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Franco D'Andrea: The Duke Ellington Suites
Creole Rhapsody. The Ellington Suites Chapter 1
Philology (2006)
Valutazione: 4,5 stelle
Una brillante quanto creativa progettualità informa ancora una volta la più recente discografia di Franco D’Andrea, qui alla prese con una personale rilettura delle suite ellingtoniane. In un panorama discografico davvero desolante quale è quello contemporaneo, questi tre dischi del pianista meranese ci riconciliano con la pratica jazzistica e si elevano ad essere un insegnamento metodologico per tutti i giovani jazzisti alla ricerca di nuove idee.
Ares Tavolazzi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria formano con lui una formazione di livello assoluto, che guarda dall’alto i trii con nomi di maggior richiamo dei più importanti festival.
Franco D’Andrea Trio
New World A-Coming.The Ellington Suites Chapter 2
Philology
(2006)
Valutazione: 4,5 stelle
Scongiurando per l’ennesima volta gli eccessi di un approccio teleologico alla storia del jazz, che porta in genere critica ed artisti ala reificazione del “nuovo” a scapito dei modelli del passato, D’Andrea compie una duplice quanto benemerita operazione culturale: riproporre quella parte del repertorio ellingtoniano superficialmente ritenuto “minore” dalla musicologia degli anni ’60 e ’70 per rileggerla su un duplice piano: diacronico e soprattutto sincronico, al fine di portare all’interno della musica del “Duca” il sentire musicale del proprio tempo. È questo un progetto superato a pieni voti, che presupponeva studio, ricerca e lavoro di approfondimento musicale.
A giudicare dall’ascolto dei brani dei CD, pochi altri trii come questo sarebbero stati in grado di coniugare al meglio tre parametri: magistero tecnico; empatia con il repertorio trattato; mirabile scavo all’interno del mondo psicologico, umano e musicale del Duca, per le quali le suite erano anche importanti fervidi bozzetti di ricordi autobiografici: la celebrazione della sensualità femminile nella “Perfume Suite”; la riflessione sulle più profonde radici degli afroamericani nella “Black, Brown And Beige” e nella “Liberian Suite”; la riflessione sulle origini e la storia del jazz in “A Drum Is a Woman”; le suggestioni letterarie in “Such Sweet Tunder”; le impressioni musicali dei viaggi compiuti nel Medio Oriente e nel Sud America rispettivamente in The Far East Suite” e “Latin American Suite”.
Franco D’Andrea Trio
Deep South Suite. The Ellington Suites Chapter 3
Philology
(2006)
Valutazione: 4,5 stelle
Ovviamente non era facile l’opera di sottrazione dei colori timbrici orchestrali e trasporli sulla tastiera, la quale grazie alla tecnica superlativa di D’Andrea sceglie la strada della ricomposizione cubista dell’originario tessuto musicale, provando a operare gustose divagazione tra tonalità basse ed alte per evocare i controcanti dei fiati previsti dalle partiture, restituendo in pieno la molteplicità dei colori della musica rielaborata. Sul piano stilistico, una caratteristica morfologica dell’espressività pianistica informa i cd in esame rispetto ai precedenti otto realizzati sempre per la Philology; li pervade infatti una condotta armonica e melodica meno concettuale e magmatica, rivolta ad enucleare quel respiro swingante e rilassato proprio delle composizioni ellingtoniane.
Trattandosi per lo più di composizioni articolate in forma di suite, D’Andrea ricorre al procedimento dell’ostinato come cornice divisoria per muoversi liberamente all’interno di un costrutto reso poliforme da questo continuo alternarsi tra il linguaggio pianistico tradizionale con quello contemporaneo. L’altro - e più importante - livello di ascolto attiene al flusso di coscienza musicale del leader, sempre pronto a proporre sfide a sé stesso ed al fortunato ascoltatore delle sue opere discografiche; da “Afrique” a Oclupaca” passando per “Uwis” and Something”, il flusso sonoro vive di un estro e di una creatività esercitate ai massimi livelli. Lo si percepisce da un gioco di continua scomposizione e ricomposizione armonico-melodico che porta il trio ad accennare il brano per poi allontanarsene rapidamente. Ci si avventura quindi in territori nuovi e suggestivi che digradando nella composizione istantanea, rendendo quanto mai avvincente l’ascolto.
Tre dischi imperdibili!
Elenco dei brani e musicisti Creole Rhapsody. The Ellington Suites Chapter 1 Elenco dei brani: 01. Under The Balcony-5:43; 02. Afrique-5:17; 03. Apes And Peacocks -2:12; 04. Before My time-5:20; 05. Bourbon Street Jingling Jollies-6:29; 06. Come Sunday-6:43; 07. Creole Rhapsody-4.54; 08. Diminuendo in Blue- 5:01; 09. Half The Fun-5:11; 10. Island Virgin-5:16; 11. Apes And Peacocks take 2-2:11; 12. Bourbon Street Jingling Jollies take 2-4:31. Tutte le composizioni sono di Ellington ad eccezione dei brani 1,9,10 firmate insieme a Strayhorn. New World A-Comin’. The Ellington Suites Chapter 2 Elenco dei brani: 01. I Like The Sunrise-5:10; 02. Lay By -6:15; 03. Portrait Of Wellman Braud -4:29; 04. Isfahan -4:05; 05. Purple Gazelle-6:16; 06. New World A-Comin’-7:09; 07. Star Crossed Lovers-4:12; 08. Oclupaca-4:31; 09. Reminiscin’ In Tempo-3:30; 10. Music Is My Mistress-2.29; 11. Isfahan take 2-5.19; 12. Bourbon Street Jingling Jollies take 3-4:33. Tutte le composizioni sono di Ellington ad ed eccezione dei brani 4,7,11 firmate insieme a Strayhorn. Deep South Suite.The Ellington Suites Chapter 3 Elenco dei brani: 01. Hearsay Or Orson Welles-5:23; 02. Tattoed Bride-5:06. 03. Sunset And The Mocking Bird-7:06; 04. The Telecaster-5.11; 05Angu -5:48; 06. Uwis. 4:28; 07. Something-6:55; 08. Ouverture To A jam Session-3:15; 09. Hearsay Or Orson Welles-6:21; 10. Under The Balcony take 2-4:34. Tutte le composizioni sono di Ellington ad ed eccezione dei brani 1,8,9,10 firmate da Strayhorn. Musicisti: Franco D’Andrea (pianoforte); Ares Tavolazzi (contrabbasso); Massimo Manzi (batteria).
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