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Milford Graves: Milford Graves Percussion Ensemble

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Tra i tanti meriti storici della ESP c'è quello di aver portato alla ribalta il nome di Milford Graves. In poco più di un anno, dall'ottobre del 1964 al novembre del 1965, furono addirittura cinque le session patrocinate da Stollman alle quali prese parte il batterista, per un totale di sei pubblicazioni inserite in catalogo dall'etichetta newyorchese: i due album firmati da Giuseppi Logan (Quartet e More Giuseppi Logan), Barrage di Paul Bley, l'omonimo esordio del New York Art Quartet, la prima e unica testimonianza discografica del misterioso pianista Lowell Davidson e, appunto, il debutto a proprio nome accreditato al Milford Graves Percussion Ensemble, un duetto di batterie, campanelli e percussioni che lo vede, nel luglio del '65, al fianco dell'oscuro Sunny Morgan (i due si erano conosciuti l'anno prima nella band di Montego Joe).

Il disco, coraggioso e austero, è una sorta di pietra miliare nel percorso di emancipazione del free drumming dalla schiavitù del ritmo. Graves e Morgan lavorano sui colori, le tessiture, i toni delle pelli, i tintinnii metallici dei campanelli e dei piatti, in una sorta di saggio impressionista che suona, e ancor di più suonava, come una dichiarazione d'indipendenza espressiva per la batteria, strumento anti-armonico per eccellenza. Quel che più colpisce, considerando anche l'influenza che l'approccio eterodosso al kit avrebbe avuto sulle generazioni a venire (come immaginare un Tony Oxley, un Gerry Hemingway oppure un Jim Black senza Graves?), è l'estrema cura dei dettagli, il controllo del suono, l'ossessiva ricerca delle potenzialità timbriche insite in ogni pezzo dello strumento. Il tutto senza nascondere la fatale, e ancestrale, attrazione per la madre Africa e le percussioni indiane.

Nel corso di una carriera ultra-quarantennale, seppur con frustrante ritrosia all'esposizione discografica, Graves ha rigorosamente continuato la propria ricerca sulla "metafisica" del drumming, alternando lavori in solo (imperdibili i due Tzadik: Grand Unification e Stories) a progetti che lo hanno visto di volta in volta affiancato da illustri colleghi (Andrew Cyrille, Don Moye, Kenny Clarke, Rashied Ali, Philly Joe Jones).

E di questo percorso ostinato e solitario il Percussion Ensemble, per la prima volta ufficialmente in CD, rimane il primo, affascinante, passo.

Track Listing: 1. Nothing 5-7 - 2:37; 2. Nothing 11-10 - 6:24; 3. Nothing 19 - 7:31; 4. Nothing 13 - 5:16; 5. Nothing - 11:52. Tutte le composizioni sono di Milford Graves.

Personnel: Milford Graves (batteria, campanelli, gong, shaker); Sunny Morgan (batteria, campanelli).

Title: Milford Graves Percussion Ensemble | Year Released: 2008 | Record Label: ESP Disk

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