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Uno sguardo alla chitarra nel jazz contemporaneo

Mario Calvitti By

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La chitarra è ormai da decenni uno degli strumenti più popolari e diffusi nel jazz; tanti sono stati, e sono tuttora, gli interpreti di questo strumento, protagonisti di un suo progressivo affrancamento dalle iniziali convenzioni per arrivare a renderlo sempre più libero e trasversale, al servizio di una maggiore e completa espressività del musicista che lo adotta.

Esaminiamo qui alcuni tra i più interessanti dischi in ambito chitarristico pubblicati negli ultimi mesi. In questo gruppo di lavori, che si distinguono nell'ambito della recente produzione jazzistica, notiamo un diffuso tentativo di uscire dagli schemi classici della tradizione della chitarra jazz, che ultimamente aveva prodotto molte opere che facevano fatica ad emergere da una aurea mediocrità piuttosto diffusa, con musicisti dotati tecnicamente ma poco personali, imprigionati in una serie di cliché boppistici di ordinaria routine.

Ora sembra esserci una tendenza comune a chitarristi di diverse generazioni (quelli compresi nella nostra rassegna sono nati tra gli anni Sessanta e Ottanta) a mettersi in gioco in prima persona, cercando una espressione più personale sullo strumento rifuggendo dalle convenzioni del genere. La formula del trio sembra essere quella più congeniale (nel gruppo considerato soltanto Lage e Belisle-Chi in solo e McCann in quintetto rappresentano le eccezioni) e il repertorio è quasi sempre costituito di brani originali. Vediamo in dettaglio le loro proposte.

Julian Lage
World's Fair
Modern Lore Records
Valutazione: * * * *

Julian Lage è uno dei più giovani musicisti di questa rassegna, ma ha già il curriculum di un veterano, avendo esordito giovanissimo come un bambino prodigio, ed è già una delle figure di riferimento nel panorama contemporaneo. Questo suo ultimo lavoro, prodotto da Matt Munisteri, è il primo realizzato completamente in solitudine, e rappresenta un omaggio alle sue radici musicali, profondamente ancorate nel territorio della canzone americana prima ancora che in quello della musica afroamericana.

C'è più folk che jazz nelle dodici composizioni originali dell'album che richiamano scampoli di passato, echi della tradizione rielaborati attraverso complessi arrangiamenti in contrasto con la semplicità e l'immediatezza delle melodie. La chitarra acustica di Lage, suonata con tecnica fingerstyle, dipinge bozzetti nostalgici con vivacità e naturalezza, come una piccola orchestra.

Il carattere intimista della musica rivela un nuovo aspetto della personalità dell'artista, il cui virtuosismo resta al servizio dell'espressività senza mettersi in mostra. Lage si conferma una figura di spicco nel mondo della chitarra; unico appunto che gli si puo' muovere, è quello di rimanere troppo legato al passato, limitando così le possibilità di innovazione che sarebbero nelle sue corde.

Gilad Hekselman
Homes
Jazz Village
Valutazione: * * * *

Gilad Hekselman è un chitarrista israeliano attivo a New York dal 2004. Homes è il suo quinto CD da leader alla guida di un trio completato dal bassista Joe Martin e dal batterista Marcus Gilmore, affiancato in un brano da Jeff Ballard che in un altro lo sostituisce. L'attenzione agli sviluppi melodici di temi e assoli e gli occasionali richiami latini rimandano a Pat Metheny, cui anche il timbro si avvicina molto, del resto citato direttamente dalla cover del suo "Last Train Home." Le altre composizioni non originali sono "Parisian Thoroughfare" di Bud Powell, "Samba em preludio" di Baden Powell e "Dove Song" di Matt Caspi.

Hekselman mostra una spiccata sensibilità nel suo approccio ai brani, preferendo una lettura misurata e poco appariscente a una più tecnica e muscolare. L'atmosfera soft e rilassata che ne risulta rivela una personalità matura, capace di attirare l'ascoltatore con una costruzione dei brani lenta ma coinvolgente. Un ottimo disco, e sicuramente un nome su cui puntare.

Paul Hemmings
The Blues and the Abstract Uke
Leading Tone records
Valutazione: * * *

Lo strumento utilizzato da Paul Hemmings è un ukulele, la chitarra di piccole dimensioni e a quattro corde resa popolare dalla musica hawaiiana, ma praticamente sconosciuta in ambito jazzistico. La scelta di dedicarvisi da parte di Hemmings, che da chitarrista aveva già inciso alcuni album, rappresenta sicuramente un modo di distinguersi. Questo è il secondo album realizzato con il suo attuale trio dedicato all'ukulele, che vede al suo fianco il bassista Gaku Takanashi e il batterista Rudy Royston.

Dedicato al blues (il titolo è un richiamo al classico album di Oliver Nelson Blues and the Abstract Truth), il CD si divide tra brani originali e classici che esplorano il blues nelle sue varie forme, dal country di "Folsom Prison Blues" di Johnny Cash al jazz di 'West Coast Blues" di Wes Montgomery, dal gospel di "Nobody Knows You When You're Down and Out" al soul di "Please Send Me Someone to Love" di Percy Mayfield. Il livello di espressività che Hemmings riesce a ricavare dallo strumento, intrinsecamente limitato rispetto a una chitarra normale, è sorprendentemente efficace, sia nell'accompagnamento swingante che negli assoli. In alcuni brani il trio è rinforzato da Greg Tardy al sax tenore e Curtis Fowlkes al trombone. Il disco è un divertissement brillante e intelligente, estremamente godibile nella sua rilettura della old time music, senza grosse pretese di innovazione.

John Schott
Actual Trio
Tzadik Records
Valutazione: * * * ½

John Schott è uno dei meno giovani di questo gruppo, con già oltre venti anni di carriera alle spalle. Ha pubblicato pochi CD a suo nome, ma vanta parecchie collaborazioni, come quelle nel giro di John Zorn e della sua Tzadik (che aveva pubblicato il primo lavoro da titolare del chitarrista), con Ben Goldberg, o a fianco di Charlie Hunter, Will Bernard e Scott Amendola nei T.J. Kirk, supergruppo di chitarristi dedicato all'interpretazione della musica di Thelonious Monk, James Brown e Roland Kirk.

Qui lo troviamo al primo lavoro discografico con il suo nuovo trio, completato da Dan Seamans al basso e John Hanes alla batteria, già attivo dal 2011. Il blues di "Actual Theme" dà la misura del suo approccio non convenzionale alla tradizione, usata come punto di partenza per le sue esplorazioni strumentali; un altro titolo significativo è "Hemophilia," dedicato a James Blood Ulmer, altro chitarrista che ha contribuito a ridefinire i canoni dello strumento.

I temi, tutti originali, sono diretti e immediati, ma mai banali o prevedibili. Il divertimento traspare in ogni nota, e l'affiatamento dei musicisti rafforza il piacere del suonare insieme in un contesto sicuramente non rivoluzionario, ma comunque alternativo al mainstream imperante. Un chitarrista probabilmente sottovalutato, da riscoprire al più presto.

Pete McCann
Range
Whirlwind Recordings
Valutazione: * * *

Alla stessa generazione di Schott appartiene anche Pete McCann, anche lui con 25 anni di carriera e cinque lavori da titolare al suo attivo. La sua è l'unica formazione diversa dal trio in questo gruppo di recensioni, per la precisione un quintetto con sax alto, piano e ritmica, giunto con questo Range al terzo CD. Anche in virtù di questo fatto, qui la matrice postboppistica dei temi è più evidente fin dall'iniziale "Kenny," anche se McCann fa di tutto per allontanarsene, compreso il ricorso a sonorità e ritmi prettamente rock come in "Mustard" o "Bridge Scandal," bilanciati dalla delicata ballad "To the Mountains" con reminiscenze friselliane.

Il disco presenta una grande varietà di stili e situazioni da non annoiare, incluso un brano ispirato al serialismo di Anton Webern con "Dyad Changes," anche se complessivamente rimane vicino a un ambiente mainstream. McCann si dimostra comunque versatile come chitarrista e compositore, e pertanto meritevole di una certa attenzione, pur forse mancando di una personalità di spicco, in grado di distinguersi.

Rotem Sivan Trio
A New Dance
Fresh Sound/New Talent Records
Valutazione: * * * ½

Con Hekselman, Rotem Sivan condivide l'origine israeliana e la giovane età anagrafica, oltre alla freschezza interpretativa e all'estrema pulizia timbrica. A New Dance è il suo terzo album, realizzato in trio come i precedenti, qui con il bassista Haggai Cohen Milo e il batterista Colin Stranahan.

Il suo approccio non convenzionale è evidente già dalla sua interpretazione dei tre standard inclusi nel CD, "Angel Eyes," il monkiano "In Walked Bud" e "I Fall in Love Too Easily," quest'ultimo con il notevole intervento del sassofonista Oded Tzur, che nelle sue mani si trasformano drasticamente in qualcosa di nuovo.

Anche le composizioni originali denotano personalità e originalità, mentre gli assoli mostrano padronanza della tecnica e eleganza nell'esecuzione. Un altro nome da seguire da vicino.

Michael Musillami Trio
Zephyr
Playscape Recordings
Valutazione: * * * *

Anche Michael Musillami appartiene alla generazione nata negli anni '60, con 25 anni di attività professionale, ma nonostante i 15 CD incisi da titolare non ha ancora ottenuto una la visibilità che merita sulla scena jazzistica internazionale. Chissà che le cose non cambino con la pubblicazione da parte della sua etichetta Playscape di questo ottimo Zephyr, che mette in mostra tutta la ricchezza del suo vocabolario strumentale e compositivo.

I brani, tutti realizzati in trio con la collaborazione del bassista Joe Fonda e del batterista George Schuller, sono caratterizzati da lunghezze abbastanza estese e sviluppi dinamici basati sull'interazione tra i musicisti senza uno schema fisso e prevedibile, in un dialogo costante tra gli strumenti svincolati dai ruoli tradizionali, e un interscambio al servizio della creazione continua, che trova la sua migliore espressione nel lungo brano che dà il titolo all'album.

Anche un pezzo dalla struttura in apparenza più convenzionale come "Environmental Studies" mantiene l'inventiva costante alla radice della sua musica, basata su un solismo brillante e coinvolgente. Decisamente un altro chitarrista da seguire con attenzione.

Gregg Belisle-Chi
Tenebrae
Songlines
Valutazione: * * * *

Finiamo la rassegna con quello che è sicuramente l'outsider tra i chitarristi fin qui esaminati. Gregg Belisle-Chi è probabilmente il più giovane del mucchio, e questo Tenebrae rappresenta il suo esordio da titolare con un lavoro in solitudine; ma quello che lo differenzia dagli altri è lo stile musicale, che lo allontana dal jazz per avvicinarlo più alla musica contemporanea e a un certo pop d'avanguardia.

Le sue composizioni sono paesaggi sonori dipinti con la chitarra attraverso un uso costante del riverbero che crea un sottofondo timbrico su cui si innestano gli arpeggi delle note. Appare evidente l'influenza di Bill Frisell e di Ben Monder, da lui esplicitamente citati come ispiratori, ma filtrati attraverso una sua personale visione.

La voce di Chelsea Crabtree, compagna del chitarrista nell'arte e nella vita, contribuisce efficacemente in tre brani alla creazione di queste visioni sonore eteree e evocative, talvolta dall'atmosfera un po' dark, ma sempre velate di intimismo e spiritualità.

Belisle-Chi è uno di quei musicisti a cui è difficile dare un'etichetta, e che proprio per questo risultano più interessanti e stimolanti. Siamo sicuri che sarà capace di sorprenderci ulteriormente con le sue prossime prove, che attendiamo ansiosamente.

Musicisti:

World's Fair: Julian Lage: chitarra acustica.

Homes: Gilad Hekselman: chitarre; Joe Martin: basso; Marcus Gilmore: batteria; jeff Ballard: batteria.

The Blues and the Abstract Uke: Paul Hemmings: ukulele; Gaku Takanashi: basso; Rudy Royston: Batteria; Greg Tardy: sax tenore; Curtis Fowlkes: trombone.

Actual Trio: John Schott: chitarra; Dan Seamans: basso; John Hanes: batteria.

Range Pete McCann: chitarra elettrica e acustica; John O'Gallagher: sax alto; Henry Hey: piano, Rhodes e organo; Matt Clohesy: basso acustico e elettrico; Mark Ferber: batteria.

A New Dance Rotem Sivan: chitarra; Haggai Cohen-Mild: basso; Colin Stranahan: batteria.

Zephyr Michael Musillami: chitarra; Joe Fonda: basso; George Schuller: batteria, campane.

Tenebrae Gregg Belisle-Chi: chitarra elettrica; Chelsea Crabtree: voce.

Elenco dei brani:

World's Fair 40's; Peru; Japan; Ryland; Double Stops; Gardens; Century; Where or When; Missouri; Red Prairie Dawn; Day and Age; Lullaby

Homes Homes; Verona; Keedee; Home E-Minor; Space; Cosmic Patience; Eyes to See; Parisian Thoroughfare; Samba em preludio; Last Train Home; Dove Song; Place Like No Home.

The Blues and the Abstract Uke Nobody Knows You When You're Down and Out; Folsom Prison Blues; The Boogaloo Sensei of East 78th Street; West Coast Blues; Careful; Goodbye Lentil; Hello Bean; Sittin' on Top of the World; Study Hall; Please Send Me Someone to Love.

Actual Trio ERIA; Actual Theme; Egyptians; By Night's End; Frequently Asked Question; Hemophilia; Hold On Sheldon; Three Three Three.

Range Kenny; Seventh Jaar; Realm; To the Mountains; Mustard; Dyad Changes; Numinous; Bridge Scandal; Rumble; Mine Is Yours.

A New Dance A New Dance; Sun & Stars; Angel Eyes; One for Aba; Yam; I Wish You Were Here; In Walked Bud; Almond Tree; Fingerprints; I Fall in Love Too Easily.

Zephyr Loops: Pacific School; Francesca's Flowers; Zephyr Cove -Bass Entrance; Zephyr Cove; Environmental Studies; Remembering Dawn.

Tenebrae Resurgam; Tragedian; Speech; Victim (Reprise); Fear and Trembling; Victim; Sabbatha X (1998).
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