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Umbria Jazz Winter 2014

Libero Farnè By

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Ma, com'era prevedibile, la punta di diamante dal punto di vista jazzistico di Umbria Jazz Winter 22 è risultata la produzione esclusiva che, per celebrare i cinquant'anni dall'uscita di A Love Supreme, gli organizzatori hanno portato sul palco per cinque volte in orari e luoghi diversi (il Teatro Mancinelli e la sala dei Quattrocento a Palazzo del Popolo). Tenendo conto che del capolavoro coltraniano ci fu anche una versione per due tenori (lo stesso Trane affiancato da Archie Shepp), sono stati coinvolti Joe Lovano e Chris Potter perché si misurassero con questo impegnativo pezzo di storia.
Nell'impossibilità di replicare l'inarrivabile misticismo dell'autore, l'incontro si è più opportunamente orientato a dare corpo a una classica e infuocata "tenor battle": rispettando i movimenti della suite e recuperando anche altri brani di Coltrane, si è potuto via via rodare l'affiatamento del gruppo e calibrare il confronto fra i due sassofonisti, dando quindi loro l'opportunità di esprimersi al meglio. Potter si è distinto per l'imprevedibile, infervorata mobilità del fraseggio, inanellando lunghe e movimentate sequenze, ma è parso un po' uniforme e impersonale nella sonorità. Al contrario Lovano ha espresso una maggiore varietà e consistenza del sound, modellandolo sulle evoluzioni del fraseggio e costruendo così un eloquio più coinvolgente e narrativo.
I due tenoristi erano degnamente sostenuti da un trio formato da Lawrence Fields al piano, Cecil McBee al contrabbasso e Jonathan Blake alla batteria; il loro contributo si è dimostrato coerente e all'altezza della situazione, con sortite solistiche di valore, soprattutto da parte del veterano McBee e del giovane Blake.

Foto di Roberto Cifarelli.

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