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Tomas Fujiwara & The Hook Up: The Air Is Different

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Brooklyn non è più solo un quartiere di New York; da qualche anno, jazzisticamente parlando, Brooklyn è un "suono". Si, è vero, le categorie valgono quel che valgono, e spesso servono solo per puntellare pensieri critici pericolanti. Ma persino i più distratti, all'alba del 2012, si saranno accorti che al di là dell'East River, di recente, c'è stato parecchio trambusto; e che un nutrito drappello di musicisti, una sorta di famiglia allargata, si riconosce ormai in un'estetica e in un "movimento" che è tra i più elettrizzanti del jazz dei giorni nostri.

All'interno di questa nebulosa composita e scomposta, eppure perfettamente coesa, Tomas Fujiwara occupa una posizione tutt'altro che marginale. Originario di Boston, svezzato da Alan Dawson (già maestro di Tony Williams e Gerry Hemingway), il suo nome è spesso associato a quello di Taylor Ho Bynum, al quale, tra le altre cose, presta pelli e tamburi per le scorribande del sextet (recuperate, caso mai vi fosse sfuggito, il recente Apparent Distance). Con il timido Actionspeak, due anni fa, mise al mondo il quintetto The Hook Up. Ora, con The Air Is Different, concede il bis, aggiustando la mira e alzando di un bel pezzo l'asticella.

I compagni di viaggio sono gli stessi del 2010 ad eccezione di Trevor Dunn, che prende il posto di Danton Boller. E come nel 2010 la presenza magnetica è quella di Mary Halvorson. Sono le sue inconfondibili sei corde, pure o distorte, e i suoi "elastici" con il pedale, a marchiare a fuoco il sound del quintetto. Ascoltare, per credere, l'iniziale "Lineage," che si apre con uno dei classici arpeggi sghembi alla Halvorson. Oppure la strepitosa "Double Lake, Defined," con quel micidiale attacco che rimanda, senza passare dal via, a "Sea Seizure", uno dei pezzi forti del repertorio dell'ex allieva di Braxton (e uno dei brani più belli che siano stati scritti negli ultimi anni).

Ovviamente non c'è solo la Halvorson. Brian Settles e Jonathan Finlayson ci mettono parecchio del loro: inquieto e sanguigno, alla maniera di un Malaby, il sax tenore del primo, limpida e squillante la tromba del secondo. Solido l'apporto di Trevor Dunn, la cui "parlata" al contrabbasso si va facendo sempre più rotonda e corposa. Impeccabile, infine, il drumming di Fujiwara: asciutto ed elegante, mai sopra le righe, attento che non vada sprecato nemmeno un colpo di rullante. È lui il motore e il faro del quintetto, ed è alla sua penna che va attribuito il merito di aver partorito la scaletta. Sei brani, sei fulgidi esempi di inventiva, concepiti con estremo rigore eppure splendidamente lievi nel loro destreggiarsi tra spigoli e scarti, accelerazioni e deragliamenti. Le fonti di ispirazione? I nonni paterni, la madre e il Giappone, Threadgill, Formanek, Björk, Fela Kuti, le diverse camminate della gente di New York, il rapper Talib Kweli. Tanti ingredienti, un solo "suono": quello di Brooklyn.

Track Listing: Lineage; Double Lake, Defined; For Ours; Cosmopolitan (Rediscovery); Smoke-Breathing Lights; Postcards.

Personnel: Tomas Fujiwara: drums; Jonathan Finlayson: trumpet; Brian Settles: tenor saxophone; Mary Halvorson: guitar; Trevor Dunn: bass.

Title: The Air Is Different | Year Released: 2012 | Record Label: 482 Music

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