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Tre piccole gemme di giada inglese: Chitinous Ensemble - Chitinous / Mike Westbrook - Love Songs / Michael Gibbs - Just Ahead
I tre album che vi vogliamo segnalare sono riemersi da pochissimo tempo ed erano sino a poco tempo fa costosissimi reperti disponibili solo su vinile, ammesso che si avesse la fortuna di riuscire a trovarli. Ora sono invece disponibili a costi normali e in versione CD. Uno dei tre titoli aggiunge, rispetto all'edizione in vinile, addirittura un paio di bonus track assolutamente benvenute.
Stiamo parlando di Chitinous del Chitinous Ensemble guidato da Paul Buckmaster, di Love Songs di Mike Westbrook e di Just Ahead di Michael Gibbs. Quest'ultimo è stato pubblicato da BGO Records, i primi due sono invece stati pubblicati da Vocalion su licenza Decca.
Chitinous Ensemble Chitinous Vocalion (2005) Valutazione: 5 stelle
Fra questi tre album Chitinous è probabilmente il lavoro più oscuro e quindi forse il più affascinante. Il maestro di cerimonia è il violoncellista Paul Buckmaster, noto per il suo lavoro con la Third Ear Band e per le sue collaborazioni (successive) con Miles Davis, David Bowie ed Elton John. Chitinous è il suo unico album in veste di leader e venne registrato fra il 31 marzo e il 13 aprile del 1970, da una orchestra di ben 51 elementi, con violini, viole e violoncelli. In questa enorme formazione troviamo coinvolta la crema del jazz inglese, a partire dal trombettista Ian Carr, per finire con il batterista John Marshall. Il leader è al violoncello, suo strumento principale, ma anche alle tastiere che divide con l'ottimo Pete Robinson.
La musica procede per fasce sonore, organizzata in suite, con suggestioni molto ampie che pescano dalla musica classica e contemporanea e poi si riportano in territorio jazzistico, assumendo questo termine con una connotazione molto allargata (come è giusto che sia). Il mondo di riferimento è quello del jazz inglese dell'epoca, fra Nucleus e Centipede. Ma tali riferimenti vanno presi in maniera assolutamente esemplificativa perché questa musica meravigliosa fa davvero categoria a se. Sappiamo che Buckmaster era affascinato dai lavori dell'epoca di Karl-Heinz Stockhausen e sicuramente certi momenti di Chitinous si muovono decisamente in area iper-sperimentale (si veda in particolare "Aldebaranian Song"), con gli archi padroni della scena.
Ma poi l'istinto ritmico viene fuori alla grande nella suite finale "Rønkproat'tn" dove l'iniziale tema dai sapori orientali (in piena suggestione Third Ear Band) diventa poi l'occasione per lanciare una sintesi suprema che trova il suo momento più esaltante allargandosi attorno ad un riff milesiano semplicissimo ed efficace allo stesso tempo. Siamo nel terzo movimento ("Loopild") della suite e la cosa presenta un interrogativo storico piuttosto interessante. È lo stesso riff che ritroviamo nella versione di "Directions" dal vivo che Miles era solito utilizzare in apertura dei suoi concerti del 1970. Di sicuro il riff è ben presente nei concerti del Fillmore East che Miles diede col suo gruppo a metà giugno del 1970 (usciti all'epoca in forma editata nell'album Miles at Fillmore e annunciati in versione integrale in uno dei prossimi cofanetti della Sony). Ma se fosse emerso nell'arrangiamento del trombettista solo a partire da questa occasione si dovrebbe pensare che il riff proviene da Buckmaster (che lo ha registrato il 2 aprile) e non viceversa.
Questa mini frase, costituita semplicemente da tre note ribattute, sarà un po' la cellula ritmica che caratterizzerà il lavoro del bassista Motown Michael Henderson che sarà con Miles da fine 1970 in poi. Sarebbe davvero sorprendente scoprire che l'imprinting di quel giro di basso arriva dalla terra di Albione. La cosa non è impossibile, visto che Miles e Buckmaster si erano conosciuti a fine del 1969 a casa del manager Tony Hall e avevano deciso di collaborare al progetto che poi darà vita all'album On the Corner del 1972. E non va altresì dimenticata la presenza, come possibile elemento catalizzatore, del bravissimo bassista inglese Dave Holland alla corte di Miles prima di Michael Henderson e quindi presente nelle registrazioni del Fillmore East di cui si diceva.
Mike Westbrook Love Songs Vocalion (2005) Valutazione: 4 stelle
Love Songs di Mike Westbrook è certamente un'opera meno rivoluzionaria e più pacata. Rimane però una delle cose più riuscite di quel periodo, un lavoro di gran classe che il pianista arrangiatore inglese decise di affrontare con una formazione ridotta rispetto alla big band di dimensioni standard con la quale aveva realizzato i tre ottimi lavori precedenti (Celebration del 1967, Release del 1968 e Marching Song del 1969). In realtà questo Love Songs può essere visto come un lavoro di passaggio dal jazz per larga formazione degli esordi, resosi strutturalmente più complesso in Marchino Song (opera complessa e ambiziosa) e poi progressivamente teso a ricercare un punto di equilibrio fra il jazz e il rock, come ben dimostrato dai lavori successivi, prima di passare ad altro con i lavori che arriveranno dalla metà degli anni settanta in poi, quelli caratterizzati dalla presenza della moglie Kate alla voce e da raffinate riletture della musica da cabaret e comunque di chiara derivazione mitteleuropea.
Questa riedizione Vocalion aggiunge un brano completamente inedito e la versione originariamente uscita su 45 giri di uno dei brani dell'album e rispolvera una musica che non è affatto invecchiata, con la chitarra elettrica di Chris Spedding in grande evidenza, impegnato più come elegante accompagnatore, sempre pronto a dare guizzi ritmici preziosi, piuttosto che come solista. I fiati di Mike Osborne, John Warren, George Khan, Dave Holdsworth, Malcom Griffiths e Paul Rutherford sono impegnati in un dialogo continuo che 'canta' queste dolci canzoni d'amore con la voce dei loro strumenti, ai quali solo raramente si affianca la voce della cantante Norma Winstone. Il pianoforte del leader, il basso di Henry Miller e la batteria del veterano Alan Jackson completano l'organico e assicurano una ritmica discreta e fantasiosa. Le raffinate interazioni fra i fiati sono un esempio di scrittura davvero preziosa ed elegante e testimoniano l'elevato grado raggiunto dal jazz inglese di quel periodo.
Michael Gibbs Just Ahead BGO Records (2005) Valutazione: 5 stelle
Altro esempio perfetto per dare evidenza di questa eccellenza che si manifestava a Londra e dintorni a cavallo fra gli anni sessanta e settanta e che nei decenni successivi si è un po' persa per strada è il meraviglioso Just Ahead di Michael Gibbs, certamente uno degli album per big band più belli che ci è capitato di ascoltare. Un lavoro assolutamente all'altezza delle cose migliori di Gil Evans, l'arrangiatore che rimane l'indiscusso maestro e dominatore della scena per il jazz orchestrale post-bebop.
Sin dall'iniziale "Grow Your Own" la musica esplode fragorosa, con il solito Chris Spedding in gran spolvero, impegnato in quella che è certamente una delle sue migliori prove discografiche. Lo stesso si può dire per il tastierista Dave McRae che ritroveremo poi alla corte di Robert Wyatt e dei Nucleus. Il repertorio presenta brani originali scritti da Michael Gibbs alternati con pezzi di Keith Jarrett (il brano di apertura sopra citato), di Carla Bley e del duo Gary Burton-Steve Swallow. Spesso sono veicoli per elaborazioni dilatate in cui l'arte dell'arrangiamento si esprime con piena consapevolezza della lezione della tradizione europea in un contesto decisamente moderno, denso di suggestioni contemporanee. Da segnalare in particolare la deliziosa "Country Roads", un blues strascicato ed angolare con la chitarra di Spedding in grandissima evidenza e la lunghissima conclusiva "So Long Gone", vera e propria summa di quello che il jazz inglese aveva saputo offrire in quegli anni magici.
In origine Just Ahead era un doppio album in vinile e la BGO ha mantenuto la stessa scansione nei due CD che compongono il package messo in distribuzione in questa occasione. Il materiale proviene da quattro serate al Ronnie Scott's di Londra, registrate a cavallo fra fine maggio e inizi di giugno del 1972. La registrazione è molto buona e consente di apprezzare appieno una delle abilità più interessanti messe in campo da Michael Gibbs che sta per l'appunto nella facilità di utilizzare le dinamiche, passando da sezioni dolcissime in chiaroscuro, lievi ed eteree a momenti in cui la band acquista piena potenza ed esplode con vigore e determinazione. Il batterista John Marshall e il bassista Roy Babbington sono una coppia affiatatissima e gestiscono con grande competenza i cambi di clima che assomigliano certamente a quelli che ogni buon inglese sa di doversi aspettare dal paese dove le nuvole corrono come non mai.
Pagina dedicata a Paul Buckmaster, sito ufficiale di Mike Westbrook e sito dedicato a Michael Gibbs (con eccellente discografia)
Elenco dei brani e Musicisti
Chitinous
Elenco dei brani: 01. Chitinous: Mandible (Buckmaster) - 1:11; 02. Chitinous: De Blonck (Buckmaster) - 2:41; 03. Chitinous: Mushroom Dance (Buckmaster) - 3:14; 04. Chitinous: Was-Eye? (Buckmaster) - 1:20; 05. Aldebaranian Song (Buckmaster) - 4:32; 06. Dance (Buckmaster) - 8:45; 07. Rønkproat'tn: 8 Fish-Eyes (Buckmaster) - 6:14; 08. Rønkproat'tn: Rockrott (Buckmaster) - 1:52; 09. Rønkproat'tn: Loopild (Buckmaster) - 5:17; 10. Rønkproat'tn: Stoned (Buckmaster) - 1:32
Musicisti: Paul Buckmaster (violoncello, piano elettrico); Ian Carr (tromba); Brian Smith (sax tenore); Louis Stuart (chitarra); Chris Lawrence (basso); Freddy Alexander (violoncello); Clive Anstee (violoncello); Tim Bell (contrabassoo); Dennis Bowden (contrabassoo); Ted Bryett (violino); Laurie Clay (violino); Alan Dalziel (violoncello); Claire Deniz (violoncello); Kenneth Essex (viola); George French (violino); Martin Fry (tuba); Francisco Gabarro (violoncello); John D Graham (viola); Cliff Haines (tromba); Don Honeywell (sax baritono); Vivian Joseph (violoncello); Chris Karan (percussioni, tabla); David Katz (violino); Ben Kennard (violoncello); Bobby Lamb (trombone); Diana Lewis (pianoforte); Denise Lopez (percussioni); Les Maddox (violino); John Marshall (batteria); Ron Mathewson (contrabassoo); Nick Mernick (violino); Billy Miller (violino); Barry Morgan (batteria, percussioni); Brian Odgers (basso elettrico); Peter Oxer (violino); Harold Parfitt (violino); Raymond Premru (trombone basso); Dave Richmond (basso elettrico); Peter Robinson (piano elettrico); Jack Rothstein (violino); Alex Taylor (viola); Neil Watson (violino); Chris Wellington (viola).
Love Songs
Elenco dei brani: 01. Love Song No. 1 (Westbrook) - 5:51; 02. Love Song No. 2 (Westbrook) - 9:30; 03. Autumn King (Westbrook) - 6:13; 04. Love Song No. 3 (Menis-Westbrook) - 12:16; 05. Love Song No. 4 (Menis-Westbrook) - 8:01; 06. Original Peter (versione singolo) (Westbrook) - 5:36; 07. Magic Garden (Westbrook) - 6:51; 08. Orginal Peter (versione album) (Westbrook) - 7:54
Musicisti: Norma Winstone (voce); Mike Osborne (sax alto); Malcolm Griffiths & Paul Rutherford (trombone); Dave Holdsworth (tromba e flicorno); George Khan (sax tenore); John Warren (sax baritono); Chris Spedding (chitarra); Mike Westbrook (pianoforte); Harry Miller (basso); Alan Jackson (batteria).
Just Ahead Elenco dei brani: 01. Grow Your Own (Jarrett) - 8:11; 02. Three (Gibbs) - 5:55; 03. Country Roads (Burton, Swallow) - 10:34; 04. Mother of the Dead Man (Bley) - 8:56; 05. Just a Head (Gibbs) - 11:18; 06. Fanfare (Gibbs) - 4:06; 07. Nowhere (Gibbs) - 9:29; 08. Sing Me Softly of the Blues (Bley) - 14:00; 09. So Long Hone (Gibbs) - 21:16 Musicisti: Harry Beckett (tromba e flicorno); Malcolm Griffiths (trombone); Henry Lowther (tromba e flicorno); Dave MacRae (piano elettrico); Geoff Perkins (trombone); Chris Pyne (trombone); Frank Ricotti (vibrafono e percussioni); Alan Skidmore (sax, flauto); Chris Spedding (chitarra, sitar); Stan Sulzmann (sax, flauto); John Taylor Piano (piano elettrico); Ray Warleigh (sax, flauto); Kenny Wheeler (tromba e flicorno); Roy Babbington (basso elettrico); John Marshall (batteria).
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