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Lucas Pino: That's a Computer

Angelo Leonardi By

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Dal 2013 il sassofonista e compositore Lucas Pino dirige il suo "No Net Nonet" esibendosi tutti i mesi allo Smalls Jazz Club di New York, senza trascurare altre scritture. L'organico è nato nel 2009, da allora ha cambiato solo un componente e la regolarità del rapporto spiega la coesione e l'equilibrio evidenziati in questo terzo album.

Recentemente il look di Pino è molto cambiato: il giovanotto modello anni cinquanta, con capelli corti ben pettinati, occhiali alla Cary Grant, giacca e cravatta, si presenta oggi in abbigliamento casual, con capelli mossi e barba incolta.

Forse Pino ha preferito evitare facili semplificazioni che associano la sua musica al cool jazz della Tuba Band e alla stagione del West Coast Jazz. Indubbiamente l'estetica della formazione ha riferimenti con quella fase storica come dimostrano la fragranza melodica dei temi, le orchestrazioni ricercate, la leggerezza dei ritmi e degli impasti timbrici ma il No Net Nonet è radicato nel presente e non è affatto un organico retrò. Anche se predilige forme e sonorità di tradizione "bianca" il suo modern mainstream è una sintesi ampia del jazz nel suo complesso.

Nato a Phoenix, Arizona, Pino ha mostrato talento sin dall'adolescenza (nel 2004 vinse il Down Beat Student Music Award), ha frequentato in California il Brubeck Institute e s'è poi trasferito New York, perfezionandosi alla New School e alla Julliard. Nel Nonet troviamo alcuni dei musicisti emergenti della Big Apple: in primo luogo il trombonista Nick Finzer e il pianista Glenn Zaleski.

Il disco si apre con il danzante e flessuoso ”Antiquity” dove la cantabilità degli assoli è arricchita da un arrangiamento ricco di colori, che ricorda la fragrante scrittura di Maria Schneider. Il successivo, eclettico, ”Horse of a Different Color”, evidenzia invece le doti di Pino di ispirarsi a differenti stagioni e momenti della tradizione (Be-bop, Swing, Blues) creando un pezzo tanto articolato quanto coerente.

La presenza di Camila Meza, ospite in due brani, si rivela felice, aggiungendo colori nuovi. In ”Frustration” la cantante espone con lentezza la melodia in relazione a evanescenti fondali orchestrali lasciando spazio all'interventi di Pino al clarinetto basso; nell'esuberante ”Sueno de Gatos” canta in spagnolo un testo di Pablo Neruda in unisono al collettivo. Il mood notturno di ”Film at 11” evidenzia il solismo cantabile di Zaleski e Pino mentre il dinamico ”Look into My Eyes” presenta gli intensi interventi di Alex Lore al contralto e Nick Finzer al trombone.

Track Listing: Antiquity; Horse of a Different Color; Film at 11; Look into My Eyes; Frustrations; Sueno de Gatos; Baseball Simulator 1000.

Personnel: Lucas Pino: leader, composer, arranger, tenor sax, bass clarinet; Mat Jodrell: trumpet; Alex LoRe: alto sax; Andrew Gutauskas: baritone sax; Nick Finzer: trombone; Rafal Sarnecki: guitar; Glenn Zaleski: piano; Desmond White: bass; Jimmy Macbride: drums; Camila Meza: voice (5, 6).

Title: That's a Computer | Year Released: 2018 | Record Label: Outside In Music

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