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Tre proposte Songlines

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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L’etichetta canadese Songlines si distingue sempre per le sue proposte raffinate che hanno spesso anche caratteristiche tecniche superlative, grazie all’utilizzo della tecnica SACD che consente una definizione del suono di straordinaria fedeltà.

Tre recenti proposte di questa etichetta ci consentono di ascoltare tre progetti piuttosto differenziati fra loro che mettono però in campo un comune approccio poetico particolarmente significativo.

Jerry Granelli

Sandhills Reunion

Songlines

(2006)

Valutazione: 3,5 stelle

Cominciamo con Sandhills Reunion di Jerry Granelli, una ben riuscita commistione fra musica e racconti di frontiera che si tesse attorno storie raccontate in prima persona da Rinde Eckert, un poeta dei giorni nostri che ripercorre le tracce di Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Lawrence Ferlinghetti e altri miti della Beat Generation coi quali Granelli aveva brevemente collaborato tanti anni fa.

In realtà Eckert è una sorta di attore-scrittore-cantante che sa scrivere e raccontare le sue storie con grande intensità e senso drammatico, lasciando scorrere le parole come se ci trovassimo in gruppo, attorno al fuoco, ad ascoltare le storie della vita che a rotazione scaturiscono dalla memoria. Racconti a volte un po' ruvidi che richiamano le grandi praterie e le grandi avventure di uomini solo in apparenza normali. La musica di Granelli e dei suoi compagni di strada si fonde alla perfezione con queste testimonianze, senza mai prevaricare le situazioni, assorta nella contemplazione delle atmosfere che si creano, abile a farle sfumare una nell’altra, senza soluzione di continuità.

Il clarinetto di Francois Houle è particolarmente in evidenza, con la sua tessitura robusta che sposa il senso della tradizione con la modernità delle situazioni, senza farsi mancare intense inflessioni folk. Non siamo lontanissimi da certe cavalcate di Bob Dylan e di Bruce Springsteen fra le praterie dell’ America tradizionale dei grandi spazi e dei lavori legati alla terra e agli animali, ma allo stesso tempo lo sguardo corre in avanti, verso un paesaggio post-moderno dove i valori esistenziali legati alla semplicità minimalista tornano a contare.

Chris Gestrin - Ben Monder - Dylan van der Schyff

The Distance

Songlines

(2006)

Valutazione: 3 stelle

The Distance del trio formato da Chris Gestrin, Ben Monder e Dylan van der Schyff mette in campo escursioni raffinate e dilatate che si muovono con circospezione in un ambiente quasi lunare, con le pietre levigate dal tempo che si posizionano nello spazio come segnaposti di un giardino zen che si lascia intravedere nel crepuscolo di un lungo giorno che sembra durare un anno intero. Il pianista canadese Chris Gestrin utilizza anche campane e tecniche di pianoforte preparato per dare più flessibilità al suo apporto, mentre il chitarrista americano Ben Monder e il percussionista canadese Dylan van der Schyff aggiungono colori, riflessioni, commenti in una preziosa dimostrazione di come l’arte dell’improvvisazione sappia trovare il giusto equilibrio in queste giovani menti che non si lasciano spaventare da compiti apparentemente insuperabili.

L’album è stato registrato dal vivo in occasione del Vancouver International Jazz Festival e racchiude un set di jazz da camera molto rarefatto e spirituale dove le suggestioni della musica contemporanea si sposano con le curiosità del jazz d’avanguardia in un clima scuro che lascia intravedere introspezioni tardo romantiche e fresche energie incanalate in percorsi meditativi poco battuti.

Peter Epstein - Brad Shepik - Matt Kilmer

Lingua Franca

Songlines

(2006)

Valutazione: 3,5 stelle

Lingua Franca è un progetto affidato ad un altro trio che viaggia su coordinate decisamente più terrene. Semmai ci sarebbe da chiedersi quali sono i territori di riferimento di Peter Epstein, il saxofonista che guida questo trio, e dei suoi compagni di strada Brad Shepik e Matt Kilmer. Shepik è un chitarrista piuttosto noto che abbiamo trovato in passato impegnato in avventure che prendevano il via dal jazz moderno per sfociare in atmosfere mediorientali che profumavano di spezie intense dai colori vivaci che in qualche modo ritroviamo anche in questa occasione, mischiate però con sapori che richiamano i Caraibi o i territori a cavallo fra Messico e Stati Uniti, senza togliersi la possibilità di lanciare lo sguardo verso le cime algide dell’Himalaya o dalle parti dei profumati ciliegi giapponesi che incorniciano l'icona del Fujiyama.

Kilmer è un ottimo percussionista, molto meno noto rispetto ai due compagni di strada, che sa svolgere perfettamente il compito che gli viene assegnato: tenere sempre vivo il ritmo, contribuendo allo stesso tempo a ravvivare i colori e le sensazioni degli scenari che fanno da fondale per le evoluzioni dei suoi due complici in un clima che speso diventa ipnotico. Il sax soprano arabescato di Peter Epstein si alterna con il sax alto più lineare e guida con buona personalità il viaggio che si dipana nei lunghi sentieri della memoria alla ricerca del proprio mantra, alla ricerca della perfetta sovrapposizione di culture, esperienze e linguaggi.

Elenco dei brani:

Sandhills Reunion

01. Like a Ghost in the Grass; 02. Our Particular Tragedy; 03. 20 Questions for an Outlaw; 04. Nolan; 05. River of Glass; 06. Your Voice; 07. Just Angels; 08. Last Light; 09. Little White Suit; 10. Never to See You; 11. Smart Women; 12. Spun Like a Spur

The Distance

01. Ferns; 02. Treacle; 03. #47; 04. Dark Engine; 05. Treant; 06. View from the Road; 07. Extrinsic; 08. The Distance; 09. Voice in the Night; 10. Second Approximation.

Lingua Franca

01. Two Door; 02. Miro; 03. Emrald; 04. Temoin; 05. Here and There; 06. Monsaraz; 07. Kumanovo; 08. Sunrise; 09. Meditation; 10. Improvisation I

Musicisti:

Sandhills Reunion

Rinde Eckert (voce); Francois Houle (clarinetto); Jeff Reilly (clarinetto basso); Dave Mott (sax baritone); Christoph Both (cello); Christian Kogel (chitarre); J. Anthony Granelli (basso, chitarra lap steel); Jerry Granelli (batteria e samples)

The Distance

Chris Gestrin (piano, campane); Ben Monder (chitarra elettrica); Dylan van der Schyff (batteria e percussioni)

Lingua Franca

Peter Epstein (sax alto e soprano); Brad Shepik (chitarre); Matt Kilmer (percussioni)

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