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Aaron Parks: Little Big

Angelo Leonardi By

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Dopo un decennio caratterizzato da svariate collaborazioni, esibizioni pianistiche in solo (Arborescence) e in differenti trio (Alive in Japan e Find The Way), Aaron Parks torna a un pieno ruolo di compositore e leader sviluppando l'estetica del celebrato Invisible Cinema.

Protagonista è un quartetto d'identica strumentazione ma con nuovi partner: il chitarrista neozelandese Greg Tuohey, il bassista David Ginyard e il batterista Tommy Crane.

In continuità con l'estetica di quel disco, Parks presenta un lavoro di ricercata creatività, ai vertici della produzione jazzistica statunitense del 2018: quindici brani sorprendenti per la ricchezza delle situazioni in continuo mutamento, con seducenti melodie e con soluzioni timbriche e ritmiche eccentriche, in cui convivono elettronica, afrobeat, impressionismo, psichedelìa e indie-rock.

Per qualche aspetto la musica del disco ricorda Expectations il capolavoro del 1972 di Keith Jarrett: ritroviamo l'equilibrio tra il meticoloso lavoro di scrittura e la libertà lasciata ai solisti, in percorsi narrativi cangianti, ricchi di tensione e di abbandoni lirici. Guardando al presente troviamo qualche affinità timbrica con il recente Ask for Chaos del chitarrista Gilad Hekselman, di cui lo stesso Parks ha fatto parte.

Il brano d'apertura, "Kid" non è esattamente il manifesto del lavoro per l'ipnotica e marcata tensione ritmica costruita su un implacabile vamp di piano, la veemente chitarra elettrica distorta e l'uso delle tastiere elettroniche. A partire dal successivo "Small Planet" lo svolgimento privilegia climi distesi e sviluppi melodici cantabili.

Anche se non è pensato come una suite, il percorso musicale è studiato accuratamente e mostra coerenza stilistica nell'uso delle fonti d'ispirazione e nella relazione tra i vari elementi. Tra i brani più seducenti segnaliamo ”The Trickster”, un lento ma incisivo sviluppo melodico che ricorda vagamente i Pink Floyd con Greg Tuohey protagonista; ed ancora il danzante ”Rising Mind”, il multiforme ”Siren” o l'eclettico connubio elettroacustico dell'insinuante ”Digital Society”.

Le raffinate doti pianistiche di Parks sono generalmente a servizio del progetto generale ma emergono con chiarezza in ”Hearth” e ”Doors Open” due delicati bozzetti di gusto romantico.

Un disco avvincente, il cui fascino si rinnova ad ogni ascolto.

CD della settimana.

Track Listing: Kid; Small Planet; The Trickster, Professor Strangeweather; Lilac; Aquarium; Digital Society; Siren; Mandala; Hearth; The Fool; Rising Mind; Good Morning; Doors Open.

Personnel: Aaron Parks: piano, keyboards; Greg Tuohey: guitar; David Ginyard: bass; Tommy Crane: drums.

Title: Little Big | Year Released: 2018 | Record Label: Ropeadope

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