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Clusone 3: Soft Lights and Sweet Music

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Clusone 3: Soft Lights and Sweet Music
Frutto sapido di un incontro virtuoso tra la scena olandese e lo storico festival del capoluogo della valle Seriana, il Clusone Trio ha avuto vita breve, ma di intensa creatività. Nella dirompente scena olandese il sassofonista e clarinettista statunitense Michael Moore si era inserito fin dai primi anni Ottanta, giungendo subito a condividere avventure musicali con Han Bennink ed Ernst Reijseger, anche attraverso la registrazione di un disco, Taiming. Qualche anno dopo quell'esperienza, nel 1988, Reijseger riunisce un quartetto appositamente per il festival di Clusone, con Bennink, Moore e il pianista Guus Janssen. Il tour europeo che seguì a quel primo sodalizio vide nascere il nome originale, Clusone Quartet, che poi si trasformò in Trio con l'abbandono del pianista.

Il titolo dell'album registrato a Zurigo nel '93, ora opportunamente ristampato dalla Hatology, rivela un approccio a tema: l'oggetto è la musica di Irvin Berlin, compositore sempre molto gettonato, "perché lui rende bello il loro sound," come afferma nelle diffuse note di copertina Kevin Whitehead. I tre agiscono con la forza figurativa degli illustratori di un libro: danno corpo e colore alle musiche di Berlin, conferiscono a ogni brano un carattere originale, facendo scaturire scintille dai numerosi intrecci di questo incontro, facendo intravvedere i passi di danza di Ginger Rogers e Fred Astaire. Intrecci tra personalità diverse ma perfettamente in grado di interagire, di reagire con empatia, di stimolarsi in modo reciproco. Incontri con brani che in questa occasione più che mai evidenziano pienamente la propria duttilità, la disposizione ad essere trattati con intenzioni e approcci diversi.

I musicisti, qui nel disco più significativo del pur notevole capitolo di Clusone Trio, sfoderano senza riserve lo spiccato senso dell'avventura, della tensione verso il futuro (ad ventura), toccando i registri più diversi con spavalda scioltezza, lacerando il tessuto e ricomponendo trame, affidandosi a ritmi e modalità di domestica distensione, per poi tuffarsi nell'imprevisto e nel vortice creativo dell'azzardo.

L'incipit del disco, prima di sfociare nella melodia delicata di "Soft Lights and Sweet Music," esposta con sussiego dalla voce spessa del violoncello, accarezzato dalla celeste, si tuffa nella visionaria astrazione di cui è capace il trio, dove ironia e controllo razionale si fondono in una brulicante fucina sonora. Sono diciassette i brani di Berlin, scelti dalla sua corposa produzione, cui si aggiungono due deliziosi pezzi in perfetta simbiosi: di sapore sudafricano "For the Folks Back Home," di Sean Bergin, che si allaccia a un beffardo, rutilante "Cheek to Cheek," e di squisita ironia onomatopeica "Cuckoo in the Clock," di Mercer. Interpretazioni trattate con sapienza e lucidità espressiva, dalle quali è difficile estrapolare gli episodi più significativi. Pezzi concisi, nella massima parte compressi tra i due e i quattro minuti, dove la diversificazione timbrica poggia soprattutto sull'alternanza di Moore dal sax alto ai clarinetti alla melodica, e il prodigioso contrasto dinamico è affidato all'alta sensibilità e agilità di gruppo.

In mezzo a tanti omaggi artificiali e interessati, che non suscitano la sorpresa, ma forse neppure la noia, il "concept album" del Clusone Trio, esplicitamente dichiarato solo nel retro di copertina, si impone per la chiarezza con cui sgorgano idee e trovate, per la grazia tenace e swingante con cui le melodie sono forgiate e trattate, per la vena straniante che in perfetto spirito olandese unisce modernariato e modernità.

Track Listing

01 Soft Lights and Sweet Music (4:18); 02 There's No Business Like Show Business (2:38); 03 The Song Is Ended (4:40); 04 Anything You Can Do, I Can Do Better (2:54); For the Folks Back Home/Cheek to Cheek (5:08); 06 What I'll Do? (3:27); 07 A Pretty Girl Is Like a Melody (2:36); 08 How Deep Is the Ocean? (4:59); 09 Give Me Your Tired, Your Poor (2:15); 10 Marie (3:15); 11 They Say It's Wonderful (1:58); 12 Always (4:54); 13 Cuckoo in the Clock (2:34); 14 Let's Face the Music and Dance (3:31); 15 When I Lost You (1:15); 16 I Am an Indian Too (5:17); 17 I Never Had a Chance (3:07); 18 White Christmas (2:51). Tutte le composizioni sono di Irvin Berlin, tranne "For the Folks Back Home", di Sean Bergin, e "Cuckoo in the Clock", di John Mercer.

Personnel

Michael Moore (sax alto, clarinetto, clarinetto basso, celeste e melodica), Ernst Reijseger (violoncello), Han Bennink (batteria e celeste).

Album information

Title: Soft Lights and Sweet Music | Year Released: 2009 | Record Label: Hat Hut Records

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