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Dalla Labirinti Sonori conferme, sorprese e piccoli gioielli

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Seconda uscita discografica della Labirinti Sonori, l'etichetta creata dal polistrumentista siciliano Stefano Maltese per promuovere la "sua" musica, senza scendere a compromessi [per la recensione dei primi quattro dischi clicca qui]. Questo secondo lotto non fa che confermare l'autorevolezza di Maltese come compositore, arrangiatore, improvvisatore di rango, oltre a presentare piacevoli sorprese e a tirar fuori dallo scrigno pietre preziose.

Tipicamente "maltesiani" sono i due dischi a suo nome, musica policroma, libera, fluttuante, sempre in equilibrio tra scrittura ed eloquio improvvisativo. Densa, corposa, senza mai scadere nella prosopopea.

Stefano Maltese

The Lion Is Dreaming

(2008)

Valutazione: 4,5 stelle

The Lion Is Dreaming (il disco più bello del lotto) ospita un Keith Tippett perfettamente a suo agio. L'operazione di Maltese, sorretto da musicisti a lui molto vicini, è ad ampio raggio, il musicista opera una visione personalissima della tradizione che spazia dalla ballad ("An Everywhere of Silver") al blues ("Floating Skies") al modale di "Behind the Days," passando per il rito orgiastico del Free ("Reflective").

Il gioiello del disco è "Running Stars," quattordici minuti di cavalcata post-boppistica vetrina per un assolo al tenore del leader (quasi 7 minuti!) al cardiopalma: rudivo, tagliente, sereno, tormentato. Raramente abbiamo ascoltato Maltese suonare in questo modo. Segue uno solo di Tippett speculare, il pianista inglese aggredisce il piano con la forza di un leone. Bellissima la title-track finale, un tema ovattato e screziato dedicato al figlio Leonardo (sarà lui il leone che sogna?).

Stefano Maltese Aka Quintet

All Is Always Now

2008

Valutazione: 3 stelle

Più vicino alla poetica dell'As Sikilli (una delle formazioni storiche di Maltese) è "All Is Always Now". Temi sghembi e dolenti, un brulicare di suoni sui quali si staglia la voce-strumento sono l'ossatura di questo disco. I riferimenti all'Avanguadia di Chicago sono evidenti e del resto non è una eresia dire che Maltese sia cresciuto anche con questi musicisti. La novità (o meglio: il tratto distintivo) è che tali riferimenti non costituiscono il criterio centrale della struttura dei brani (come spesso si ascolta in altri, numerosi, dischi) ma sono solo spunti superficiali, sedimentati nella memoria che si intrecciano con la dimensione popolare del musicista siciliano. Eppure, per quanto bello, questo lavoro non aggiunge nulla di più sul mondo musicale di Maltese. Molto più intrigante il disco con Tippett, senza dubbio.

Test Quintet

La gatta nel sacco

2008

Valutazione: 3,5 stelle

La piacevole sorpresa di cui si parlava è rappresentata dal Test Quintet, una formazione che assembla alcune giovani leve della free music. Un disco giocoso, sfrontato, ironico nella musica, nel titolo, nel packaging. Lo stesso Maltese nelle note di copertina fa un parallelo con la cucina. Come in questa bisogna creare la giusta proporzione tra forma e contenuto - dice - gli stessi elementi sono necessari per scrivere e creare buona musica". E dosando in maniera perfetta forma e contenuto il Test Quintet propone una musica ritmata, sagomata, che profuma più di Europa che di America, viscerale e carica di straripante vitalità che può oggettivamente piacere anche all'ascoltatore meno smaliziato. Marco Colonna, con il suo clarone, marchia a fondo l'album.

Steve Lacy

Best Wishes

2008

Valutazione: 4 stelle

Infine, il gioiello, uno Steve Lacy inedito, tirato fuori dagli archivi del festival siracusano del 2001. Il "Gran Cerimoniere" se n'è andato nel 2004 ma non ci ha mai lasciati soli. Prova ne sia questo documento che suona straordinariamente attuale. La voce cupa, gentile, strascicata, parlata, ma anche cantata è qualcosa che va oltre il comune senso del musicante. Nel disco (come spesso accadeva nei suoi soli, "bipartito" tra l'amato Monk e il proprio "io") non c'è nulla di datato o databile e sembra quasi che Lacy, con quella sua tipica timidezza con cui affrontava il palco e la vita, sia ancora qui tra noi. Nulla è macabro nell'ascolto, anche quando il sopranista sembra indulgere su suoni duri e scarni, anche quando il ricordo si sovrappone alla realtà.

Le sua percezioni appaiono ancora oggi all'Avanguardia.

Elenco dei brani:

The Lion Is Dreaming: 01. Behind the Days; 02. Floating Skies; 03. Reflective; 04. An Everywhere of Silver; 05. A Night Gate; 06. Running Stars; 07. Just Lost; 08. The Lion Is Dreaming.

All Is Always Now: Part one: Now, Before - 01. Da-N-Wa; 02. Falling Sky; 03. Es-Fo-Wo'D; 04. South Wind; 05. Sa-Ha-Ma. Part Two: Now, After - 06. Down Here; 07. Ka 'Ba; 08. A Silent Cloud (to Gioconda Cilio); 09. Endless Circles; 10. Steps on the Water.

La gatta nel sacco: 01. Consapevolmente sette; 02. Semplice; 03. Drummatù; 04. Quarto quarto; 05. Bruma; 06. Chiodo in testa; 07. Impro 1; 08. Bruma forte; 09. Impro 2; 10. Pepe; 11. La gatta improvvisa.

Best Wishes: Medley Monk - 01. Shuffle Boil; 02. Eronel; 03. Evidence; 04. Reflections; 05. Little Rootie-Tootie. Lacy Medley - 06. Sands; 07. Stand; 08. Jump; 09. Fall; 10. Revenue; 11. Moms.

Musicisti:

The Lion Is Dreaming: Stefano Maltese (sax tenore, soprano, flauto, tin whistle); Carlo Cattano (sax alto, baritono, flauto); Gaetano Cristofaro (sax tenore, clarinetto basso); Tony Cattano (trombone); Ivan Cammarata (tromba e flicorno); Keith Tippett (piano); Giuseppe Guarrella (contrabbasso); Alberto Amato (contrabbasso); Antonio Moncada (batteria).

All Is Always Now: Stefano Maltese (sax alto, tenore, soprano); Ivan Cammarata (tromba e flicorno); Giuseppe Guarrella (contrabbasso); Antonio Moncada (batteria, marimba); Gioconda Cilio (voce, percussioni).

La gatta nel sacco: Stefano Maltese (sax alto, tenore, soprano); Ivan Cammarata (tromba e flicorno); Giuseppe Guarrella (contrabbasso); Antonio Moncada (batteria, marimba); Gioconda Cilio (voce, percussioni).

Best Wishes: Steve Lacy (sax soprano).

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