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Agostino Di Scipio: Hörbare Ökosysteme
Hörbare Oekosysteme - Live-elektronische kompositionen 1993-2005
Edition RZ
(2005)
Valutazione: 4 stelle
Con questo lavoro di Agostino Di Scipio - compositore, saggista e teorico dai vasti interessi (da Iannis Xenakis a Carsten Nicolai e la musica elettronica non accademica: per leggere suoi articoli al riguardo, clicca qui e qui) - ci addentriamo nel cuore di un concetto che studiosi e pratici di diverse discipline (dalla fisica alla psicologia, dalla teoria dell'informazione alla musica) affrontano da molto tempo, con un'attenzione particolarmente spiccata negli quarant'anni: quello di interazione.
I brani raccolti nel CD, infatti, mettono in discussione, se non addirittura demoliscono, l'ipotesi di una musica riproducibile - in studio o dal vivo - in maniera sempre identica, quasi che si potesse astrarre dal contesto (temporale e spaziale) nel quale il fenomeno sonoro si genera e si propaga.
Contesto che, per l'autore, non comprende soltanto la sala da concerto o la sede della registrazione - le cui peculiarità acustiche incidono sulle caratteristiche dei suoni che vi transitano più o meno accidentalmente - ma anche la relazione tra questi aspetti e il sistema di ricezione, amplificazione, elaborazione e diffusione dei materiali fonici.
E'la reciproca influenza fra tutti questi elementi a costituire - nel qui e ora - la "composizione", laddove il "compositore", non più creatore di oggetti musicali dati una volta per tutte, diventa colui che indirizza un processo non rigidamente etero-diretto, e dunque in grado di autogenerarsi in ogni occasione secondo modalità sempre diverse.
Anche il ruolo degli interpreti e dell'elettronica muta radicalmente: nell'iniziale Texture/multiple, il sistema di elaborazione digitale recepisce non soltanto i frammentari segnali sonori prodotti dal sestetto strumentale, ma è sensibile anche alla risposta acustica con cui a questi ultimi reagisce il luogo dell'esecuzione, in particolare sotto il profilo dell'intensità.
E' come se un gruppo di insetti sciamasse nello spazio, apparentemente senza guida, ma fosse ugualmente in grado di regolare la direzione, la densità e l'intensità dei propri movimenti rapidi e stilizzati tramite un meccanismo di autoregolazione collettiva, condizionato dallo spazio in cui agisce e in grado a sua volta di modificare l'ambiente circostante.
Alla riuscita di questa interpretazione/creazione hanno contribuito l'affiatamento tra i componenti dell'Ensemble Mosaik e la meticolosa precisione dimostrata nel mettere in atto le indicazioni dell'autore.
Simile al crepitio di tante piccole fiammelle è l'impressione acustica suscitata da Craquelure, costituito da due parti simmetriche, il cui materiale di base è dato dai medesimi suoni di sintesi.
Il live processing, utilizzato esclusivamente nella seconda sezione, recepisce la risposta dell'ambiente al cupo rimbombo di basse frequenze aggiunte agli elementi di partenza, mostrando a mano a mano la complessità e la ricchezza di una tessitura apparentemente priva di forma e colore.
Altrettanto può dirsi delle cinque interazioni cicliche, in cui scarne figure puntiformi - dalla densità in continua permutazione, che conferisce loro talvolta un netto profilo materico o, all'opposto, una consistenza impalpabile - nascono dall'interazione tra gli archi del quartetto Prometeo, lo spazio acustico e il sistema di elaborazione digitale.
Quest'ultimo, infatti, da un lato, opera a partire dallo scarto tra il suono direttamente prodotto sulle corde e quello che, captato da una serie di microfoni, si diffonde nello spazio; il risultato che si genera in tal modo, dall'altro, retroagisce, condizionando in diversi passaggi il tempo e le dinamiche degli strumenti acustici.
L'apice delle ricerche confluite nel CD è costituito dai cinque ecosistemi udibili, frutto delle ricerche effettuate tra il 2002 e il 2005.
Parlare di composizione e di musica risulterebbe anche qui fuorviante: l'essenza di questi studi - come li definisce, non casualmente, Di Scipio - è ancora una volta fondata sulla relazione fra le fonti sonore, l'ambiente acustico in cui queste vengono diffuse, il sistema di elaborazione digitale che capta e trasforma in tempo reale la risposta del secondo alle sollecitazioni fornite dalle prime.
I processi autogenerativi sono condotti, pertanto, alle conseguenze più radicali.
Materiali di origine sintetica e concreta, feedback, interventi manuali sui microfoni diretti a cambiare le frequenze di risonanza, sottili rumori di fondo che perturbano il silenzio (dimostrando appieno la relatività di questo concetto), le più impercettibili (all'orecchio, ma non all'apparecchiature elettroniche) emissioni prodotte dalla voce e dal cavo orale interagiscono di volta in volta con lo spazio e con il sistema di live processing in ciascuna sezione.
Ne risulta una polifonia multiforme, che immerge l'ascolto non in un artificioso esperimento di laboratorio, bensì in un processo vivo e palpitante.
Visita il sito di Agostino di Scipio.
Elenco dei brani:
01. Texture/multiple - 12:25; 02-03. Craquelure. Due pezzi silenziosi, a Giuliano - 10:01; 04-08. Cinque interazioni cicliche alle differenze sensibili - 11:40; 09-13 Hoerbare oekosysteme - 34:29.
Musicisti:
Ensemble Mosaik (Bettina Junge, flauto basso; Christian Vogel, clarinetto basso; Chatschatur Kanajan, violino; Dirk Beiße, violoncello; Ernst Surberg, piano; Roland Neffe, vibrafono) in 01; Quartetto Prometeo (Francesco Peverini, violino; Aldo Campagnari, violino; Carmelo Giallombardo, viola; Francesco Dillon, violoncello) in 04-08; Natalia Pschenitschnikova (voce) in 13.
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Album information
Title: Hörbare Ökosysteme | Year Released: 2006
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