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Album Review
Triologos: Tracce di canti – Traces of Chants
by Alberto Bazzurro
L'orma di un piede, di un passaggio, campeggia sulla copertina di questo che dovrebbe essere l'album d'esordio del trio nato nel 2008 appunto con l'intento di ricercare--citiamo testualmente--"una lingua comune [che parta] da un frammento melodico e dal suo respiro ritmico che ci suggerisce una direzione. Il senso del nostro dialogo sta proprio nella fragilità della premessa, una traccia leggera che prende corpo e si addensa sullo sfondo di uno dei tanti paesaggi possibili." Su tali basi, ...
Continue Reading...Dave Douglas: High Risk
by Luca Muchetti
È firmata dal musicista newyorkese Dave Douglas una delle tante e nuovi possibili interpretazioni elettroniche del jazz. Il filone, spesso interlocutorio ma talvolta anche gravido di belle sorprese, nel caso del musicista statunitense di recente nominato direttore artistico di Bergamo Jazz con High Risk disegna una prospettiva dalle linee solide, all'interno di un progetto che denota una certa consapevolezza nell'approccio di tutti i musicisti coinvolti. Anzitutto gli strumenti: le note di tromba sono le uniche onde non ...
Continue Reading...Album Review
Tré: Edle Einfalt
by Alberto Bazzurro
Trio dalle geometrie inusuali ma non per questo inaudite (pensiamo solo a un ipotetico, assolutamente realistico, Giuffre/Brookmeyer/Manne, le cui temperature fanno del resto capolino in episodi quali Drachengedankenkampf," Ninna nanna," per certi versi anche Domino"), il tedesco Tré poggia le proprie fondamenta sulle larghe volute disegnate dal trombone di Thomas Lüthi, non fosse altro che per un fatto di mero volume sonoro (capita spesso, quando c'è di mezzo un trombone). L'approccio iniziale è corporeo, vitale, estroverso, anche ...
Continue Reading...Steve Coleman and the Council of Balance: Synovial Joints
by Luca Canini
Dei suoni della foresta amazzonica e dei segreti della camouflage orchestration," delle articolazioni sinoviali, dell'antico dio Heru e del metodo di composizione spontanea, lascerò che sia Steve Coleman a parlarvi. È tutto spiegato nelle note di copertina, con estrema chiarezza e dovizia di particolari; la migliore introduzione possibile alle meccaniche (più o meno celesti) che governano rotazioni e traslazioni in Synovial Joints, quarto disco affidato alle cure della benemerita Pi Recordings (che in scuderia ha pure Henry Threadgill e Steve ...
Continue Reading...Interview
Intervista a Marcello Giannini
by Angelo Leonardi
Il pubblico italiano del jazz ha conosciuto Marcello Giannini grazie alla scrittura nell'organico Parco della Musica Jazz Lab" di Enrico Rava. Con questi ha registrato per l'Espresso il CD Jazz Italiano Live 2009 e, qualche anno dopo per l'ECM, Rava on the Dance Floor. Attivo professionalmente da un decennio, in un'area musicale che spazia dal jazz alla libera improvvisazione e al rock (Slivovitz, 99 Posse, Daniele Sepe, Cristiano Arcelli), il chitarrista napoletano ha da poco pubblicato il suo primo disco ...
Continue Reading...Daniele Cavallanti and the Milano Contemporary Art Ensemble: Sounds of Hope
by Neri Pollastri
L'avvio all'unisono dell'ampio ensemble del primo brano, attraversato da un brulicare di variazioni, mostra subito il marchio di fabbrica del proprio autore; e già al termine della traccia è chiaro che Daniele Cavallanti, qui all'ennesima e sempre opportuna ristrutturazione dei suoi gruppi, ha di nuovo colto nel segno: Sounds of Hope, messo in scena da una formazione di tredici elementi denominata Milano Contemporary Art Ensemble, è ancora una volta un disco eccellente. Ma il prosieguo del lavoro si ...
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Bettye LaVette: Worthy
by AAJ Staff
Leonessa che non si stanca di ruggire (carriera ormai cinquantennale, tra sparizioni e riscoperte), Bettye LaVette si affida nuovamente alla illuminata produzione di Joe Henry per questo disco in cui personalizza in modo convincente un canzoniere molto vario. Si apre con Unbelievable," canzone di un tardo Bob Dylan che, immersa in una marinatura pigramente funk, è certamente assai meglio dell'originale. E si procede di conseguenza, con la voce sabbiata e matura della LaVette a accarezzare Bless Us ...
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Happy Family: Minimal Gods
by Claudio Bonomi
Da catalogare sotto la voce rock/avant prog. Lo dice e consiglia la stessa Cuneiform, l'etichetta americana di Washington D.C. capitanata da Steve Feigenbaum , che nel 1995 li scoprì e li portó al debutto discografico. Stiamo parlando degli Happy Family, band giapponese che vent'anni fa fece quasi gridare al miracolo grazie a una micidiale miscela che frullava le tensioni tipiche dei mondi sonori di Magma e proseliti vari del culto Zeuhl con profondità metal e pulsioni progressive. ...
Continue Reading...Fred Frith, Barry Guy: Backscatter Bright Blue
by Vic Albani
Con la doverosa e ormai classica intraprendenza, l'intelligente Intakt elvetica ha chiamato due universi musicali distanti fra loro come quelli di Fred Frith e di Barry Guy nello studio di Willy Strehler per quella che potremmo sì definire una session d'improvvisazione ma che porta con sé anche un gradiente di creatività semplicemente straordinario. Quando c'è di mezzo quel genio del signor Frith questa, di base, si chiama normalità. Guy parla di questa incisione come di sillogismo musicale," frutto dell'ascolto reciproco ...
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Marianne Solivan: Spark
by Angelo Leonardi
Marianne Solivan si connette alla grande tradizione di cantanti di jazz come Ella Fitzgerald, Betty Carter e Carmen McRae. La forma vocale esuberante, lo spessore timbrico, la tensione bluesy, la fantasia interpretativa ne fanno un'interprete di primo piano sulla scena musicale di New York. Questo secondo disco da leader -dopo il debutto del 2012 con Prisoner of Love -ce ne dà la piena conferma. Accompagnata da un ottimo trio, la cantante interpreta con sincera partecipazione un repertorio di suoi originals ...
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