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Stefano Maurizi: Native Colors

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Approda per la prima volta alla registrazione in solitudine il pianista fiorentino Stefano Maurizi, e lo fa raccogliendo una serie di piccoli pezzi (uno solo raggiunge i cinque minuti) tutti di atmosfera molto intima, che compongono assieme una performance elegante ed equilibrata fin dalla durata (circa quarantadue minuti, una rarità in un'epoca in cui l'ipertrofia quantitativa pensa di poter sostituire la qualità).

Nelle sintetiche note del libretto, Maurizi dichiara di aver messo nella musica quanto rappresenta la sua vita artistica, caratterizzata anche dalla propria doppia origine italo-libanese. Ed è anche per questo che nel disco si compenetrano ispirazioni europee (che scaturiscono dalla musica classica, dal minimalismo, dal jazz) e mediorientali (che aprono scenari suggestivi e meditazioni diverse) così come la scrittura e l'improvvisazione.

Un confronto tra le diverse tradizioni ed espressioni musicali che convergono nel lavoro lo si può effetuare a partire emblematicamente da alcuni brani. Il primo, eponimo, pur costruito su alcuni brevi temi ripetuti e variati, si apre poi in una narrazione malinconica che mette a frutto in chiave velatamente jazz la tradizione del pianismo classico; il successivo, primo dei tre ”Middle East Poem”, è un'improvvisazione che si spinge come da titolo su territori geograficamente lontani, ispirandosi alla musica sacra del Medioriente e ricordando autori come Gurdjieff; il quarto in scaletta, ”Hypnotic Circle”, anche qui come da titolo ripete ossessivamente un tema minimale fin quasi alla sua conclusione, dove l'effetto ipnotico si scioglie in una quieta risoluzione.

Le altre undici tracce si muovono sulla medesima falsariga, variando di volta in volta gli equilibri della varie parti, tenute assieme da un'intensa concentrazione e da un gran tocco sulla tastiera, un Fazioli F278. A giudizio di chi scrive spiccano gli altri ”Middle East Poem”, sempre molto comunicativi, la curiosa ”Secrets” dal gusto quasi chitarristico, e la mossa ”Tribal Dance”, mentre peccano appena un po' alcuni frammenti forse troppo minimalisti (per esempio ”Time in Tension”), che comunque conservano un proprio significato all'interno di un lavoro che è un'esplorazione meditativa dell'identità dell'artista.

Lavoro godibile e interessante di un musicista che palesa la pienezza della propria maturazione artistica.

Track Listing

Native Colors; Middle East Poem; Native Colors var.; Hypnotic Circle; Tribal Dance; Middle East Poem #2; Time in Tension; Secrets; Intimacy; Episodi; Middle East Poem #3; Cosmo; Riflessioni; Intimacy (Night Mood).

Personnel

Stefano Maurizi: piano.

Album information

Title: Native Colors | Year Released: 2018 | Record Label: Artesuono


About Stefano Maurizi

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