All About Jazz

Home » Articoli » Live Reviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

0

William Parker, Hamid Drake e Pasquale Mirra, alla stazione Leopolda di Firenze

Neri Pollastri By

Sign in to view read count
William Parker e Hamid Drake Duo, ospite Pasquale Mirra
Fabbrica Europa
Stazione Leopolda
Firenze
14.05.2017

All'interno di un'edizione di Fabbrica Europa nella quale John Coltrane, nel cinquantenario della scomparsa, era centrale non solo per la musica (il programma si era aperto con un balletto costruito su A Love Supreme), anche il concerto dell'affiatato duo del contrabbassista William Parker e del batterista Hamid Drake -intitolato "A Love, Naked" -era incentrato su un omaggio al grande sassofonista africano americano. In realtà, quel che è andato in scena aveva un riferimento a Coltrane del tutto ideale, giacché la musica -suddivisa in tre scene tra loro molto diverse -è sembrata muoversi in altre direzioni.

La prima mezzora abbondante, un po' a sorpresa, ha visto Parker lasciare il contrabbasso disteso alle sue spalle e suonare, con rapidi cambi, una serie di strumenti diversi: prima la tromba, poi piccole percussioni, quindi flauti, flautini e zurna, con qualche breve passaggio vocale. Il tutto duettando con Drake che, impegnato su un tamburo a cornice, intonava con la voce degli evocativi canti rituali, in alcuni passi i medesimi usati da Jim Pepper come introduzioni dei suoi brani di derivazione nativo americana. Questa prima parte è stata in alcuni momenti suggestiva e toccante, ma è parsa un po' troppo lunga, anche perché Parker non è certo sembrato padroneggiare pienamente le possibilità espressive degli strumenti impiegati.

Lo scenario è cambiato del tutto quando Drake si è spostato alla batteria, subito seguito da Parker, che ha preso possesso del suo contrabbasso. Qui, per un'altra mezz'ora circa, i due hanno dialogato fittamente quasi senza soluzione di continuità, scambiandosi ripetutamente le celle ritmiche, anche se il ruolo di Parker è sembrato soprattutto monotematicamente propulsivo, mentre quello di Drake maggiormente libero di prodursi in scoppiettanti assoli. Pur nell'impressionante energia del contrabbassista (apparentemente indisturbato da un problema all'amplificazione del suo strumento, risolto dai tecnici dopo qualche minuto) e alla comunicativa del batterista, anche questa parte alla lunga è sembrata un po' ripetitiva.

La terza, ultima e forse più convincente parte dello spettacolo ha visto salire sul palcoscenico Pasquale Mirra, che con il suo vibrafono si è inserito nel dialogo tra i due, mutandone equilibri e colori. Dopo qualche comprensibile esitazione (i tre suonavano assieme per la prima volta), il concerto è decollato, con il contrabbasso di Parker a svolgere un ruolo di cardine attorno al quale ruotavano le evoluzioni percussive degli altri due protagonisti: potenti, profonde ed esplosive quelle di Drake, più fantasiose, scintillanti e dinamicamente mutevoli quelle di Mirra, che così si completavano a vicenda, con grande guadagno sull'economia complessiva dei suoni. Vantaggio del quale si è avvalso lo stesso Parker, apparso qui non meno potente, ma meno monocorde e più creativo nel suo dettare spunti all'uno o all'altro dei suoi compagni.

Complessivamente, uno spettacolo che ha un po' sorpreso, vuoi per la sua variata struttura tripartita, vuoi per la difficile lettura della medesima quale omaggio a Coltrane -se non forse, anche se un po' astrattamente, per la spiritualità latente nella prima sezione. Ma che non è stato carente di intensità e di momenti interessanti.

Foto: Caterina Di Biase

Tags

comments powered by Disqus

Related Articles

Read The Magpie Salute At The Grand Point North Festival 2018 Live Reviews
The Magpie Salute At The Grand Point North Festival 2018
by Doug Collette
Published: September 23, 2018
Read Chris Isaak at The Paramount in Huntington, NY Live Reviews
Chris Isaak at The Paramount in Huntington, NY
by Christine Connallon
Published: September 23, 2018
Read Detroit Jazz Festival 2018 Live Reviews
Detroit Jazz Festival 2018
by C. Andrew Hovan
Published: September 19, 2018
Read Beethoven, Barber and Vivaldi at The Jazz Corner Live Reviews
Beethoven, Barber and Vivaldi at The Jazz Corner
by Martin McFie
Published: September 18, 2018
Read Bryan Ferry at the Macedonian Philharmonic Hall, Macedonia 2018 Live Reviews
Bryan Ferry at the Macedonian Philharmonic Hall, Macedonia...
by Nenad Georgievski
Published: September 16, 2018
Read Live From Birmingham: Dinosaur, Meatraffle, Hollywood Vampires, Black Asteroids & Paul Lamb Live Reviews
Live From Birmingham: Dinosaur, Meatraffle, Hollywood...
by Martin Longley
Published: September 16, 2018
Read "Jazztopad 2017: Concerts In Living Rooms" Live Reviews Jazztopad 2017: Concerts In Living Rooms
by Martin Longley
Published: January 17, 2018
Read "Oslo Jazz Festival 2018" Live Reviews Oslo Jazz Festival 2018
by John Sharpe
Published: August 29, 2018
Read "Jazztopad Festival 2017" Live Reviews Jazztopad Festival 2017
by Henning Bolte
Published: December 13, 2017
Read "12 Points 2018" Live Reviews 12 Points 2018
by Ian Patterson
Published: September 14, 2018