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Jamie Saft: Trouble: The Jamie Saft Trio Plays Bob Dylan

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Jamie Saft: Trouble: The Jamie Saft Trio Plays Bob Dylan
È dedicato alla musica di Bob Dylan questo nuovo lavoro in trio di Jamie Saft, pianista, tastierista, musicista tra i più inquieti e interessanti della "tribù" zorniana.

Che la figura di Dylan - universalmente riconosciuta per lo straordinario valore poetico - sia un punto di riferimento importante per molti musicisti della scena jazz e improvvisata non è fattore che stupisce, dal momento che il suo vasto repertorio [e il ruolo di esso nell'immaginario musicale degli ultimi quarant'anni] è in grado di stimolare l'interesse anche dal punto di vista solo strettamente musicale, facendo riferimento a una tradizione americana e a radici cui, con altri percorsi, anche il jazz ha attinto.

Qualche anno fa è stato Michael Moore con il suo progetto "Jewels and Binoculars" a rileggere le canzoni di Dylan e ora Saft - con Greg Cohen al contrabbasso e Ben Perowsky alla batteria - rinnova questo approccio, inserendolo nell'humus musicale della "radical jewish culture" Tzadik.

Otto sono le composizioni di Dylan scelte da Saft, quasi tutte provenienti dagli angoli meno noti del repertorio di Mr. Zimmerman, in particolare dai dischi degli anni Settanta. Questa scelta, se da un lato "libera" il materiale sonoro dall'inevitabile "relazione pericolosa" con la sua forma originale, dall'altro si espone al rischio di presentarsi a un ipotetico ascoltatore che non legga il booklet o i titoli come una normale scelta di brani senza particolare identità.

L'approccio del trio - come già era avvenuto in occasione delle riletture dei brani di John Zorn - è infatti asciutto e diretto: su strutture semplici, blues, il pianismo di Saft [che si ascolta anche all'organo hammond] è essenziale, calibrato sul peso di un'efficacia mai invadente, perfettamente assecondato da una sezione ritmica collaudata e molto sensibile come quella composta da Cohen e Perowsky.

Ecco quindi che brani come la conosciuta "Dignity" o l'iniziale "What Was It You Wanted" [tratta da Oh, Mercy] sono forme collaudate tra jazz e r&b, straordinariamente bilanciate grazie al continuo dialogo tra le linee di Saft e le masse cangianti di contrabbasso e batteria.

Ma a essere scelte sono anche una dolcissima "Dirge" [da Planet Waves] affidata alle linee scure di Greg Cohen o la leggerezza profumata di "God Knows" [dal più recente Under a Red Sky].

In due occasioni l'aspetto vocale viene sottolineato: in una bella lettura della classica "Ballad of a Thin Man" affidata al timbro malizioso e ironico di Mike Patton e nella meno conosciuta "Living the Blues” [da Self Portrait], in cui la linea melodica - particolarmente somigliante a "Blue Monk" - trova nelle nuances oblique di Antony delle inconsuete aperture. La chiusura del disco è affidata a una "Disease Of Conceit" che diventa polvere gospel che si deposita lentamente su tutti i sensi.

Un'analisi obbiettiva e completa su questo progetto si presenta non facile: chi conosce Saft [e Dylan] e ha il modo di inquadrare questo lavoro nel più ampio disegno di cui fa parte, ne apprezzerà certamente le numerose qualità, che vanno dalla grande sensibilità esecutiva alle tante tracce sotterranee disegnate per cucire i fili dylaniani della trama. Chi abbia avuto infatti il piacere di seguire il trio nella recente tournée italiana, nella quale i brani di Dylan sono stati sapientemente alternati a quelli di Zorn, ha avuto sicuramente chiaro questo nesso.

D'altra parte, come dicevamo prima, l'ascolto "svincolato" svela un disco piacevolissimo, ma non troppo incisivo, qualche maligno potrebbe definirli "un pugno di bei blues suonati con gusto e parsimonia".

Ma, come si sa, la musica richiede a volte quel passo in più, quello scarto, quella tensione tra ascoltatore e artista, che ci consenta di sintonizzarsi sulle coordinate di Saft [le sue brevi note accluse al disco sono tutt'altro che banali] e di collocare Trouble nella reinvenzione di un immaginario quotidiano, arte in cui Bob Dylan era - e ancora è - un vero maestro.

Track Listing

01. What Was it You Wanted - 7:45; 02. Ballad of a Thin Man - 8:02; 03. Dignity - 5:35; 04. God Knows - 6:15; 05. Trouble - 6:33; 06. Dirge - 6:23; 07. Living The Blues - 5:15; 08. Disease of Conceit - 5:30.

Personnel

Jamie Saft (pianoforte, organo hammond); Greg Cohen (contrabbasso); Ben Perowsky (batteria); Mike Patton, Antony (voce).

Album information

Title: Trouble: The Jamie Saft Trio Plays Bob Dylan | Year Released: 2007

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