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Charles Gayle: Time Zones / Ran Blake: All That Is Tied
Time Zones
Tompkins Square Records
(2006)
Valutazione: 4 stelle
Un pianoforte che svela inattese obliquità, ecco quello che emerge da due interessanti dischi della piccola etichetta newyorkese Tompkins Square Records, coraggiosa e felicemente intuitiva nell'affidare a Charles Gayle e a Ran Blake due lavori per solo piano che sfuggono dalla retorica - inevitabile - della copiosa "letteratura" in materia e riescono a sorprendere e emozionare.
Figura da sempre volutamente ai "margini" dell'universo espressivo afroamericano, il sassofonista Charles Gayle non è nuovo all'utilizzo del pianoforte [ricordiamo ad esempio un paio di tracce nel bel disco del 1995 per la Black Saint Daily Bread e su Jazz Solo Piano, un disco del 2001 per la Knitting Factory Records], strumento che ha amato sin da ragazzino e che utilizza con intuibile trasversalità, attraverso una personalissima rilettura di quella corrente "black" che dallo stride arriva alla disgregazione tayloriana.
Nelle sette tracce, tutte giocate tra i sei e gli otto minuti, si svelano in un giocoso rincorrersi di note differenti strati della memoria: non potendo sintetizzarli nella voce - urlo - che gli conosciamo al sassofono, Gayle li attraversa in una narrazione fluida, liberamente appoggiandosi ad arpeggi blues, a veloci sovrapposizioni di cluster, a frammentazioni melodiche che si configgono negli angoli più nascosti. Un disco trasversale, forse imperfetto - nella accezione più stimolante del termine - ma che sarebbe ingiusto considerare solo una parentesi nel percorso del musicista.
Ran Blake
All That Is Tied
Tompkins Square Records
(2006)
Valutazione: 4 stelle
Più "normale" appare il fatto che l'altro solo sia affidato all'ormai settantunenne Ran Blake, pianista straordinario che - a quarant'anni di distanza dal suo primo disco in solitudine Ran Blake Plays Solo Piano, per la Esp - torna con All That Is Tied ad affrontare alcune delle sue composizioni.
In realtà il nome di Blake continua a figurare nella vulgata del jazz come una nota a margine, a conferma di come il suo approccio, che a partire da una decostruzione di matrice monkiana [vuoti/pieni, asimmetrie/sovrapposizioni] si è inoltrato a sintetizzare accenti eurocolti, fratture free e un essenziale lirismo, si ponga scomodamente a cavallo delle discontinuità e grazie a esse riesca a fare emergere una voce di assoluta personalità.
Da ognuna delle undici composizioni [la classica "Breakthru" viene ripresa due volte] si sprigiona una magia incontenibile: sono in particolare le tinte armoniche, il dosaggio paziente dei pesi accordali, a innescare la ricchezza narrativa e evocativa. Il tempo, liberato, sfrutta una sorprendente plasticità per arrotondare le linee, per attendere un rintocco, scivolare dentro una frase: abituati come spesso si è a una struttura d'improvvisazione che - per quanto complessa - lavora con codici acquisiti, il turgore post-romantico di alcuni passaggi e la ambivalenza dei movimenti si stagliano con una nettezza ancora più delineata.
All That Is Tied è un disco da ascoltare ripetutamente, da centellinare come un brandy prezioso, capace di svelarsi come chiave di conoscenza di un mondo sonoro verso cui convergono - attratti da una forza misteriosa, un po' come sempre accade con l'oscuro Blake - tutte le certezze... pronte a essere spazzate vie da un semplice accordo. Splendido!
Per saperne di più su Charles Gayle:
www.charlesgayle.com
Il sito di Ran Blake:
www.ranblake.com
Elenco dei brani:
Time Zones
01. Time Zones; 02. Rush To Sunrise; 03. Delight; 04. Blues in Mississippi; 05. Rhythm Twins; 06. Inner Edges; 07. That Memory
All That Is Tied
01. All That Is Tied; 02. Breakthru; 03. Birmingham; 04. Thursday; 05. How 'Bout That; 06. Impresario of Death; 07. Sontagism; 08. Epilogue; 09. Church of Latter Rain Christian Fellowship; 10. Field Cry; 11. Wende; 12. Breakthru
Musicisti:
Time Zones
Charles Gayle (piano)
All That Is Tied
Ran Blake (piano)
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