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Ristampe Blue Note: Silver / Morgan/ Gordon / Turrentine
Dal marchio di fabbrica targato Blue Note la produzione discografica votata al mainstream ha mutuato tutto o quasi: tecniche di improvvisazione, sonorità e giri armonici. Per fare solo un nome, innumerevoli sono i dischi di jazz contemporaneo riconducibili alle strategie d'arrangiamento di Horace Silver, leggenda vivente dell'hard-bop.
Horace Silver Quintet
Horace-Scope
Blue Note
(2006 [rist. 1960] - distr.EMI Italia)
Valutazione: 5 stelle
Pubblicato nel 1960, il suo Horace-Scope è un disco di straordinaria attualità, che ha le sue carte vincenti in una energia vitalistica senza pari. Oltre a contenere brani ("Strollin", "Nica's Dream") divenuti poi notissimi standard, esso rappresenta uno dei vertici più rappresentativi dell'espressività hardboppistica. Cesellata ad arte da una architettura estremamente mobile, la musica scorre fluida tra gli obbligati e le gustose improvvisazioni dei fiati. A proposito della front-line, Blue Mitchell e Junior Cook si (re)inseriscono magnificamente nel classico quintetto silveriano della prima metà degli anni '60, apportando sonorità piene e fluide a temi ricchi di cambi di tempo e figurazioni poliritmiche.
In tutti i sette brani, elevatissima risulta la qualità delle esecuzioni, nonchè dei frenetici chases tra tromba e sax tenore, abilmente sostenuti da una ritmica da sogno che include tra gli altri il magnifico Billy Higgins alla batteria. Intorno al pianismo percussivo di Silver prende come al solito forma una vigorosa musica ricca di intrecci contrappuntistici ed assoli cantabili, che la hanno reso immortale e di larga presa sul pubblico.
Lee Morgan
The Gigolo
Blue Note
(2006 [rist. 1965] - distr.EMI Italia)
Valutazione: 4 stelle
Realizzato nel 1965,The Gigolo rinnova ancora una volta la felice collaborazione tra Lee Morgan e Wayne Shorter, avviata nel 1959 con la comune militanza nei Jazz Messangers di Art Blakey. In questo disco il trombettista ritrova in Shorter un spalla complementare, capace di dar vita ad un costrutto sonoro intrigante e per nulla omogeneo, che integra al meglio l'hard-bop più canonico incarnato da Morgan con l'estetica postcoltraniana del sassofonista.
Al di là delle belle composizioni del leader, è proprio Shorter il solista che regala maggiore sostanza all'album ed emozioni più profonde all'ascoltatore, per via di un fraseggio elusivo, incentrato su pochi elementi armonici modulati con straordinaria obliquità espressiva.
Veri e propri marchi di fabbrica della cifra stilistica compositiva morganiana, "Yes I Can, No You Can't " e "Speedball" costituiscono per il leader il terreno ideale per esibire un fraseggio vigoroso, capace di spaziare a tutto tondo tra il funky, il blues ed il linguaggio boppistico.
In "You Go To My Head" Morgan mette la propria incredibile tecnica al servizio di una condotta solistica più apollinea, firmando una distesa quanto eterea modalità d'arrangiamento, elevata oggi a canone interpretativo nella rilletura di questo brano.
Dexter Gordon
Swingin'Affair
Blue Note
(2006 [rist. 1962] - distr.EMI Italia)
Valutazione: 4 stelle
Un salto all'indietro di tre anni ci riporta alla superba prova solistica di Dexter Gordon, che proprio nel 1962 firmò per la Blue Note uno dei suoi album più belli e ispirati. Per la realizzazione di A Swingin' Affair, Gordon si avvalse di una formazione davvero eccellente, che comprendeva tre grandi musicisti: Sonny Clark al pianoforte, Butch Warren al contrabbasso e Billy Higgins alla batteria.
Giustamente considerato uno dei più originali tenorsassofonisti del jazz moderno, Gordon appare qui in stato di grazia. Nei sei brani che compongono il disco, si concentrano alcune delle sue caratteristiche stilistiche e di fraseggio più peculiari: una sonorità piena e rotonda; le fervide doti di ballaudeur immaginativo e sensuale come pochi altri nel jazz; la costruzione di un sound facilmente distinguibile, costruita sulle sinuose inflessioni per quel che riguarda il registro medio-acuto.
In "Don't Explain", la sua inventiva, impareggiabile e inesauribile, ci riporta intatto il profumo di atmosfere irripetibili della grande stagione del jazz. Altre pagine musicali si impongono ancora all'attenzione dell'ascoltatore: gli aromi sudamericani di "Soy Califa"; l'incadescente "McSplivens" e l'introspettiva ballad "Until the Real Thing Comes Along".
Stanley Turrentine
Joyride
Blue Note
(2006 [rist.] - distr.EMI Italia)
Valutazione: 3 stelle
Re Mida dell'arrangiamento, Oliver Nelson informa con la sua classe e la sua spiccata progettualità il disco orchestrale di Stanley Turrentine, inciso nel 1965. Si tratta di un'opera estremamente godibile, presentata in maniera diretta e comunicativa, che ha diverse frecce nel suo arco. In primis l'eccelsa qualità dei musicisti che compongono una big band da sogno: Herbie Hancock al pianoforte; Kenny Burrell alla chitarra; Phil Woods al sax alto; Clark Terry alla tromba; J.J. Johnson, Jimmy Cleveland al trombone; Buddy Johnson al sax tenore.
L'idea base che informa il progetto è quello di incorporare il ricco repertorio di matrice pop e soul degli anni '60 nel linguaggio orchestrale del jazz. Per quel che riguarda il lavoro d'arrangiamento, risulta ancora una volta eccellente la capacità di Nelson nel dare nuovi colori a temi non proprio memorabili, rivitalizzati da un policromo tessuto orchestrale molto carico di blues feeling. Quanto a Stanley Turrentine, la sua è una prova onesta ma senza grossi colpi d'ala, capace di interpretare dignitosamente godibili episodi di soul- jazz e ballad.
Elenco dei brani:
Horace-Scope:
01. Strollin' -4:57; 02. Where You at? -5:35; 03. Without You -4:47; 04. Horace-Scope -4:40; 05. Yeah -6:25; 06. Me and My Baby - 5:55; 07. Nica's Dream - 6:48. Ad eccezione del brano 3 (Don Newey), tutti i temi sono di Horace Silver.
The Gigolo:
01. Yes I Can, No You Can't -7:23; 02. Trapped - 5:57; 03. Speedball -5:29;04. The Gigolo - 11:01; 05. You Go To My Head -7:20; 06. The Gigolo - 10:04. Ad eccezione dei brani 2 (W. Shorter) e 5 (F. Cots/H. Gillespie), i brani del disco sono di Lee Morgan
A Swingin'Affair:
01. Soy Califa (D. Gordon) - 6:25; 02. Don't Explain (B. Holiday/A. Herzog) -6:04; 03. You Stepped Out Of A Dream ( N. Brown/G. Kahn) - 6:30; 04. The Backbone (B. Warren) - 6:46; 05. Until The Real Thing Comes Along (Holiner/Cahn/Chaplin/Freeman) - 6:47; 06. McSplivens (D. Gordon) -5:43.
Joyride:
01. River's Invitation (P. Mayfield) -6:16; 02. I Wonder Where Our Love has Gone (B. Johnson) -4:23; 03. Little Sheri (S. Turrentine) -6:26; 04. Mattie T. (S. Turrentine) -5:55;05. Bayou (J. Smith) -6:15; 06. A Tast Of Honey (B. Scott/R.Marlow) -3:54; 07. Gravy Train (L. Donaldson) - 4:34; 08. A Kettle Of Fish (J. McDuff) - 4:53.
Musicisti:
Horace-Scope:
Horace Silver (pianoforte); Junior Cook ( sax tenore); Blue Mitchell (tromba); Gene Taylor (contrabbasso); Roy Brooks (batteria).
The Gigolo:
Lee Morgan (tromba); Wayne Shorter (sax tenore); Harold Mabern JR. (pianoforte); Bob Cranshaw (contrabbasso); Billy Higgins (batteria).
A Swingin'Affair:
Dexter Gordon (sax tenore); Sonny Clarke(pianoforte); Butch Warren (contrabbasso); Billy Higgins( batteria).
Joyride:
Stanley Turrentine, Budd Johnson, Bob Ashton (sax tenore); Oliver Nelson (arrangiamenti e conduzione orchestrale); Clark Terry, Ernie Royal, Snooky Young (tromba); J.J. Johnson, Jimmy Cleveland, Henry Coker(trombone); Phil Wood (sax alto, clarinetto); Danny Bank (sax baritone, clarinetto, clarinetto basso, flauto); Kenny Burrell (chitarra); Herbie Hancock (pianoforte); Bob Cranshaw (contrabbasso); Grady Tate (batteria).
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