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Jazz Articles
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My Favourite Things
Roberto Negro
by Paolo Peviani
Il tratto principale della mia musica. Dare fondo, senso e forma alle composizioni, scritte ed improvvisate. La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me. L'amore. Come musicista, il momento in cui sono stato più felice. Quando ho scoperto la Sagra della Primavera" di Igor Stravinsky. Sono stato come travolto da un tram molto lungo e molto veloce. Come musicista, il mio principale difetto. La lentezza nel processo. ...
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Aaron Irwin Quartet: A Room Forever
by Neri Pollastri
Quartetto dall'approccio molto cameristico questo messo assieme dal clarinettista e compositore statunitense, oggi di stanza a New York. Un camerismo che viene esaltato da un lato dalla formazione, priva di batteria, e dall'altro dalle ispirazioni extramusicali delle composizioni, che fanno riferimento ai racconti dello scrittore statunitense Breece D'J Pancake, morto suicida nel 1979 a soli ventisette anni. Non che le musiche di questo A Room Forever non abbiano un'autonomia rispetto ai racconti di Pancake da cui sono ispirate ...
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Andrea Lombardini: Diminuendo
by Daniele Vogrig
Suggestivo ed evocativo, caleidoscopico per la notevole gamma di timbri e influenze ma allo stesso tempo dotato di una decisa coerenza narrativa, Diminuendo è il primo lavoro solista di Andrea Lombardini, pubblicato dalla CAM Jazz e prodotto da Johannes Wohlleben presso i Bauer Studios di Ludwigsburg nel gennaio 2016. Il giovane bassista veneziano, impegnato negli ultimi quindici anni in numerosi progetti e collaborazioni, tra i quali si ricordano i Rand-o- mania (con l'album Strade del 2001) e il ...
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Live in Sweden 1987
by Maurizio Comandini
Johnny Winter Live in Sweden 1987 MVD Visual 2016 * * * * C'era la neve a Stoccolma, a gennaio del 1987. E questa non è certo una novità. Ma nella capitale svedese c'erano anche Johnny Winter e il suo trio, senza dimenticare che a sorpresa era stato coinvolto per l'occasione anche un ospite prestigioso come Dr. John, all'anagrafe Malcolm John Mac" Rebennack, pianista che sa essere raffinato ed elegante ma anche diretto e ...
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Gavin Templeton: In Series
by Luigi Sforza
Tenerezza e vigore, delicatezza e fermezza sostanziano la natura di In Series. Affrontando sistematicamente l'ascolto dell'album del sassofonista Gavin Templeton affiorano episodi autenticamente ispirati che, pur non prescindendo dai consolidati precetti che normano il jazz moderno, consegnano al fruitore momenti di indubbia raffinatezza musicale. Karina," ad esempio, ha la sinuosità intrigante di una ballad tradizionale; qui il sassofono del leader non smette di ricordarci quanta liricità espressiva si può ancora sprigionare dagli strumenti attingendo ed ispirandosi ad un passato ...
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Things We Like: Ottobre 2016
by AAJ Staff
Finito il mese di ottobre, riprendiamo la vecchia rubrica Things We Like," dove, un po' per passione e un po' per gioco, descriviamo le cose (musicali e non) che ci rimarranno impresse del mese appena trascorso. Alberto Bazzurro Ottobre, mese pre-referendario per eccellenza (non quel referendum...), si porta generalmente appresso una caterva di dischi, per il solito meccanismo secondo cui noi, votanti plenipotenziari, saremmo tutti affetti da più o meno precoce demenza senile, facendo di conseguenza ...
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Mark Dresser Seven: Sedimental You
by Alberto Bazzurro
Una rinnovata vena creativa accompagna l'attuale stagione (peraltro in vigore--diciamo così -da diversi anni) di colui che fu il bassista di gruppi storici dell'avanguardia jazzistica quali il quartetto di Anthony Braxton e vari ensemble riuniti da Tim Berne. Mark Dresser, anni sessantaquattro, si cimenta in questo suo nuovo lavoro con un organico di dimensioni allargate, come chiunque ami anche l'aspetto compositivo del far musica gradirebbe sempre avere a sua disposizione (anche per i nomi coinvolti: scorrere la formazione per credere). ...
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Sao Paulo Underground: Cantos Invisiveis
by Vincenzo Roggero
Suoni da galassie lontane, scie cosmiche che trasportano in altri mondi, sfrigolii di elettroni che invadono lo spazio fisico, riti sciamanici e nenie incantatorie, suggestioni tribali e distorsioni industriali. Una giungla intricata di sonorità acustiche ed elettroniche nella quale scrittura e improvvisazione sfumano i contorni per trasformarsi in visione. È il nuovo mondo creato da Rob Mazurek e Sao Paulo Underground, un mondo nel quale perdersi è un'esperienza che travalica la semplice fruizione musicale e diventa viaggio ai confini del ...
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Dave Liebman & Richie Beirach: Balladscapes
by Neri Pollastri
Se c'è un sodalizio artistico che merita di essere definito storico," è quello tra Dave Liebman e Richie Beirach: il primo incontro tra i due -che sono quasi coetanei, il sopranista avendo solo un anno in più del pianista--avviene infatti quasi cinquant'anni fa, quando i due ancora erano studenti, ed erano assieme nel 1973 per First Visit, il primo lavoro a nome di Liebman. Da allora la collaborazione non si è mai interrotta: assieme nel quartetto Quest, con Billy Hart ...
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The 14 Jazz Orchestra: Nothing Hard Is Ever Easy
by Angelo Leonardi
Dischi come questo sono indicativi dell'alto livello professionale che il jazz statunitense esprime anche nelle cosiddette zone di periferia, lontane da New York, Chicago o Los Angeles. Quest'orchestra opera in Florida ed è formata da 13 insegnanti o ex alunni della Miami University diretti dall'arrangiatore Dan Bonsanti e integrati da pregevoli ospiti: Will Lee e Mark Egan al basso elettrico e il batterista Marko Marcinko. Nothing Hard Is Ever Easy è il loro disco di debutto.
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