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Frank Kimbrough: Play / Ted Nash "Still Evolved": In the Loop
E i loro più recenti lavori come solisti sono delle perle rare, che gli amanti del jazz faranno bene a non lasciarsi sfuggire. Il loro comune denominatore è rappresentato da una felice vena compositiva, amante dei ritmi danzanti ed incalzanti come delle dinamiche più morbide. Il versante del modern mainstream è il terreno privilegiato di una tavolozza timbrica avvincente, riconducibile a due contingenze: l’eccellente - direi quasi al di sopra della media - tecnica individuale dei musicisti coinvolti e la forza dirompente delle strategie d’arrangiamento. Che giocando di fantasia, non mancano di offrire all’ascoltatore un interminabile sequela di soluzioni, soggetta a continui cambi di sonorità ed impostazioni ritmiche.
Frank Kimbrough
Play
Palmetto Records (2006 - distr. IRD) Valutazione: 4 stelle
Esse sono più libere ed informali, nel caso del trio di Kimbrough, che si avvale del fantastico drumming di Paul Motian. Il contrabbassista Masa Kamaguchi completa un trio superlativo, che esalta ai massimi vertici l’approccio agile e percussivo del pianista, come sempre attratto da una inconfondibile dicitura bluesy. Un artista duttile, che sa essere al contempo serrato ritmicamente ma anche elegante quanto raffinato, nel gioco chiaroscurale prediletto dal batterista. Tecnica sopraffina e fervida inventiva. Sono altre sue peculiarità oggi davvero rare, che lo impongono indiscutibilmente quale pianista tra i più interessanti della scena jazz odierna.
Ted Nash & Still Evolved
In The Loop
Palmetto Records (2006)
Valutazione: 4 stelle
Kimbrough è ancora il brillante protagonista del secondo disco in esame, in cui giganteggia il sax agile e fluido di Ted Nash. La sua è una formazione molto ben assortita e a suo modo atipica per la classica formula del quintetto. Con contrabbasso e batteria in bell’evidenza nell’impostare e delineare in vari casi l’andamento dei brani, tutti firmati dal leader. Sono composizioni ariose e ricche di repentini sconfinamenti nel loro andamento armonico; ed intessute di una straripante dose di dinamismo, che conduce la formazione ad un intreccio serrato all’interno della front line, e di questa con la cangiante varietà espressiva della ritmica.
Notevoli sono gli spunti di Marcus Printup, con la sua tromba rotonda, squillante; ed al tempo stesso agile ed ardita sul versante del ritmo. Souplesse di invidiabile, travolgente leggerezza nell’incedere solistico; secca articolazione dei temi e freschezza di idee su vari ambiti espressivi. Sono queste le sue doti principali, che autorizzano il recensore a nutrire fiducia circa le future prove da leader del trombettista. Il suo è un contributo notevole alla riuscita di questo bel disco, che pur guardando al postbop come fonte di ispirazione, lo riaggiorna debitamente con i suoni delle metropoli di questo terzo millennio.
Elenco dei brani:
Play:
01. Beginning - 4:59; 02. The Spins - 5:39; 03. Lucent - 5:21; 04. Waiting In Santander - 8:13; 05. Conception Vessel - 6:16; 06. Jimmy G - 5:22; 07. Play - 3:01; 08. Regeneration - 5:48; 09. Little Big Man - 4:23; 10. Beginning 2 - 4:01.
In the Loop:
01Kensington High - 5:57; 02. Gritty Ditty - 5:31; 03. In The Loop - 3:32; 04. Palace - 4:44; 05. Zaba’s Dream - 5:51; 06. The Cubist - 5:15; 07. Durning’s Café - 10 - 54; 08. Café dupa - 5:12; 09. Push. 3:48.
Elenco dei musicisti:
Play:
Frank Kimbrough (pianoforte); Masa Kamaguchi (contrabbasso); Paul Motian (batteria).
In the Loop:
Ted Nash (sax tenore); Marcus Printup (tromba); Frank Kimbrough (pianoforte); Ben Allison (contrabbasso); Matt Wilson (batteria).
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