Home » Articoli » Multiple Reviews » Ristampe della ENJA

1

Ristampe della ENJA

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

View read count
Nella fase (fine anni '70) di maggior ripiego del jazz verso le forme più commerciali del jazz-rock e della fusion, alcune label indipendenti continuarono a produrre opere pregevoli e non condizionate dalle mode dominanti. È il caso della Enja, che si distinse con proposte discografiche di assoluto pregio, valorizzando così artisti grandissimi, che sino agli inizi degli anni '80 rientravano nel novero del musician's musician.

Dotate di una nuova, accattivante vesta grafica e di un remastering a 24bit, queste cinque ristampe in esame altro non fanno che confermare la lungimiranza dell'etichetta tedesca. Opere in alcuni casi di rilievo assoluto, per nulla scalfite dalla patina del tempo trascorso, destinate ad essere riconsiderate quali “classici” del jazz.

Kenny Barron

Scratch

Enja Records

(rist. 2006 - distr. Egea)

Valutazione: 5 stelle

Iniziamo con l'album realizzato nel '78 da un trio stellare, che approfondisce un percorso di solida impostazione post-boppistica dall'alto di un mirabile magistero tecnico ed espressivo. Uno splendido esempio di jazz contemporaneo, in cui echi e citazioni di stili diversi vengono creativamente rivilitazzati da una condotta armonica estremamente articolata.

Un gruppo davvero fantastico, che dispiega momenti di grande musica, grazie ad una fantasia e duttilità che fa apparire facile e semplice ciò che facile non è. Tanto superbo swing e tanto blues, per far emergere l'intelligenza artistica del leader; pianista sopraffino e raffinato, capace come pochi altri di infondere estro ed inventiva in ogni nota.

Un artista discreto e misurato, che dall'alto di slanci gioiosi ed invenzioni spontanee, dimostrava anche allora di essere un pianista altamente espressivo ed inarrivabile per la gran parte dei suoi colleghi.

Quanto ai compagni di viaggio (Humair ed Holland), non ci potrebbe attendere di meglio e di più. Due artisti nel pieno della forma e della vena creativa, che irrobustiscono le raffinate trame pianistiche del leader, superbo virtuoso dall'eloquio sintetico e mai eccessivamente debordante.

Per quel che riguarda i brani, una menzione particolare va a “Song for Abdullah”, affrontata per piano solo con una tale e tanta intensità di tocco e note di suadente bellezze, che certamente si scolpiranno indelebili nell'ascoltatore.

Mal Waldron

Moods

Enja Records

(rist. 2006 - distr. Egea)

Valutazione: 5 stelle

Moods è un'altra perla irrinunciabile per i palati sopraffini; un disco altamente paradigmatico della meravigliosa cifra espressiva di Mal Waldron, qui sapiente orchestratore ed arrangiatore oltre che superbo pianista.

Un signore di altri tempi, sempre pronto ad infondere passione, amore, rigore ed onestà intellettuale in ogni progetto. Un uomo sinceramente innamorato del jazz, che pur avendo calcato per cinquant'anni palcoscenici di tutto il mondo non si è mai arricchito con la musica.

Come nel caso precedente, anche questa incisione mantiene intatto tutto il fascino e la magia chiaroscurale che la pervadeva già trent'anni fa, segnalandosi oggi come allora come esempio di alta creatività in mezzo a tanto modern mainstream di maniera.

Imbevute di una vis ritmica inquieta e rarefatta, le composizioni del disco mantengono un profilo melodico etereo e sognante, che porta l'ascoltatore in un mondo di pura bellezza e poesia, al di fuori del tempo e dello spazio.

Temi, quindi, di ampio respiro, ricchi di concitazione e potenza sonora, alternati a momenti di intenso lirismo, per esprimere con visionaria capacità descrittiva diversi stati d'animo. Si passa senza soluzione di continuità alla misteriosa, rarefatta “Anxiety” al suggestivo e malinconico “Minoat”.

Dopo il mood dal respiro incalzante e frastagliato di “A Case of Plus 4s”, ecco sopravvenire il gusto festoso e danzante di “Happiness”, seguito da una meravigliosa esecuzione per piano solo di “Soul Eyes”: perla di policroma visionarietà e sapienza armonica, che da sola giustificherebbe l'acquisto di questo imperdibile CD.

Come ciliegina sulla torta, gli ellittici arabeschi di Steve Lacy, ancora una volta empatico compagno di viaggio di Waldron. Frasi sghembe al sax soprano, per snodarsi in chiave crepuscolare e lirica con mirabile senso del ritmo e dello spazio sonoro. Che volere di più?

Jeremy Steig - Eddie Gomez

Outlaws

Enja Records

(rist. 2006 - distr. Egea)

Valutazione: 5 stelle

Con Outlaws cambia ancora la formula, ma non l'elevata qualità della musica, qui forse ancora più ardimentosa e svincolata dalle più desuete forme del jazz. Ne è principale protagonista Jeremy Steig, flautista dalla forte personalità e di vedute musicali di ampio respiro.

Una proposta oggi attualissima, che nell'unire la forma europea al sound ed alla pratica jazzistica, tiene sempre desta l'attenzione dell'ascoltatore nel segno di una discontinuità tematica. Un percorso coinvolgente e strutturato con lunghe sequenze di soluzioni minimaliste, per esaltare la magnifica cifra strumentale di Steig, riconducibile ad almeno tre elementi: un lirismo astratto, in cui coesistono al tempo stesso ed in maniera chiaroscurale il sinuoso, morbido fraseggio ed il guizzo espressionistico.

La sua è poi una bella prova d'autore, in cui l'urgenza espressiva prevale di gran lunga sul gioco virtuosistico e le acrobazie fini a se stesse. Ne discende un fascinoso profluvio di note lunghe e trasognate, magnificamente modulate nel segno dell'alternanza tra tensione e distensione.

Una scrittura di non facile immediatezza, che a partire dal suo astrattismo dichiarato riesce talora a stemperarsi in inattese sortite solari e dal fascino intenso, al quale contribuisce non poco il contrabbassista Eddie Gomez.

Una perfetta comunione di intenti, dietro cui si celano tante componenti: classe, squisita musicalità, tanta raffinatezza e gusto nella cura del dettaglio. Va ascritto a loro merito l'aver voluto e saputo evocare la musica colta da una prospettiva afroamericana, giocando creativamente con i colori ed i suoni di queste due tradizioni. È un disco, quindi, che non mancherà di (ri)suscitare l'interesse dei jazzofili più curiosi ed aperti culturalmente.

Bennie Wallace

Mystic Bridge

Enja Records

(rist. 2006 - distr. Egea)

Valutazione: 2,5 stelle

Di minor peso specifico la ristampa di un disco inciso nel 1982 dal tenor-sassofonista Bennie Wallace, con al fianco Chick Corea. Impeccabili sono le esecuzioni di standard e delle composizioni originali del leader. Ma rispetto alle superbe opere già esaminate, si avverte qui un considerevole scarto creativo a sfavore, per quel che riguarda l'estro e le soluzioni di arrangiamento.

Un disco ben suonato, ma che non si distingue da centinaia di opere analoghe nel concepimento e nella pratica. Buoni gli interscambi tra sax tenore e pianoforte, per costruire un percorso fluido, godibile ma con poca personalità; ottima la tecnica del leader nell'affrontare con consumata abilità ballad e tempi medi e poco più.

Hal Galper - Terumasa Hino

Now Hear This

Enja Records

(rist. 2006 - distr. Egea)

Valutazione: 3 stelle

Di ben altro livello il disco del pianista Hal Galper, noto al grande pubblico per aver collaborato con artisti del calibro di Stan Getz, Phil Woods e Jerry Bergonzi. Rispetto ad altre sue incisioni in trio più connotate dall'estetica post-bobbistica, qui prevale un respiro più vario e raffinato.

La sua è un'opera di buon livello, in cui si intrecciano soluzioni armoniche di sicuro effetto e di intelligente ricercatezza, oltre che di godibile raffinatezza. E non manca lo spazio per la musica più robusta e danzante, ricca di drive, per dipanarsi sempre in modo essenziale e dinamica.

Superlativa la ritmica, propensa ad intrecciare un dialogo serrato con Terumasa Hino, sempre pronto ad innervare con un fraseggio spezzato ed obliquo la scrittura piacevolmente melodica e cantabile del leader.

Elenco dei brani:

Scratch: 01. Scratch - 5:19; 02. Quiet Times (C. Lundy) - 5:30; Water Lily - 10:16; 04. Song For Abdullah - 5:31; 05. The Third Eye - 6:26; 06. Jacob's latter (D. Holland) - 3:35; 07. And Then Again - 5:18.

Ad eccezione di quelli indicati, tutti i brani sono di K. Barron.

Moods: 01. Anxiety - 3:31; 02. Sieg haile - 19:11; 03. Lonely - 6:34; 04. Minoat - 8:10; 05. Happiness - 3:04; 06. A Case of Plus 4s - 15:04; 07. I Thought About You (J. Van Heusen) - 7:39; 08. Soul Eyes - 6:52.

Ad eccezione di quelli indicati, tutti i brani sono di M. Waldron.

Outlaws: 01. Outlaws (Steig/Gomez) - 7:09; 02. Autumn Comes, Autumn Leaves (Steig/Gomez) - 9:08; 03. Arioso (E. Gomez) - 4:47; 04. Nightmare (J. Steig) - 7:05; 05. Nardis (M. Davis) - 11:04.

Mystic Bridge: 01. The Bob Crosby Blues (B. Wallace) - 8:11; 02. Mystic Bridge (C. Corea) - 9:45; 03. My One And Only Love (Wood/Mellin) - 6:35; 04. Foxtrot (B. Wallace) - 8:42; 05. ‘Illowed/Head (B. Wallace) - 5:22; 06. Outline (C. Corea) - 8:12.

Now Hear This: 01. Now Hear This - 8:25; 02. Shadow Waltz - 6:14; 03. Red Eye Special - 5:35; 04. First Song In The Day - 9:06; 05. Mr Fixit - 5:10; 06. Bemsha Swing (T. Monk) - 6:10; 07. First Song In The Day - 7:32 (versione alternativa) - 7:32.

Ad eccezione di quelli indicati, tutti i brani sono di H. Galper.

Elenco dei musicisti:

Scratch: Kenny Barron (pianoforte); Dave Holland (contrabbasso); Daniel Humair (batteria).

Moods: Mal Waldron (pianoforte); Terumasa Hino (cornetta); Steve lacy (sax soprano); Hermann Breuer (trombone); Cameron Brown (contrabbasso); Makaya Ntshoko (batteria).

Outlaws: Jeremy Steig (flauto); Eddie Gomez (contrabbasso).

Mystic Bridge: bennie Wallace (sax tenore); Chick Corea (pianoforte); Eddie Gomez (contrabbasso); Dannie Richmond (batteria).

Now Hear This: Hal Galper (pianoforte); Terumasa Hino (tromba, flicorno); Cecil Mc Bee (contrabbasso); Tony Williams (batteria).

Tags

Comments


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Kind of Grunge
Ulysses Owens, Jr. and Generation Y
Beyond the Veil
Jason Kruk
Fireflies
Danielle Nicole

Popular

Desolation Row
David Maranha / Rodrigo Amado
Talamanti
Patricia Brennan and Sylvie Courvoisier
Rosendals Garden
Yelena Eckemoff
Salt Catchers
Andy Sheppard

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.