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Johnny Kafta's Kids Menu: le delizie impro del kebab alla libanese!
Il nome, Johnny Kafta's Kids Menu, è già fantastico e fa riferimento a un fantomatico macellaio libanese titolare di un kebab nel Texas! Ma ancor più originale è certamente l'idea del packaging: in epoca di totale perdita di valore dell'oggetto CD [e il parziale rilancio del vinile passa anche per queste ragioni], il nostro Johhny Kafta ha avuto la brillante idea di usare la classica busta per la spedizione postale [quella con le bollicine all'interno, per capirsi] come confezione del CD stesso, di modo che gli acquirenti ricevono ogni volta un oggetto personalizzato dal proprio indirizzo, dai francobolli e dai timbri...
Esordio con gli Scrambled Eggs e molti ospiti di area creativa, e ora giungono due nuove uscite [edizione limitata a 500 copie, affrettarsi se interessati!] entrambe molto interessanti, la prima delle quali vede ancora gli Scrambled Eggs protagonisti.
Scrambled Eggs & "A" Trio
Beach Party at Mirna El Chalouhi
Johnny Kafta's Kids Menu
Valutazione: 4 stelle
Guidati proprio da Charbel Haber [chitarra ed elettronica] e completati da Tony Elieh al basso e da Malek Rizkallah alla batteria, gli Scrambled Eggs sono un punto di riferimento della scena indie libanese e i punti di contatto con la scena impro sono più di uno [il lavoro timbrico, lo spazio per la creazione istantanea, l'attitudine punk]. Qui si incrociano con tre dei principali animatori di quella scena, il trombettista Kerbaj, il chitarrista acustico Sharif Sehnaoui e il contrabbassista Raed Yassin.
Due lunghissime jam impro dalla seducente trama spaziale, fitte di rumori inquietanti e di scarti emotivi quasi impercettibili, sono separate dalla cavalcata rock ossessiva di "Koji Kabuto" [nome del mitico pilota del manga Mazinga Z] a conferma che l'incontro è di massima apertura, ma mantiene saldi i linguaggi di provenienza, anzi scambiandoseli come nel caso del brano citato, che pur essendo di matrice avant-rock, è firmato da Yassin e Kerbaj. Come tutti i kebab, golosissimo a patto di non esagerare!
Mike Cooper
Radio Paradise: Mike Cooper in Beirut
Johnny Kafta's Kids Menu
Valutazione: 4 stelle
Gustosissimo anche il recital a Beirut di Mike Cooper, inconfondibile chitarrista e sperimentatore di base a Roma. La cover della busta riporta una delle coloratissime camicie hawaiiane per cui Cooper è famoso e l'inizio è fulminante con una visionaria versione di "If I Get Lucky" del bluesman Arthur Crudup, con la chitarra e la voce a inseguire gli accenti sempre più frammentati dell'elettronica.
Ed è proprio l'elettronica a farla da padrona nei meccanici loop di "A Dream of Arrival," lasciando invece che le due parti di "In Exile In Aghmat" pieghino il percorso acustico a inflessioni di geografie lontane. Ancora blues sfrangiato e infetto con "Special Rider" di Skip James, in un viaggio che trova nell'allucinato procedere di "Migrant Song/Heartbreak Hotel" il suo momento più memorabile.
François Couture ha definito questo lavoro "qualcosa che sta a metà tra Eugene Chadbourne e Fennesz visto attraverso un prisma hawaiiano", ma dobbiamo dire che nonostante la fascinosa efficacia della similitudine, il giudizio rischia di mettere in secondo piano la grande originalità di Cooper, qui colto in un momento particolarmente felice.
Elenco dei brani:
Beach Party At Mirna El Chalouhi
01. Beach Party at Mirna el Chalouhi; 02. Koji Kabuto (Ya Akruto); 03. Uninterruptible Power Supply.
Radio Paradise: Mike Cooper in Beirut
01. If I Get Lucky; 02. A Dream Of Arrival; 03. In Exile in Aghmat, Al Mutamids Grief at The Loss of I'timad; 04. Special Rider; 05. Migrant Song/Hearbreak Hotel; 06. In Exile in Aghmat, Al Mutamids Nostalgia for Seville.
Musicisti: Beach Party At Mirna El Chalouhi
Charbel Haber (chitarra, elettronica); Tony Elieh (basso elettrico); Malek Rizkallah (batteria); Mazen Kerbaj (tromba, voce); Sharif Sehnaoui (chitarra acustica); Raed Yassin (contrabbasso, voce).
Radio Paradise: Mike Cooper in Beirut
Mike Cooper (voce, lap steel guitar, elettronica).
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