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Spiritualità e rarità nelle ristampe della Porter Records
Cool
Porter Records
(1989)
Valutazione: 4 stelle
Con il vibrafonista di Philadelphia Khan Jamal gli appassionati italiani hanno familiarizzato negli ultimi anni, grazie alla sua partecipazione ad alcuni dischi della Thirsty Ear. La Porter Records ne ripropone ora uno splendido lavoro pubblicato alla fine degli anni Ottanta, a capo di un quartetto completato dal violoncellista John Rodgers, dal contrabbasso di Warren Ore e dalla batteria di Dwight James.
La bella combinazione timbrica che ne deriva [semplificata nel sottotitolo in un dualismo tra archi e percussioni che invece è assai più complesso e articolato] permette alle belle composizioni di Jamal di respirare a differenti livelli, a volte con un camerismo delicatissimo, come nel caso della meravigliosa "A Dansk Morn," altre volte agendo sulla sovrapposizione dei livelli ritmici, innescando spirali ipnotiche e lasciando che ogni strumento trovi lo spazio per distendere assoli misuratissimi.
Ci sono profumi africani e una spiritualità soffusa, una "coolness" che non va confusa con intenti stilistici fuori tempo, ma come uno stato di grazia che contagia rapidamente l'ascoltatore. Bellissimo.
Byard Lancaster
Personal Testimony (Then and Now)
Porter Records
(1979)
Valutazione: 4 stelle
Nel rieditare un toccante lavoro solista del 1979, il multistrumentista Byard Lancaster sceglie di accostare alle nove tracce originali sei tracce nuove: grazie alla tecnica della sovraincisione e utilizzando un vasto numero di strumenti [dai sassofoni alle percussioni, dalla voce al flauto, dal piano al clarone], il musicista dipinge un paesaggio sonoro che, a un ascolto superficiale, potrebbe sembrare un po' naif e che invece è toccato da una grazia davvero rara.
Come un Roland Kirk rimasto a meditare in un monastero in mezzo alle montagne, Lancaster evoca la natura, traccia solitarie poesie, soffia insieme al vento, trovando nei brani più recenti degli accenti più spigolosi. Lontano dalle abitudini dell'ascolto frettoloso di oggi, un disco che è un piccolo scrigno di meraviglie!
Heikki Sarmanto
A Boston Date
Porter Records
(1970)
Valutazione: 3,5 stelle
Del pianista e compositore finlandese Heikki Sarmanto, la Porter propone tra l'altro [per la recensione di Counterbalance clicca qui] una registrazione del dicembre del 1970, nella quale il musicista - che era a Boston da un paio d'anni, studente della rinomata Berklee - guida un quintetto [una parte del quale confluirà nel Serious Music Ensemble] con il sassofono del compatriota Juhani Altonen, il basso di George Mraz [anche lui studente alla Berklee, dalla natia Cecoslovacchia], la chitarra di Lance Gunderson e la batteria di Craig Herndon.
La musica dei sei brani qui contenuti, che si dilatano a volte ben oltre i dieci minuti, è - coerentemente allo spirito del tempo - densa di drammaticità: la narrazione è spesso tumultuosa e Sarmanto mostra un linguaggio già molto avanzato, nonostante qualche ridondanza in certi arpeggi. Infuocato è anche Aaltonen, sassofonista per cui la lezione della new thing è molto importante ancora oggi, figuriamoci all'epoca, mentre Gunderson porta sonorità più rockeggianti.
L'iniziale e epica "Top of the Prude," ma anche cose come la ballad "A Different Kind of Smile," sono la testimonianza di una band in cui la giovanile irruenza e la capacità di focalizzare certe scelte formali vanno assolutamente in armonia.
Arnold Cheatham
Thing
Porter Records
(1972)
Valutazione: 3 stelle
Sempre dalla scena di Boston dell'inizio degli anni Settanta proviene anche Thing del polistrumentista Arnold Cheatham: in questo caso il linguaggio è declinato sul versante del jazz-rock, con l'elettrificazione dell'ala armonica della formazione [piano, chitarra, basso], ma lo spirito è decisamente lontano dai virtuosismi della fusion che di lì a poco prenderà il sopravvento.
Regna piuttosto un mood estatico e grumoso, verosimilmente non insensibile al Miles coevo, un funk lacerato dalle urla del sax soprano o dagli spasmi della chitarra di Bob O'Connell. Diviso in due suites, "Sketch" e "Road Through the Wall" è una bella testimonianza della musica di quei tempi e delle sue migliori inquietudini.
Elenco dei brani:
Cool: 01. Professor B.L.; 02. Dansk Morn; 03. Rhythm Thang; 04. Innocence; 05. Six Plus Seven; 06. Mrs. J's Blues; 07. Cool.
Personal Testimony (Then and Now): 01. Miss Nikki; 02. In Lovingkindness; 03. Dogtown; 04. Hoodoo; 05. BrotherMan; 06. What A Friend We A Have In Jesus; 07. Marianne And Alicia; 08. Brian; 09. Mind Exercise; 10. Prayer Cry; 11. Tribalize Lancaster; 12. Afro-Ville; 13. Free Mumia; 14. Global Key; 15. Loving You.
A Boston Date: 01. MC; Run; 02. Grass Dream; 03.Ibiza; 04. A Different Kind Of Smile; 05. Top Of The Prude.
Thing: 01. Sketch Pt. 1; 02. Sketch Pt. 2; 03. Sketch Pt. 3; 04. Sketch Pt. 4; 05. Road Through The Wall Pt. 1; 06. Road Through The Wall Pt. 2; 07. Road Through The Wall Pt. 3; 08. Road Through The Wall Pt. 4
Musicisti:
Cool: Khan Jamal (vibrafono), Warren Ore (contrabbasso), Dwight James (batteria), John Rodgers (violoncello).
Personal Testimony (Then and Now): Byard Lancaster (voce, piano, flauto, clarinetto, sassofoni, percussioni).
A Boston Date: Musicisti: Heikki Sarmanto (piano); Juhani Aaltonen (sax tenore); Lance Gunderson (chitarra); George Mraz (contrabbasso); Craig Herndon (batteria).
Thing: Arnold Cheatham (flauto, sax soprano e contralto, percussioni); Bob O'Connell (chitarra); Wil Letman (tromba); Vagn Leick (piano elettrico); David Saltman (basso); Kiah "T" Nowlin (batteria); Dorian McGee (conga).
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