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Derek Bailey: Carpal Tunnel

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E così, come talvolta accade, un gesto casuale, un capitolo, magari un'impressione fallace - con il tragico senno di poi la si scorge - diventano qualcosa di definitivo, come quando si ripensa alle ultime parole di una persona che abbiamo amato e che magari ci ha lasciati, parole che nel flusso di una vita potevano scivolare via e invece rimangono, le ripetiamo, ne scaviamo le interiora quasi a vedere se proprio in queste, così casuali, è rimasto nascosto qualcosa che doveva essere detto, qualcosa di importante.

È il caso di Carpal Tunnel, il disco di Derek Bailey che ne testimonia con puntualità da diario il peggiorare di quella che viene scambiata per sindrome del tunnel carpale e che invece era il procedere della grave malattia neurovegetativa che lo ha portato via, nella confusione un po' fredda del Natale 2005.

Chiaro che alla luce di questi fatti, con i pensieri che ci portano a rivedere le tante tappe di una vita dedicata alla musica e alla sua possibilità di farsi ogni volta sorpresa, emozione, disturbo, sovvertimento delle regole, diventa difficile parlare strettamente della musica presente nel disco.

Ogni frase, ogni frammento sembra ora messo lì apposta a ricordarci qualcos'altro, a farci riflettere in modo davvero definitivo sulla musica e sul pensiero del chitarrista inglese: l'evoluzione - testimoniato dalle tracce, registrate puntualmente ogni due settimane - delle condizioni della mano di Bailey è un percorso tragico e anche beffardo sotto molti punti di vista, difficile da percorrere serenamente.

Già dalla prima traccia, con la voce di Bailey a raccontare il progetto e ringraziare, scusandosi per l'eventuale esito non appropriato, la musica grattata sulle corde ci trasporta nella contraddizione della memoria di un presente di disagio, con l'attacco [che da sempre è stato parte essenziale del vocabolario chitarristico dell'artista] che si fa più incerto e il musicista stesso che deve ricercare per necessità, non per scelta artistica.

Beffardo contrappasso? Metafora finale e illuminante? In molti momenti il confine tra tentativo e poesia è labilissimo [si ascolti ad esempio l'inizio di "After 3 Weeks"], si sviluppano meccanismi di sopravvivenza tecnica cui sovviene in aiuto la maestria nell'uso del pedale, un folk scheletrico e ironico - ma quanta malinconia dietro quell'ironia - si materializza da quella polvere in cui il plettro è caduto e non si può raccogliere, le dita si aggrappano alle note...

Molto si potrebbe dire, o forse molto poco, la grandezza di Bailey prescinde certo da questo suo ultimo lavoro, che ci lascia sospesi su quelle corde pizzicate con fatica, sospesi e soli a guardare l'orizzonte, vuoto e appena appannato. Grazie Derek!

Track Listing: Explanation & Thanks; After 3 Weeks; After 5 Weeks; After 7 Weeks; After 9 Weeks; After 12 Weeks.

Personnel: Derek Bailey: guitar.

Title: Carpal Tunnel | Year Released: 2006 | Record Label: Tzadik

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