Home » Articoli » Multiple Reviews » Play Tchaikoskhy / Play Bach / Christmas
Play Tchaikoskhy / Play Bach / Christmas
Eppure, nonostante tutto questo, i dischi del The Classical Jazz Quartet, tre dei quali qui recensiti, sono una clamorosa sorpresa negativa.
The Classical Jazz Quartet
Play Tchaikoskhy
Kind of Blue Records
(2006)
Valutazione: 2 stelle
Anche un primo ascolto dei CD rivela immediatamente che c'è qualcosa che non va: la noia assale ben presto fin dal primo lavoro, ma si fa sconcerto al momento dell'inserimento nel lettore del secondo, che suona in tutto e per tutto uguale al precedente, così come il terzo. La musica proposta non solo non si discosta da quanto già fatto in passato dal Modern Jazz Quartet, ma - sarà il tempo trascorso, sarà l'operazione calligrafica - non contiene neppure momenti di creatività innovativa che quello storico gruppo aveva disseminato nelle sue produzioni.
Tutto scorre uguale, scontato, nell'esecuzione di un tema “classico” (l'“Hallelujah” del Messiah di Haendel o l'“Aria sulla IV corda” di Bach, i brani de Lo schiaccianoci o quelli dei Concerti Brandeburghesi), una improvvisazione - tanto swingante quanto banale - che con quel tema ha ben poco a che fare, infine la ripresa del tema “classico”. Null'altro, se non il fatto che i temi di partenza vengono irrimediabilmente impoveriti nella riduzione (non solo e non tanto d'organico, quanto di complessità strutturale), così che risultano essere niente più che ammiccamenti, specchietti per allodole necessariamente ignare di quel che essi fossero in partenza, e probabilmente anche di quanto si possa fare suonando jazz con più coraggio e meno routine.
The Classical Jazz Quartet
Play Bach
Kind of Blue Records
(2006)
Valutazione 2,5 stelle
Difficile di fronte a questo parlare dei dischi e distinguerli tra loro. Forse preferibile è Play Bach, sarà perché la musica del grande compositore tedesco perde meno il suo fascino di quanto accada a Tchaikoskhy, sarà perché Christmas non è che una raccolta (che per giunta con il Natale ha ben poco a che vedere). Ma è comunque un giudizio forzato, perché neppure il lavoro migliore si solleva dal basso livello che caratterizza tutta l'operazione.
The Classical Jazz Quartet
Christmas
Kind of Blue Records
(2006)
Valutazione: 2 stelle
Tutto ciò stupisce, ripetiamo, se si tiene conto della qualità indiscutibile del contesto e, soprattutto, dei protagonisti coinvolti. I quali hanno sì pubblicato ben quattro dischi in due mesi, ma hanno realizzato le registrazioni in tempi più lunghi (le prime, Play Bach e Play Tchaikoskhy risalgono al 2001 ed erano state già pubblicate dalla scomparsa etichetta Vertical Jazz, prodotta da Roy Tarrant, produttore anche della Kind of Blue), senza ciononostante riuscire a dare a queste loro creature una vera vita, ad inserirvi nient'altro che il loro “mestiere”. Non un guizzo, non un'idea, solo patinatura del banale. Tanto che, alla fine, e sugli stessi temi finisce per essere addirittura più interessante l'ascolto del tanto vituperato Jacques Loussier.
Davvero un'occasione persa.
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.





