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Vai dove ti portano i bit…

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Non è facile seguire l’elettronica per chi non lo faccia già da anni e non abbia già profonda dimestichezza con suoni e nomi che circolano. Ancor meno facile è dar conto di quanto succede in un’ambito che se ribolle, senza dubbio, di fermento e novità, vuoi artistiche e tecnologiche, purtroppo non sempre fa il pari con le aspettative che molti ripongono in esso.

Siamo consapevoli che molto di quel che si recensisce può già essere "superato" e si rivela essere poco più che un semplice spunto per il lettore/ascoltatore per invitarlo a mettere il naso fuori dal seminato. Da un’altra prospettiva, però rappresenta l'occasione di parlare e far luce su percorsi artistici spesso molto complessi, nonché profilici e in fieri, di cui poco si parla nelle cronache musicali italiane.

Quelli che seguono sono in sostanza “spunti d’ascolto”. La fonte di tali spunti è Dense, un vivace distrubutore tedesco, a cui fanno riferimento molte etichette, quasi tutte indipendenti, che trovano in esso un promotore attento e sensibile. Grazie ai loro consigli vi proponiamo un percorso che risulterà tortuoso e dispersivo per diversità di ambiti, sperimentazioni e geografie - Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Medio Oriente, Iran, Sud America - che trova nella grande passione per questo genere (o mezzo espressivo) un denominatore comune.

Oh Astro

Champions of Wonder

Illegalart

(2007)

Valutazione: 3,5 stelle

Sembrerà curioso ma la prima proposta non disdegna un’anima simpatica e attraente che da sempre pervade l’elettronica, ovvero il suo profondo e mai negato spirito "dense". Jane Dowe e Hank Hofler in Champions of Wonder danno un magnifico saggio di bravura piegando la loro indomita vena sperimentale in un mix di cosiddetta “club music”, “children’s songs”, e samples di musica popolare di vario tipo. Musiche accessibili, seppur sgretolate e sbriciolate ai mixer, incantano, cullano e fanno ballare. Equilibrio tra sperimentale e commerciale perfettamente riuscito.

Consigliato a chi non vuole perdere il ritmo, facendo concessioni alla sperimentazione.

Minoru Sato (m/s, Saws) + Asuna (Naoyuki Arashi)

Texture in Glass Tubes and Reed Organ

Spekk

(2007)

Valutazione: 3 stelle

Il presunto “easy listening” è un vero e proprio campo minato. Prendete, ad esempio, questo Texture in Glass Tubes and Reed Organ. Siamo in Giappone. Siamo in piena sperimentazione. La “tessitura” di questo progetto affonda, infatti, nelle ricerche di Minoru Sato che da anni studia suoni basati su fenomi fisici creati attraverso le sue particolarissime e minimali installazioni. La musica di questo nuovo progetto, che è realizzato insieme a Naoyuki Arashi, si basa su suoni (potrebbe dirsi uno per ognuna delle due tracce) da tubi di vetro, organo ed elettronica. L’easy listening è in sostanza un solo lungo, modulato drone musicale che sviluppa un’infinità di varianti e sfumature a cui prestare orecchio.

Il consiglio è difficile, ma perché non provare a sprofondare in questo mantra!

Tim Catlin

radio ghosts

23five

(2007)

Valutazione: 2,5 stelle

Con radio ghosts si ritorna negli Stati Uniti. Aprendo la valigetta di Tim Catlin, giovane chitarrista e sound artist, si troverà una richissima e varia collezione di suoni e attrazzature. Catlin focalizza il proprio stile sulle possibilità delle sue chitarre di estendere il suono. Artigiano, come molti d’altronde, della propria strumentazione (sia elettronica che (elettro-acustica), ha affinato una tecnica sensibile e votata all’improvvisazione. Le sei tracce di questo suo secondo lavoro si basano su una metodica e minuziosa de/ri-composizione di suoni provenienti dalle chitarre e dalle onde radio.

Un’elettronica che si apre a impressionismi, sentimentalismi e trascendenza sonica. Forse il più “classico” degli approcci…

Les Klebs

Ouïe/Dire

(2007)

Valutazione: 4,5 stelle (all’idea!)

Il lavoro di edizione della Ouïe/Dire è un progetto artistico e sonoro. L’ambizione non è quella di produrre musica o documenti sonori (che hanno a che fare con elettronica/elettroacustica sperimentale), ma di inventare oggetti fonografici originali. A noi è arrivata la grande “cartolina fonografica” di Les Klebs contenente un pezzo composto da Xavier Charles (clarinetto), David Chiesa (contrabbasso), Jean Pallandre (fono-grafica), Marc Pichelin (sintesi analogica) e Laurent Sassi (mix, spazializzazione e diffusione). L’idea è davvero bella, intrigante la grafica (assai francofona) e il progetto elettro-acutico non è per nulla male.

Consigliato!

Reinhold Friedl

Xenakis[a]live!

Asphodel

(2007)

Valutazione: 4 stelle

Con Xenakis[a]live! entriamo nell’ambito nobile, con licenza parlando, dell’elettronica, dove elettronica e musica contempornaea e/o sperimentale si trovano spesso a fondersi. Il connubio in questo caso è nobilitato dallo spessore del compositore e performer berlinese, Reinhold Friedl, collaboratore di artisti della rock-sperimentale (Lou Reed, Lee Renaldo, Merzbow) e importante compositore di musica da camera, per computer e piano. Il tributo al pioniere della musica elettro-acustica Iannis Xenakis è dunque una summa in tutti i senti. Bella, complessa, drammatica. Nulla di banale o di ancorato alla tecnica.

Per chi ha gusti più classici!

Klimek

Dedications

Anticipate Recordings

(2007)

Valutazione: 3,5 stelle

Ecco un altro bel fenomeno dell’elettronica, Sebastian Meissner, alle prese con un album di sole dediche. Conosciuto a molti per le sue registrazioni in alcune tra le più significative etichette (Mille Plateaux, Kompakt, Sub Rosa e altre), Meissner è uno sperimentale nel vero senso della parola. Dategli una qualsiasi forma sonora (qui ne ha ben 8 tra le mani!) e vedrete il risultato: Mai lo stesso oggetto di ricerca e mai la medesima risoluzione! Il confronto è sia trasversale, ovvero dentro la materia sonora dei “dedicati”, tra Hall e Kirkwood, Honing e Young Americans, Kliek e Creddson, Chadbourne e Kaiser, Gira e Ivanovich, Gaye e Jones, Hollis e Scelsi, Spielberg e El-Hassan, sia tra la fusione di questi e il “dedicandum”. Inquieto sperimentare dal lavorio indefesso, Meissner qui affonda nell’intimità, pur con lo psedudonimo di Klimek, adottando la più sensibile delle anime multiple. E non è male pensando in forma situazionista il tutto...

GoGooo

Long, lontain

Baskaru

(2007)

Valutazione: 3 stelle

Classico, pulito, raffinato. Gabriel Hernandez aka GoGoooo (chitarra, melodica, carillon, piano, organetto, field recordings e laptop) è one man show. "Suoni che vanno lontani, vicini al cuore"... Long, lontain contiene dodici tracce di suoni evocativi, intimistici, sprofondati in una dimensione assolutamente interiore. C'è tutto del mondo visto attraverso la quotidianità.

Anche questa è una forma di elettronica!

Victor Gama (curato da)

Periférico: Sounds From Beyond the Bubble

Sonic Arts Network

(2007)

Valutazione: 4,5 stelle

Non siamo nuovi su queste pagine a parlare bene del collettivo inglese Sonic Arts Network [leggi: L'arte dei suoni del Sonic Arts Network]. Tra le suggestioni che vogliamo proporvi c'è Periférico, un interessante e sconcertante lavoro polifonico, curato da Victor Gama, a cui hanno partecipato compositori, musicisti e artisti "periferici": Raed Yassin (Libano), Kamran Rastegar (Iran), Ricardo Gallo (Colombia), Sujeito a Guincho (Brasile), Mazen Kerbaj (Libano), Hassan Khan (Egitto), Boikutt (del collettivo Ramallah Underground, Palestina), Sote (Iran), Victor Gama (Angola), Ana Romano (Colombia), Odentalan Collective (Brasile, Colombia, Angola, Cuba), Christian Galarreta (Peru), Giba Conceiçao (Brasile), Kotra (Ucraina), Dembo/Gama (Angola). Le dodici tracce di questo CD aprono davvero le porte a realtà che vanno sostenute e incoraggiate. Cadono muri e pregiudizi (altro che torri!) ad ascoltare musiche periferiche.

Bello anche il libretto con i disegni di Mazen Kerbaj, artista, musicista e animatore della scena libanese [per saperne di più, leggi: Al Maslakh: nel mattatoio libanese la libertà dell'improvvisazione].

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