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Howard Riley: Two Is One

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Negli ultimi anni viene fuori sempre più l'importanza che Thelonious Monk ha avuto sui musicisti dell'avanguardia. Quello che era un legame prevalentemente di tipo intellettuale alla fine si è esplicitato in incisioni da appassionato completista: vedi il triplo cofanetto del quintetto di Alexander von Schlippenbach con l'esecuzione di tutte le sue composizioni. Un legame sottile e che pervade i suoni dell'avanguardia in modo latente fino a che non viene fuori in modo prepotente, rivisitato, certo, ma quasi a ribadire il ruolo di Monk come importante antenato. È così che anche l'inglese Howard Riley, uno degli iniziatori della scena improv in Inghilterra non fa mistero su questo disco di dove siano le sue radici, di quale sia il suo sentire quando si tratta di andare a riscoprire chi è il suo pianista preferito.

Una confessione, quella nelle note di copertina, che riconcilia il mondo dell'avanguardia con chi inquadra Monk da un angolo all'interno della strada maestra e che delizia gli ascoltatori più interessati a suoni contaminati dalla curiosità e dall'ispirazione estemporanea. Sì, perchè Two In One è completamente improvvisato, su due linee di pianoforte registrate successivamente: prima quella che si sente sul canale sinistro e poi quella suonata poco dopo reagendo all'ascolto in cuffia, riprendendo una tecnica, quella della sovraincisione, che gli mancava in repertorio da ben venticinque anni (perfettamente resa su disco grazie all'opera del tecnico del suono Steve Lowe).

Un dialogo con sè stesso caloroso, da cui spunta in mezzo all'incisione "Osoiretsim", derivato dal noto "Misterioso" (come il 'titolo alla rovescia' fa presagire) di Monk, suonato con precisione, asciutto nonostante le due linee di pianoforte, alla ricerca di un sedimento che aspettava da tempo di essere rimesso in superficie. La memoria lo invita a rivisitare tanto dal suo passato, quasi una sorta di scrittura meccanica di stampo surrealista che stavolta non è un banale esperimento. Si lascia andare ipnotizzato dai ricordi trovando una via che lo mette in contatto con note dimenticate che si inanellano in modo logico e necessario, va per coordinate che hanno un ritmo interiore ed una precisa mano sinistra, travolto da una corrente da cui non poteva non affiorare l'avanguardia dei suoi inizi (documentati ancora su Emanem, quelli con iconoclasti del calibro di Barry Guy e Tony Wren): su "With Strings" (ri)trova l'interno del pianoforte per tirar fuori gli amati suoni eterodossi, l'approccio totale al pianoforte, questo come sorgente di suono globale, al di là della consueta tastiera.

Un album libero dalle consuete e note formule.

Track Listing: 01. 1. Two Is One - 5:20 2. Closely - 7:30 3. Empathy - 4:36 4. Second Thoughts - 5:09 5. Doubling - 5:20 6. Osoiretsim - 6:41 7. Hear and Now - 7:06 8. With Strings - 7:18 9. Unique - 7:05 10. After the Storm - 5:35 Tutte i brani sono di Howard Riley

Personnel: Howard Riley (piano)

Title: Two Is One | Year Released: 2007 | Record Label: Emanem

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