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Tord Gustavsen, Simin Tander, Jarle Vespestad: What Was Said

Neri Pollastri By

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Continuità e radicale cambiamento in questo nuovo album di Tord Gustavsen: il pianista di Oslo è ancora in trio con il fido batterista Jarle Vespestad, ma con la cantante tedesca di origini afgane Simin Tander a sostituire il contrabbasso; al pianoforte affianca un inedito, moderato impiego di elettronica; ancora al lavoro su materiale di ispirazione sacra (gli inni e la musica da chiesa sono stati la sua prima formazione), stavolta però tratta non solo dalla tradizione del suo paese, bensì anche da quella araba e orientale, riferimento della cantante.

Delle tredici tracce, infatti, sei sono brani tradizionali norvegesi, cinque originali di Gustavsen (due dei quali solo strumentali), due infine fondono tradizione e materiale originale; i testi sono inni cultuali norvegesi in tutti i brani tradizionali, ma vengono sorprendentemente cantati nella loro traduzione in pashto, lingua iranica parlata in Afghanistan; il contrario avviene nei brani con musica di Gustavsen, i testi dei quali sono, con una sola eccezione, del duecentesco poeta persiano musulmano Jalal al-Din Rumi, stavolta però tradotto in inglese. Solo "I Refuse" ha testi di Kenneth Rexroth, poeta statunitense novecentesco, significativamente però ispirato dalla poesia giapponese.

Gli esiti di questo sofisticato intreccio di differenti tradizioni, linguaggi e sensibilità -tanto caro negli ultimi anni ad Eicher e alla ECM -sono sorprendentemente coerenti e originali. Ciò grazie anche all'eccellente interpretazione dei tre: la Tander sfrutta la sua poliedricità, esprimendosi in modo suggestivamente esotico nei brani cantati in pashto e in forme di pop sofisticato altrove, come si può ascoltare esemplarmente proprio in "I Refuse"; Gustavsen duetta con la cantante nelle parti vocali ma si apre spazi espressivi in solitudine che spesso operano in contrasto con le modalità della voce, come nella splendida suite "What Was Said to the Rose / O Sacred Head ," ove la seconda parte è una intensa e roboante rilettura per piano e batteria di una composizione del cinquecentesco compositore tedesco Leo Hassler; Vespestad, infine, mostra una sensibilità sorprendente, lavorando costantemente in piena interazione con i compagni e contribuendo a creare la singolare e caratteristica atmosfera dell'album.

Inoltre, a dispetto della particolarità della formazione, il trio è davvero paritetico, interagendo sempre in modo tangibilmente diretto e -in particolare nella traccia conclusiva, nella quale c'è anche un uso maggiore dell'elettronica -aprendosi a una buona dose di improvvisazione.

Disco quindi assai ben riuscito e godibile, sofisticato e pieno di invenzioni, che ha molto da offrire a un pubblico di ascoltatori di gusti anche molto diversificati, a condizione che lo si avvicini con la doverosa attenzione e senza pregiudizi.

Track Listing: Your Grief; I See You; Imagine the Fog Disappearing; A Castle in Heaven; Journey of Life; I Refuse; What Was Said to the Rose / O Sacred Head; The Way You Play My Heart; Rull; The Source of Now; Sweet Melting; Longing to Praise Thee; Sweet Melting Afterglow.

Personnel: Tord Gustavsen: piano, electronics, synth bass; Simin Tander: voice; Jarle Vespestad: drums.

Title: What was said | Year Released: 2016 | Record Label: ECM Records

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