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Ristampe Telarc

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Eccelso livello tecnico delle incisioni e nomi di gran richiamo. Sono queste le caratteristiche principali del catalogo Telarc (distribuito dalla IRD), volto alla riproposizione degli stili jazzistici più codificati. A questa estetica di fondo vanno ricondotti i sei CD presi qui in esame, che nell’insieme non brillano certo per originalità. Li pervade in compenso un entertainement di alta classe, molto piacevole ma non sempre coinvolgente. Si va dai meccanismi perfettamente swinganti della compilation dedicata a Duke Ellington al latin jazz di McCoy Tyner e Hilton Ruiz.

Hilton Ruiz

Manhattan Mambo

Telarc

(1992 - distr. IRD)

Valutazione: 2 stelle

McCoy Tyner And The Latin All-Stars

McCoy Tyner And The Latin All-Stars

Telarc (1999 - distr. IRD)

Valutazione: 1,5 stelle

Ripetitivi risultano i percorsi proposti dai due pianisti, che si caratterizzano più per il grande dispiegamento di risorse che non per l’effettiva validità della musica. Che, a dirla tutta, non va oltre i canoni più battuti di una formula ripetuta stancamente, senza molta convinzione. Sono, quindi, dischi in cui emerge la vetrina solistica degli eccellenti musicisti coinvolti, a detrimento dello scarso peso specifico della proposta.

Semplicemente imbarazzante, se non insipiente, la versione di “Blue Bossa”, che lo storico componente del quartetto coltraniano trasforma inspiegabilmente in un ballo per croceristi. Una musica esuberante e molto in voga, affrontata in modo convenzionale da artisti talentuosi, da cui ci si sarebbe aspettato ben altro in quanto ad originalità. Degni di nota sono invece i ritagli solistici della front line, pronta a scongiurare la noia, grazie ad effervescenti evoluzioni di autentico aroma afro-cubano.

George Shearing

How Beatiful Is Night

Telarc (1993 - distr. IRD)

Valutazione: 1,5 stelle

C’è poi ampio spazio per la zuccherosa, melliflua prova di George Shearing, alle prese con un esteso organico ed archi. Ma i risultati sono a dir poco deludenti, se non imbarazzanti in questo immaginario viaggio con Keruack, il quale coltivava ben altre preferenze jazzistiche. Un calderone indistinto in cui Shearing infila di tutto: Grieg e Gershwin, la canzone statunitense degli anni ’30 e gli arrangiamenti orchestrali di ascendenza colta. E per non scontentare nessuno, il folklore musicale scandinavo ed ancora l’omaggio ad una serie televisiva degli anni ’60. Un disco consigliabile solo all’ascoltatore prossimo ad intraprendere un viaggio nel mondo del riposo notturno.

James Moody Quartet

Moody’s Party

Telarc

(1995 - distr. IRD)

Valutazione: 3 stelle

The Jazz Messangers

The Legacy Of Art Blakey

Telarc

(1998 - distr. IRD)

Valutazione: 3 stelle

Le prove migliori rimandano ai concerti di James Moody e dei Jazz Messangers, risalenti rispettivamente al ’95 e ’97. Ovviamente niente di trascendentale, con percorsi che non modificano di molto le partiture originarie; ma le esecuzioni sono precise ancorché godibili. E da considerarsi benevolmente, come gioiosi happening celebrativi e nulla di più. Grande vigore interpretativo ed una musica energica quanto trascinante; sono i fili conduttori di queste incisioni, nelle quali riluce la straordinaria caratura di alcuni dei maggiori protagonisti del jazz moderno: James Moody, Curtis Fuller e Benny Golson.

Bopper il primo e postbopper gli altri due; ma tutti e tre accumunati dalla voglia di mettersi continuamente in gioco per donare al pubblico preziosi frammenti della propria classe. Ne discende, in entrambi i dischi, un’ora di piacevolissima musica, che si concentra sulla rilettura di alcuni classici del bepop e dell’hard-bop. Un efficace sostegno ritmico, che diviene a tratti scoppiettante, è il terreno ideale per far scoccare i vari cammei delle serate: la sonorità nervosa e tesa di Moody, in splendida forma per festa del suo settantesimo compleanno; il fraseggio agile, brillante di Fuller; la sapienza armonica di Golson. La voglia di divertirsi fa la differenza rispetto alle opere sopra indicate, rendendo godibile ed interessante un’ordinaria serata di deja vù.

Aa.Vv.

Duke Ellington Swings

Telarc

(1999 - distr. IRD)

Valutazione: 3 stelle

Ragguardevole la compilation celebrativa del ’99 in omaggio ad Ellington, con alcuni episodi di rilievo assoluto. È il caso di Oscar Peterson, che trasforma l’incisione in una lezione di stile, se non di un vero e proprio testamento musicale. Con una rilettura da manuale di “Satin Doll” e “In A Mellow Tone”, il pianista canadese compendia in pochi minuti tutto il suo magistero di raffinato virtuoso, per regalarci alcune perle immortali di piano jazz. Il tutto affrontato con la proverbiale levità di tocco e l’eccelsa qualità della ricercatezza armonica, che lo hanno reso grandissimo sul piano della tecnica pura. E per finire, blues e swing a go-go.

Spiccano ancora le prove di altri due giganti del jazz moderno, Mel Tormè e Jim Hall, che trasformano i brani del Duca in veri e propri pretesti per sorprendenti soluzioni istantanee. L’eccellente livello delle esecuzioni si mantiene costante per tutta la durata del disco, con altri pregevoli picchi di virtuosimo; è il caso di Amad Jamal e Dave Brubeck alle prese rispettivamente con “Do Nothing ‘Till Your Hear From Me” e “Take The A Train”. Anonima è invece la versione strumentale di “Rockin ‘In Rhythm”, con Tormè alla batteria.

Elenco dei brani:

Manhattan Mambo: 01. Mambo numero cinco (P. Prado)-5:01; 02. Sure Thing (H. Ruiz)-6:34; 03. Michael’s Mambo (H. Ruiz)-4:27; 04. Home Cookin’ (H. Ruiz)-5:17; 05. Overtime Mambo (P. Vasquez)-7:34; 06. Giovanni Speaks (G. Hidalgo)-6:17; 07. Impressions (J. Coltrane)-10:13; 08. Showtime (H. Ruiz)-6:36.

McCoy Tyner And The Latin All-Stars: 01. Festival In Bahia (McCoy Tyner)-10:58; 02. Poinciana (N. Simon)-6:55; 03. Afro-Blue (M. Santamaria)-12:19; 04. A Song For Love (McCoy Tyner)-10:30; 05. La Habana sol (McCoy Tyner)-8:33; 06. We Are Our Fathers Sons (H. Sharpel)-5:21; 07. Blue Bossa (K. Dorham)-6:51.

How Beatiful Is Night: 01. Dancing In The Dark (A. Schwarts/H. Diets)-4:59; 02. Heather On Th Hill (A. Lerner)-5:04; 03. Oh, lady Be Good (G. Gershwin/ I. Gershwin/)-3:16; 04. More Than You Know (V. Houmas)-6:46; 05. Our Waltz (D. Roe)-4:28; 06. How Beatiful Is Night (R. Farnon)-4:44; 07. Once Upon A Time (E.Grieg)-3:24; 08. Days Gone By (D. Thompson/M. Deragon)-5:07; 09. Put On a Happy Face (L. Adams)-5:02; 10. Haunted Ballroom (G. Toye)-3:20; 11. Just Imagine /B De Silva)-4:34; 12. The Surrey With The Fringe On Top (R. Rodgers/O. Hammerstein)-6:10.

Moody’s Party: 01. A Birthday Tribute To Bill Cosby-2:19; 02. Groovin’ High (D. Gillespie)-8:57; 03. It Might As Well Be Spring (R. Rodgers/O. Hammerstein)-8:48; 04. Parker’s Mood (C. Parker)-8:00; 05 The Eternal Triangle (S. Stitt)-8:36; 06. Polka Dots And Moonbeams (J. Van Heusen/J. Burke)-11:10; 07. Benny’s From Heaven (J. Burke)-6:13;08. Bebop (D. Gillespie)-9:08.

The Legacy Of Art Blakey: 01. One By One (W. SHorte)-10:18; 02. A La Mode (C. Fuller)-11:36; 03. Wisper Not (B. Golson)-11:02; 04. Oh, By The Way (T. Blanchard)-10:45; 05. Plexus (C. Walton)-9:59; 06. Blues March (B. Golson) -11:58.

Duke Ellington Swings: 01. I’m Gonna Fishin-3:05; 02. In A Mellow Tone-4:52; 03. Cotton Tail-4:16; 04. Take The A Train-10:11; 05. In A Sentimental Mood-4:43; 06. Do Nothing ‘Till You Hear From Me-5:52; 07. Rockin’ In Rhythm-4:26; 08. I Got It Bad -6:09, 09. Take Love Easy-3:28; 10. Satin Doll-8:29; 11. Things Ain’T What They Used To Be-4:17; 12. Azure-7:17; 13. It Don’t Mean A Thing If It Ain’t Got That Swing-6:33.

Elenco dei musicisti:

Manhattan Mambo: Hilton Ruiz (pianoforte), Charlie Sepulveda (tromba); David Sanchez (sax tenore); Papo Vazquez (trombone); Andy Gonzales (contrabbasso); Ignacio Berroa ( batteria); Steve Berrios, Joe Gonzales, Giovanni Hidalgo (percussioni).

McCoy Tyner And The Latin All-Stars: McCoy Tyner (pianoforte); Steve Turre (trombone); Dave Valentine (flauto); Garry bartz (sax alto); Ignacio Berroa ( batteria); Giovanni Hidalgo (percussioni), Avery Sharpe (contrabbasso).

How Beatiful Is Night: George Shearing (pianoforte); Neil Swainson (contrabbasso); Allan Ganley (batteria); Louis Stewart (chitarra); Frank Ricotti (vibrafono, percusioni); Robert Farnon Orchestra.

Moody’s Party: James Mody (sax tenore e alto); Mulgrew Miller (pianoforte); Todd Coolman (contrabbasso); Terry Lyne Carrington (batteria); Chris Potter (sax tenore); Roy Ayers (vibrafono); Arturo Sandoval (tromba); Grover Washington JR (sax soprano).

The Legacy Of Art Blakey: Benny Golson (sax tenore); Terence Blanchard (tromba); Curtis Fuller (trombone); Geoff Keezer (pianoforte); Peter Washington (contrabbasso); Lewis Nash (batteria).

Duke Ellington Swings: Benny Carter (sax alto); Clark Terry (tromba); Mel Tormè (voce, batteria); Bobby Short (voce); Oscar Peterson, Benny Green, Dave Brubeck, Ahmad Jamal, Andre Previn (pianoforte); Jim Hall, Ulf Wakenius, Joe pass, John Pisano (chitarra); Niels-Henning Orsted Pedersen, Ray Brown, Jim Hughart, Ephrian Wolfolk, Alec Dankworth (contrabbasso); Gregory Hutcherson, Lewis nash, Randy Jones, Art Dixson, Martin Drew (batteria).

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