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In "Labirinti Sonori" l'eredità di un festival e musica senza barriere

Era un’idea alla quale Stefano Maltese e Gioconda Cilio, compagni nell’arte e nella vita da lustri ormai, pensavano da tempo. Incidere la propria musica, in piena autonomia, e condividerla con musicisti segnati dallo stesso percorso artistico. Una musica senza barriere, capace di toccare il cuore e la mente, e soprattutto libera dai condizionamenti del mercato. Quell’idea è diventata realtà ed ha trovato corpo in una etichetta dal titolo programmatico, “Labirinti Sonori”.

Una musica che invita a perdersi nei labirinti dei suoni, certo, ma che vuole anche tracciare un segno di continuità con “Labirinti Sonori” (appunto) lo storico festival siracusano ideato dalla coppia di musicisti che, dal 1998 al 2001, si è imposto sulla scena nazionale per le sue scelte coraggiose e avanzate.

Quattro sono i primi dischi licenziati, che si fanno apprezzare per il respiro e la carica della musica e i continui cambi di atmosfera. Si va dal progetto “canzoni più archi” cucito appositamente sulla voce di Gioconda Cilio al quartetto informale di “Luminaria”, passando per la musica policroma, impressionista di “Ghost Company” e l’omaggio (del tutto personale, s’intende) al genio di Thelonious Monk. Accanto a Maltese e Cilio, nomi storici del jazz siciliano (gli inseparabili Antonio Moncada e Giuseppe Guarrella, Giorgio Occhipinti, Paolo Sorge) e qualche felice novità (Marcello Inserra).

Gioconda Cilio & Stefano Maltese

Songs with strings

Labirinti Sonori

(2006)

Valutazione: 3 stelle

Il primo disco piace per la Leggerezza che lo pervade (una costante della produzione di Maltese). Sono canzoni, nulla di più. Le caratterizza un incedere colto, raffinato e una mano felice nell’orchestrazione. Gioconda Cilio svetta sugli archi con voce piena di colore e passionale. Il suo amore per Billie Holiday compare qua e là, a dimostrazione del fatto che l’Avanguardia o la musica creativa che dir si voglia non ha mai smesso di guardare alla tradizione per trovare linfa creativa. Notevoli gli interventi del sassofonista, soprattutto allo spigoloso contralto.

Stefano Maltese Ghost Company

‘Dja ‘Ba ‘La

Labirinti Sonori

(2006)

Valutazione: 4 stelle

Soluzioni ora più quiete e introspettive, ora pià viscerali e materiche caratterizzano ’Dja ‘Ba ‘La, il disco a nome di “Ghost Company”, la nuova formazione diretta dal sassofonista. Benchè l’organico sia diverso (con le chitarre in evidenza a creare suggestioni noise al posto dei fiati), il progetto sembra raccogliere l’eredità di un’altra storica formazione di Maltese, l’As Sikilli: vi si respira infatti la stessa atmosfera mista a Free storico, Avanguardia di Chicago e profumo di Sicilia (quella vera, della cultura arabo-anadalusa, delle splendide cattedrali normanne e bizantine). In più, il disco possiede quel raro dono di annullare la dimensione temporale dell’ascolto che sembra essere un marchio di fabbrica di Maltese. Fateci caso: è raro ascoltare un disco di circa 80 minuti tutto d’un fiato senza mai guardare l’orologio. Decisamente, il lavoro più bello e intrigante del piccolo catalogo.

Know Quartet

Monk Know

Labirinti Sonori

(2006)

Valutazione: 2,5 stelle

Il terzo disco del lotto, ideato come un omaggio a Monk, “capovolto”, non certo ortodosso, è il meno convincente. Ci sbaglieremo, ma le composizioni del pianista non sembrano discostarsi molto dall’ originale, quasi si avvertisse nei suoi confronti il timore di osare di più. Insomma le caratteristiche monkiane ci sono tutte (il virtuosismo ritmico, le dissonanze e i giochi di note) ma la musica, al di là degli interventi incisivi di Maltese e Occhipinti non sembra rispecchiare l’idea di partenza. Tutto sommato quello che si ascolta è un Monk “politically correct” (per quanto questa accezione assuma in lui un significato del tutto particolare).

Marcello Inserra Quartet

Luminaria

Labirinti Sonori

(2006)

Valutazione: 3 stelle

Infine il quarto disco, Luminaria. Maltese nelle note di copertina sembra tenerci molto a questo lavoro, che rappresenta l’esordio a tutti gli effetti di un pianista che è stato per anni suo collaboratore (qualcuno lo ricorderà nel primo disco del sassofonista, Music from the Islands). Problemi personali lo hanno tenuto lontano dalla musica, ma il ritorno appare felice. Vi si respira un’aria fresca, una precisa identità, (anche se Monk sembra sempre lì a vigilare) e una voglia di mettersi in gioco non indifferente. Diversi anche i cambi di registro (si va dal tango sbilenco a composizioni dal respiro nordeuropeo) che rendono il CD fantasioso senza appiattire l’ascolto. Notevole il brano d’apertura.

“Music for Heart & Mind” come recita il sottotitolo dell’etichetta

Elenco dei brani:

Songs with strings: 01. Day Roll By - 5:13; 02. Dance - 4:35; 03. The secret garden - 5:43; 04. Long days, long nights - 4:29; 05. Love call - 6:48; 06. Money Song - 3:14; 07. Reflections - 6:35; 08. Fetch me a whisky - 3:46; 09. Let down your hair - 3:35; 10. At the end of the day - 5:22; 11. Midnight song - 9:19; 12. Song of the wind - 2:35; 13. Spirit and romance - 4:42; Kings without shoes - 2:14

Composizioni di Maltese e Cilio/Maltese

‘Dja ‘Ba ‘La: 01.‘Af-bi - 9:50; 02. Hu-Duh - 7:54; 03. Im - 5:04; 04.‘Dja ‘Ba ‘La - 10:13; 05. Tri-Qu - 11:19; 06. Wa-Ba - 4:56; 07. Em-Em-Goh-Em - 10:09; 08. Tu ‘Mu-Toy ‘Mu - 7:37; 09. Za-i-Ya - 4:31

Composizioni di Maltese tranne il tit. III (Maltese/Sorge/Natoli/Amato/Moncada)

Monk Know: 01.Epistrophy - 6:10; 02. Ask Me now - 6:25; 03. Brilliant corners - 5.00; 04. Off minor - 7:10; 05. Crepuscule with Nellie - 3:00; 06. Evidence - 4:37; 07. Ruby my dear - 8:44; 08. In walked Bud - 6:45; 09. Japanese folk song - 2:48; 10. Monk’s mood - 4:16; 11. Rhythm-a-ning - 5.07; 12. ‘Round midnight - 4:40

Composizioni di Monk

Luminaria: 01. Le quarte in giro - 8:55; 02. Il gattone jazz - 3:38; 03. Le quattro porte - 8:56; 04. Luminaria - 8:37; 05. La danza del semitono - 4:18; 06. Buio profondo - 4:50; 07. Ta-ta-ta tango - 3:10; 08. Clacson - 3:49; 09. Night-works - 7:56; 10. Life’s tree - 15:02; 11. Blussastro - 4:27

Composizioni di Inserra tranne i tit. IX-X (Maltese/Inserra/Guarrella/Moncada)

Musicisti:

Songs with strings: Gioconda Cilio (voce); Stefano Maltese (sassofoni); Giuseppe Guarrella (contrabbasso) tranne tit. VI-IX-XII; Antonio Moncada (batteria) tranne tit. VI-IX-XII; Bellini String Quartet: Angelo Cipria, Antonio D’Amico (violino); Fabio Distefano (viola); Giuseppe Bullace (violoncello); nei tit. X-XII-XIII Alessio Nicosia sostiuisce D’Amico, Simone Isidoro Paradiso sostituisce Distefano

‘Dja ‘Ba ‘La: Stefano Maltese (sassofoni, clarinetto basso, percussioni); Paolo Sorge (chitarra, elettronica); Carlo Natoli (chitarra, elettronica); Alberto Amato (contrabbasso); Antonio Moncada (percussioni)

Monk Know: Stefano Maltese (sassofoni, clarinetto basso); Giorgio Occhipinti (pianoforte); Giuseppe Guarrella (contrabbasso); Emanuele Primavera (batteria)

Luminaria: Stefano Maltese (sassofoni); Marcello Inserra (pianoforte); Giuseppe Guarrella (contrabbasso); Antonio Moncada (batteria)

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