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I suoni contemporanei dell'etichetta indipendente Palomar
Emanuele Parrini - Paolo Botti - Salvatore Maiore - Giovanni Maier
La mala afinaciòn
Palomar
(2006)
Valutazione: 4 stelle
Il primo in ordine di catalogo è un lavoro per quartetto d’archi, che allarga la formazione che un paio d’anni fa aveva dato vita a Hic et nunc. Il lavoro ha grande spessore e tiene conto della lezione che viene da formazioni d’archi come il Masada String Trio, avvicinando brani più cameristici (“Ark”) ad altri più magmatici (“Virus”) e ad improvvisazioni libere.
Difficile indicare “protagonisti” in una registrazione che ha nell’interazione una delle sue chiavi, anche se certo, dato il ruolo dello strumento, appare in particolare evidenza il violino di Emanuele Parrini.
Nella complessità strutturale delle composizioni e nella vivacità delle interpretazioni spicca sopra ogni altra cosa la nitidezza dei suoni, la quale - complice l’imprevedibilità del discorso narrativo - rende l’ascolto del disco un’esperienza intensa e non fa mai cadere l’attenzione.
The Homesweepers
Overgrown Babeling
Palomar
(2006)
Valutazione: 3,5
Disco inquieto anche Overground Babelig del trio The Homesweepers, nel quale Maier è affiancato dal flauto di Paolo Pascolo e dal pianoforte di Giorgio Pacorig. Le composizioni, pur tutte della penna del contrabbassista (qui al piccolo, impiegato a lungo con l'archetto), mostrano un marcato carattere improvvisativo: libere, spesso sghembe e talvolta in sovracuto le linee disegnate dal flauto; tayloriano il pianoforte, ricco di cascate di note e passaggi percussivi; impressionistico il basso, anch'esso sovente percossso.
La musica contemporanea è certo più presente del jazz, specie nei brani più lenti e meno ritmici ("Riverrun", la lunga "Miche miche"). Ma l'intero lavoro è una ricerca di suoni, che si mescolano all'apparenza in modo scomposto, per ricomporsi in un magma pulsante.
Giovanni Maier - Edoardo Marraffa
Graffi
Palomar
(2006)
Valutazione: 3,5 stelle
L’ultimo dei tre lavori in ordine di pubblicazione è una lunga suite improvvisata in nove parti, nella quale i “graffi” del titolo sembrano soprattutto indicare i suoni che il contralto di Edoardo Marraffa incide sulla superficie - scura, ma quasi sempre polita - prodotta dal contrabbasso di Giovanni Maier.
Le modalità espressive mutano molto di parte in parte, passando dal patos dinamico della prima o della quinta, all'atmosfera meditativa della terza o della quarta, fuse talora in sintesi coerenti, come nella settima parte. Immutate, invece, la libertà di scelta e la complessità della tessitura sonora risultante dall'estemporanea conversazione dei due strumenti.
Un lavoro dialogico, nel quale Maier può far risuonare la corposità del suo contrabbasso e Marraffa può esplorare le possibilità espressive dei suoi due sassofoni.
Elenco dei brani:
La Mala Afinacòn
1. Ark (Botti) - 3:40; 2. No Children, No Degree - 2:54; 3. Arpeggi (Maier) - 5:54; 4. Virus (Maiore) - 3:44; 5. Yeah Blues - 5:53; 6. G.G. (Maier) - 15:18; 7. El motorin - 2:59; 8. Tempi che corrono (Botti) - 4:54; 9. Transizioni morbide (Maier) - 5:15; 10. Sottovoce (Botti) - 4:55
Ove non indicato i brani sono di Parrini-Botti-Maiore-Maier
Overgrown Babeling
1. Ugliness - 6:34; 2. Riverrun - 4:38; 3. Derryjellybies - 4:46; 4. Flittaflute - 2:43; 5. Watsch the future - 4:18; 6. Sclip - 4:10; 7. Next to nothing - 3:42; 8. Mische mische - 7:03
Graffi
1. Part 1 - 6:45; 2. Part2 - 4:49; 3. Part 3 - 6:47; 4. Part 4 - 8:52; 5. Part 5 - 5:12; 6. Part 6 - 3:29; 6. Part 6 - 3:29; 7. Part 7 - 6:20; 8. Part 8 - 8:14; 9. Part 9 - 7:54
Tutti i brani sono di Giovanni Maier ed Edoardo Marraffa
Musicisti:
La Mala Afinacòn
Emanuele Parrini (violino), Paolo Botti (viola), Salvatore Maiore (violoncello), Giovanni Maier (contrabbasso)
Overgrown Babeling
Paolo Pascolo (flauto), Giorgio Pacorig (pianoforte), Giovanni Maier (piccolo bass)
Graffi
Giovanni Maier (contrabbasso), Edoardo Marraffa (sax tenore e contralto)
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