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Mark O'Leary: Self-Luminous / Chamber Trio
Self-Luminous
Leo Records
(2005)
Valutazione: 3 stelle
Registrati lo stesso giorno • il 4 gennaio 2002 per l’esattezza • questi 2 CD hanno entrambi come protagonisti la coppia chitarra/viola O’Leary/Maneri, arricchita in un caso dalla batteria di Randy Peterson, e nell’altro dal pianoforte di Matthew Shipp.
Ci troviamo di fronte ad una musica completamente improvvisata, come testimonia anche l’attribuzione dei brani a tutti i componenti di ciascuno dei 2 trii presentati. E quindi musica di ascolto reciproco, nella quale ogni musicista presta la massima attenzione a quello che gli altri stanno suonando per essere sempre pronto a reagire e ad interagire, nella quale ci si rincorre per meglio ritrovarsi alla fine dell’improvvisazione, nella quale non ci sono leaders prestabiliti ma solo momentanei.
O’Leary, chitarrista di origine irlandese, suona in modo molto fluido, utilizzando spesso il riverbero e quasi sempre la manopola del volume per ottenere effetti di smorzamento sonoro. In entrambi i dischi, questo tipo di effettistica ben si sposa col suono della viola di Maneri, che ha un approccio all’improvvisazione fatto di note staccate e brevi fraseggi.
Pur essendoci ovvie connessioni con quello che chiamiamo free, le scelte armoniche del trio di Self-Luminous non portano ad una musica di rottura ma piuttosto ad un approccio che complessivamente privilegia la quiete, rendendo l’ascolto impegnativo soprattutto da un punto di vista intellettuale ma non auditivo. Non manca comunque qualche brano più movimentato, come “Lilt” e “Smear”, che usano tempi più veloci e nei quali O’Leary irrobustisce il suono aggiungendo un po’ di distorsione. In Self-Luminous, il contributo della batteria di Peterson (collaboratore abituale di Maneri) è sopratutto di commento ed imbellimento, e molto raramente quello di un tradizionale supporto ritmico.
Mark O'Leary - Mat Maneri - Matthew Shipp
Chamber Trio
Leo Records
(2005)
Valutazione: 3,5 stelle
Chamber Trio, pur mancando dell’apporto di un batterista, si presenta come il più movimentato e dinamico dei due CD. Dopo un inizio abbastanza in sordina, l’atmosfera si fa più calda già a partire dalla seconda traccia nella quale O’Leary irrobustisce il suono della chitarra introducendo un distorsore, per arrivare ai passsaggi rumoristici di “St. Ives” ed alla frenesia del finale di “Ligeture”. Pur essendo di ascolto meno accessibile, è forse questo il disco più convincente dei due, anche grazie alla presenza di Shipp, che aggiungendo una terza voce cromatica contribuisce alla diversificazione dei brani. Shipp, che anche ha già suonato con Maneri in varie occasioni, agisce come bilancia sonora tra chitarra e viola, dispensando grappoli di note e colori musicali che influiscono a dirigere e modificare repentinamente la direzione dell’improvvisazione del trio.
In definitiva due buoni lavori, ma adatti solo a chi ha voglia e tempo per dedicare loro tutta l’attenzione necessaria per poter seguire ed apprezzare questo tipo di improvvisazione senza rete.
Elenco dei brani e musicisti
Self-Luminous
Elenco dei brani: 01. Self-Luminous - 9:22; 02. Camouflage - 7:03; 03. No Code - 7:50; 04. Concerned - 6:33; 05. Purple People - 9:55; 06. What's Your Name Again? - 1:36; 07. Sweet - 4:14; 08. Lilt - 6:37; 09. Smear - 4:12; 10. Alchemix - 4:19
Tutti i brani sono composti da O’Leary/Maneri/Peterson
Musicisti: Mark O'Leary (chitarra); Mat Maneri (viola); Randy Peterson (batteria)
Chamber Trio:
Elenco dei brani: 01. Jaunt - 9:19; 02. Simple Simon - 6:37; 03. Rest - 8:24; 04. I Am Not the Only One - 8:24; 05. Voice Crack - 7:57; 06. St. Ives - 6:54, 07. Ligeture - 8:40; 08. Kurts Park - 9:03
Tutti i brani sono composti da O’Leary/Maneri/Shipp
Musicisti: Mark O'Leary (chitarra); Mat Maneri (viola); Matthew Shipp (piano)
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