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Umbria Jazz 2017

Libero Farnè By

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Ma in fondo non si potrebbe parlare di incontro interculturale anche nel caso in cui dei musicisti italiani si misurano con il tango o con la musica brasiliana? Nel venticinquesimo anniversario della morte di Piazzolla, Daniele di Bonaventura, alla testa dell'Orchestra da camera di Perugia, ha dato una sua personale sintesi della storia del tango, esaltandone la dimensione colta e cameristica. Se i suoi arrangiamenti per il complesso d'archi hanno raggiunto risultati evocativi e sofisticati, la sua mirata parsimonia nell'uso del bandoneon ha curato le sfumature armoniche e dinamiche con esiti suggestivi.
Altrettanto soggettivo e motivato, altrettanto inteso come approdo classicheggiante, è risultato il distillato di musica brasiliana da parte del consolidato sodalizio fra Gabriele Mirabassi, perugino DOC, e Roberto Taufic, brasiliano residente in Italia da molti anni (ma i genitori erano originari di Betlemme). Sul procedere costantemente compassato, morbido e affascinante del chitarrista si è inserito l'eloquio più variato del clarinettista, ora veloce e acuminato ora di suadente melodismo. Il loro virtuosismo, mai gratuito ma sempre finalizzato a un messaggio essenziale, ha portato la filtrata memoria di una cultura in una dimensione visionaria e sublime.

Questo il resoconto di alcuni degli appuntamenti più significativi del festival, ma Umbria Jazz non si limita alla programmazione concertistica. Non sono mancate infatti altre iniziative collaterali: presentazioni di libri e CD, i seminari della Berklee Summer School per i giovani talenti... Al di là del valore dei singoli scatti, due ampie mostre fotografiche (al Museo della Penna e alla Galleria Nazionale dell'Umbria) di autori italiani e stranieri hanno messo in evidenza soprattutto l'autoreferenzialità della foto jazz. Imperdibile poi il film "I Called Him Morgan" del regista svedese Kasper Collin, un documentario il cui innovativo montaggio narra la carriera e la tragica fine di Lee Morgan, partendo da un'intervista esclusiva alla moglie Helen che la notte del 19 febbraio 1972 freddò il trombettista allo Slug's Saloon di New York.

Foto: Roberto Cifarelli
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