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Nate Radley: The Big Eyes

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"Quand'ero giovane ero ossessionato dalla musica di Jimi Hendrix ed Eric Clapton" dice il chitarrista statunitense, una delle figure emergenti nella scena di New York.

In questo debutto da leader, a capo un quintetto dal brioso respiro ritmico, non troviamo però incursioni nel rock ma una solida adesione a modelli jazzistici. Nate Radley evidenzia infatti uno stile influenzato dal primo Pat Metheny (nel timbro) e da John Scofield (nel groove) come conseguenza di un percorso formativo rigoroso: ha studiato al New England Conservatory perfezionandosi con John Abercrombie, Jerry Bergonzi e George Russell. Da un decennio insegna chitarra jazz al Queens College e lavora in vari contesti, dal nonetto del trombonista Alan Ferber al quartetto Bad Touch, la cui estetica non è molto lontana da questo lavoro, anche per la presenza del batterista Ted Poor e del sassofonista Loren Stillman.

Questi ultimi sono presenze di rilievo e contribuiscono ampiamente alla riuscita del disco. Stillman è stato allievo di Dave Liebman e Lee Konitz (nel cui stile è debitore), ha suonato con Charlie Haden, Paul Motian, Carla Bley, John Abercrombie e inciso ottimi lavori per la Fresh Sound e la Steeplechase. Membro regolare del quartetto di Ben Monder e del trio di Cuong Vu, Ted Poor è un batterista emergente che guida il trio Third Wheel, con Ben Monder e Ralph Alessi. In questo disco il suo drumming frammentato e ricco di scomposizioni è una fonte continua di stimoli per i partner.

I momenti d'interesse in questa musica sono parecchi, grazie a un variopinto percorso che si snoda in nove temi di media lunghezza, dalle linee melodiche intriganti che rammentano talvolta quelle di Ben Allison. Il disco inizia con il brillante "Boo," un brano a tempo medio che vede ottimi interventi di Radley e Stillman. Seguono il raffinato "January" e l'esplorativo "Ascent," che evidenzia le sue fantasiose doti del chitarrista. Tra i brani seguenti segnaliamo "The Big Eyes," il cui libero confronto iniziale rievoca le suggestioni del cool storico. E ancora "Wise River" e "Blue Square," il primo caratterizzato da un'impronta "friselliana" il secondo dal lungo intervento di Stillman al contralto.

In sintesi, The Big Eyes è un lavoro pregevole. Lo stile di Nate Radley ha ancora margini di maturazione ma con tutti i presupposti per crescere ad alti livelli.

Track Listing: 01. Boo (6:17); 02. January (7:00); 03. Ascent (7:09); 04. Silver Lining (5:06); 05. Archipelago (5:38); 06. The Big Eyes (10:04); 07. Wise River (7:04); 08. Blue Square (7:42); 09. All That's Solid (6:03); Composizioni di Nate Radley.

Personnel: Nat Radley (chitarra el.); Loren Stillman (sax alto); Pete Rende (tastiere); Matt Pavolka (contrabbasso); Ted Poor (batteria).

Title: The Big Eyes | Year Released: 2012 | Record Label: Fresh Sound New Talent

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