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Zubatto Syndicate: Zubatto Syndicate 2

Luigi Sforza By

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Zubatto Syndicate: Zubatto Syndicate 2
Chi cercasse pulsazioni swing, sofisticate architetture armoniche, virtuosismi solistici o un trattamento sonoro di tipo tradizionale rimarrebbe inappagato dall'ascolto di Zubatto Syndicate 2. Quest'ultima prova discografica dell'orchestra Zubatto Syndicate -guidata da Andrew Boscardin, che è anche chitarrista, compositore e arrangiatore -appagherebbe i gusti di chi si appassiona ad una musica riccamente farcita in cui si amalgamano sonorità che includono effetti metal ("Master of Puppets" dei Metallica), suggestioni funk ("BBots") e echi orchestrali che si ispirano all'estetica di Gil Evans.

Come il grande arrangiatore di Toronto e padre del cool jazz, Boscardin persegue l'obiettivo di costruire un sound che ingloba il suono soffice dell'oboe con le onde generate dall'energia della sua chitarra elettrica e di altri strumenti elettronici.
Quanto sia chiara l'eredità del jazz nel patrimonio genetico dell'orchestra si rintraccia marcatamente soprattutto nelle sezioni solistiche degli strumenti a fiato ma anche nelle parti tematiche in cui le ance e gli ottoni -a volte in sequenze omoritiche, altre in modo dialettico -tessono i contorni delle portanti linee melodiche dei brani. Sovente tale interazione si manifesta sotto l'incalzare di un'ambientazione spesso martellante e spudoratamente "rockeggiante" sezione ritmica (chitarra, basso, batteria e tastiere). In ciò si ravvede ancora la lezione di Evans: conciliare il modernismo jazzistico con i deliri improvvisativi di Jimi Hendrix.

In generale si osserva una serafica sovrapposizione di materiali, di timbri e di dinamiche espressive: l'elettronica e l'acustico; il suono artatamente "etnicizzato," "tribalizzato" e "sporco" nella voce del sassofono, che espone una melodia in un momento di "The Beyoncé Suite," e la pacata risposta a quella "ruvidezza" affidata agli altri strumenti ad ancia; la complessità ritmica di "Skull Island Sarabande" e il granitico andamento jazz-walz di "Go-Go, Giant Robo" in cui si alternano la lucente, scorrevole e impeccabile tromba decisamente jazz di Jim Sisko e la chitarra ampiamente rock di Andrew Boscardin.

La convivenza tra le varie istanze presenti nel disco non produce effetti contrastanti, anzi. Tutto risponde ad una precisa logica: la musica del Zubatto Syndicate, pur risultando inequivocabilmente elementare, possiede la dote di esporre in modo semplice quadri, fotogrammi sonori e immagini musicali che raffigurano un tipo di realtà che inghiotte in sé rock, funk, forme di iterazione di stampo pop, insieme a poco altro ancora, tutti dati manipolati con accuratezza in modo da farli sottostare ad un tipo di gestualità che nella prassi risponde fortemente all'idea di un modernismo jazzistico, genere quest'ultimo in grado di sintetizzare coerentemente in un'idea esteticamente e compiutamente riconoscibile la musica di questa orchestra di Seattle.

Track Listing

BBots; Master of Puppets; Gort's Big Day; Iggy (Igneous Carapace);Thyonean Butt Rock; The Zeyoncé Suite; Skull Island Sarabande; Go Go, Giant Robo

Personnel

Beth Fleenor: clarinetto; Chris Credit: clarinetto basso; Janet Putnam: oboe; Francine Peterson and Coltan Foster: fagotto; Steve Treseler: sassofono contralto; Tobi Stone: sassofono tenore; Jim DeJoie: sassofono baritono; Jim Sisko: tromba; David Marriot, Jr: trombone; Tim Kennedy: tastiere e sintetizzatore; Andrew Boscardin: chitarra elettrica; Tim Carey: basso elettrico; Eric Peters: batteria.

Album information

Title: Zubatto Syndicate 2 | Year Released: 2017 | Record Label: Boscology

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