta certamente nel grande amore che John Scofield dimostra da tempo per Gil Evans e per i suoi arrangiamenti fiatistici. Infatti il chitarrista scrive arrangiamenti davvero scintillanti per i quattro fiati che spesso vengono chiamati a sciorinare riff e controcanti di splendida fattura sia in termini di scrittura che di esecuzione. Qualche volta l’omaggio a Gil Evans sfiora il plagio (per esempio nel finale di “Heck of a Job” dedicata alla infelice frase che il presidente Bush pronunciò a proposito dei danni provocati a New Orleans dall’uragano Katrina e dalla insipienza delle amministrazioni americane). Ma siamo certi che il buon arrangiatore canadese, passato a miglior vita da quasi vent’anni, non si volterà certo nella tomba per una simile inezia e anzi apprezzerà moltissimo questo jazz-rock nervoso e raffinato, potente da un punto di vista ritmico, fantasioso da un punto di vista melodico e ingegnoso da un punto di vista armonico.

Nel brano “House of the Rising Sun” fa capolino la chitarra dolce dell’amico/rivale Bill Frisell e conferma con la sua presenza carismatica che John Scofield si sta progressivamente spostando da una musica più jazz oriented (spesso con venature fusion) che caratterizzava i suoi lavori negli anni ottanta e novanta, ad una musica che profuma di America nel senso più ampio del termine. A dire il vero Scofield si è sempre concesso dei richiami alla sua terra e al profumo dei campi di grano della Middle America, ma lo faceva quasi di nascosto, magari infilando un traditional eseguito in solo all’interno di un contesto di brani complessi e tesi che costituivano il piatto forte della sua proposta. Adesso invece tutto sembra meglio amalgamato e coeso, più rilassato e allo stesso tempo più intrigante. Senza dimenticare come la sua musica sia diventata sempre più funky, anche a seguito della collaborazione con i dinamici Medeski, Martin & Wood che lo avevano accompagnato nell’album precedente Out Louder.

La chiusura è affidata ad una versione compatta di “Satisfaction”, l’inno alla frustrazione che precede la ribellione delle nuove generazioni che ancora oggi, dopo oltre quarant’anni, dimostra di essere una riflessione da non sottovalutare. Questa esecuzione strumentale ne sottolinea la derivazione soul e non sappiamo decidere se alla fine questo brano sia meno ‘americano’ di un brano country come “Behind Closed Doors” (portato al successo da Charlie Rich) o di un brano ormai universale come “House of The Rising Sun”, vero e proprio manifesto delle case particolari di New Orleans e delle atmosfere di perdizione e di decadenza che lì si respirano. John Scofield utilizza questo brano famosissimo dei Rolling Stones come veicolo ben ritmato e quadrato per snocciolare un assolo grintoso, sottolineato dai riff maliziosi dei fiati, che lascia aperte tutte le speranze per un nuovo album che sappia confermare il lavoro eccellente che ci viene proposto da This Meets That.

Track Listing

The Low Road; Down D; Strangeness in the Night; Heck of a Job; Behind Closed Doors; House of the Rising Sun; Shoe Dog; Memorette; Trio Blues; Pretty Out; I Can't Get No Satisfaction.

Personnel

John Scofield: guitar; Steve Swallow: bass; Bill Stewart: drums; Roger Rosenberg: baritone saxophone, bass clarinet; Lawrence Feldman: tenor saxophone, flutes; Jim Pugh: trombone; John Swana: trumpet, flugelhorn; Bill Frisell: tremolo guitar (6).

Album information

Title: This Meets That | Year Released: 2007 | Record Label: EmArcy

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