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Live Review
Antonello Salis & Antonino Siringo al Pinocchio Jazz di Firenze
by Neri Pollastri
Antonello Salis & Antonino Siringo Improvvisanto" Pinocchio Live Jazz Firenze 12.01.2019 La parte 2019 della stagione del Pinocchio Jazz ha aperto con un appuntamento di particolare interesse: l'incontro tra uno dei maggiori rappresentanti dell'improvvisazione in Italia qual è Antonello Salis e il pianista Antonino Siringo, formazione classica, grande interprete di musica contemporanea ma anche amante del jazz e dell'improvvisazione (è il responsabile della sezione jazzistica della prestigiosa Scuola di Musica di Fiesole), che di ...
Continue Reading...Dave Ballou: The Windup
by Giuseppe Segala
Impegnato sia sul versante del jazz che della musica classica e barocca, Dave Ballou sfoggia un timbro pulito e cristallino, un fraseggio impeccabile. Nell'ambito afroamericano il suo lavoro ha spostato volentieri le proprie coordinate, passando dal moderno mainstream allo scandaglio dell'improvvisazione libera e della composizione aperta. Nel periodo a cavallo tra i nostri due secoli, Ballou ha pubblicato numerosi lavori per l'etichetta SteepleChase, che conosciamo per la linea tradizionalista, pur con qualche attenzione verso alcuni grandi sperimentatori, tra cui Paul ...
Continue Reading...Julian Lage: Love Hurts
by Mario Calvitti
A un anno esatto di distanza dal precedente Modern Lore arriva il nuovo lavoro di Julian Lage, ex enfant prodige della chitarra, che a soli 31 anni può già permettersi di festeggiare quest'anno i 20 anni trascorsi dalla sua prima incisione professionale (un duetto con il mandolinista bluegrass David Grisman nell'album Dawg Duets). Nel frattempo non è rimasto con le mani in mano, dal 2017 ha preso parte a diversi progetti insieme ad altri musicisti, curiosamente tutti chitarristi; alcuni sotto ...
Continue Reading...Friends & Neighbors: What’s Next?
by Alberto Bazzurro
Giunto al suo quarto album (dal 2011), il quintetto norvegese Friends & Neighbors conferma la propria predilezione per un discorso corale, fortemente condiviso, pur aprendo ovviamente i dovuti spazi agli spunti del singolo. Nonostante la presenza del pianoforte (e se vogliamo del sax tenore al posto del contralto), il referente più palpabile appare lo storico quartetto di Ornette Coleman, con infiltrazioni di un altro glorioso quartetto, quello americano di Keith Jarrett (del resto fra le due entità ...
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Julian "Cannonball" Adderley: Swingin' in Seattle, Live at the Penthouse 1966-1967
by Luca Canini
Un imperdibile e prezioso inedito. Settanta minuti di musica mai ascoltati prima che arrivano dritti dritti dalla seconda metà degli anni Sessanta. Un periodo cruciale per Julian Cannonball Adderley e il suo quintetto, freschi di approdo alla californiana Capitol, etichetta con le spalle decisamente più larghe e molto meno ortodossa" rispetto alla newyorchese Riverside, e lanciati verso il botto clamoroso di Mercy, Mercy, Mercy!," brano uscito dalla penna soulful di Joe Zawinul (determinante l'intuizione di sostituire il piano con il ...
Continue Reading...Marco von Orelli: Blow, Strike & Touch
by Neri Pollastri
Registrato dal vivo il il 2 aprile 2014 al Teather am Gleis di Winterthur, questo album documenta un paritetico trio di improvvisatori svizzeri, la cui intesa va oltre la musica e affonda nelle relazioni personali, artistiche e umane. La formazione vede il pianoforte di Max Keller e la batteria di Sheldon Suter affiancare la tromba di Marco von Orelli, ed è impegnata su una serie di improvvisazioni, metà delle quali brevissime--le sei Miniatures, che oscillano tra poco più ...
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Phil Haynes & Free Country: My Favorite Things (1960-1969)
by Vincenzo Roggero
Tre strumenti a corde--chitarra, contrabbasso, violoncello--più la batteria del leader sono l'insolita formazione con la quale Phil Haynes, batterista dalle collaborazioni eccellenti, oltre che titolare di numerosi progetti a proprio nome, da anni scandaglia e reinterpreta il repertorio della tradizione americana. In My Favorite Things 60/69 inserisce alcuni brani dei Beatles, che americani non sono (ma come si può ignorali se ti occupi degli anni sessanta ?) e per quasi due ore mostra come un patrimonio musicale apparentemente intoccabile possa ...
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Marco Colonna, Augusti Fernandez, Zlatko Kaučič: Agrakal
by Neri Pollastri
Tre grandi improvvisatori europei che avevano già suonato assiem in duo si ritrovano qui tutti assieme, rigorosamente dal vivo, per dar vita a un'ora di musica di grande intensità. Si tratta del pianista catalano Augusti Fernandez, uno dei maestri dell'improvvisazione in Spagna, del batterista e percussionista sloveno Zlatko Kaucic, che all'improvvisazione dedica da anni perfino un festiva--il (Brda Contemporary Music Festival--e del clarinettista e sassofonista romano Marco Colonna, il più giovane dei tre. L'occasione era offerta da Novara ...
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Ben Wendel: The Seasons
by Angelo Leonardi
L'evoluzione del progetto The Seasons di Ben Wendel trova organica espressione in un nuovo collettivo. La prima realizzazione è avvenuta nel 2015, con dodici duo-performance (pubblicate su YouTube) effettuate con altrettanti partner: Joshua Redman, Aaron Parks, Ambrose Akinmusire, Julian Lage ecc... Le composizioni sono state arrangiate l'anno successivo per dei concerti in quintetto alla Jazz Gallery di New York e due di esse (rinominate Spring e Fall) erano incluse nel penultimo album del sassofonista, What We Bring (Motéma 2016). Nel ...
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Peter McEachern Trio: Bone Code
by Alberto Bazzurro
Il veterano trombonista del Connecticut Peter McEachern dedica questo bell'album in trio all'illustre collega Roswell Rudd, scomparso sei mesi dopo la sua incisione (dicembre contro giugno 2017). Per farlo si accompagna a due prime firme di basso e batteria quali Mario Pavone, con cui vanta un rapporto quasi quarantennale, e Michael Sarin, incontrato invece nei primi anni Novanta (tutti e tre hanno collaborato fra l'altro col compianto Thomas Chapin). L'aria che si respira è quella dei trii ...
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