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John Coltrane: Trane 90

Stefano Merighi By

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Coltrane l'apprendista, il collaboratore di talento, il leader, il visionario. È davvero possibile suddividere la carriera di John Coltrane attraverso questi ruoli ben distinti? O piuttosto la sapienza coltraniana si affina contando tuttavia già su una forza di partenza tutta particolare, e straordinaria?

A parte le incisioni dei primi anni Cinquanta, infatti, sembra che la maturità di Coltrane sia già compiuta dalle prime importanti sessioni con Miles Davis; che il sassofonista sia cioè già toccato dalla grazia creativa quando ancora lo si riteneva un comprimario.

Ascoltando questa antologia compilata in occasione del novantesimo anniversario dalla nascita si ha infatti l'impressione che ogni suo impegno, ogni suo intervento sia ben ponderato, lontano cioè dalla casualità della jam, già spinto insomma verso le vette inarrivabili degli anni Sessanta. Che sia infatti accanto a Miles, oppure a Tadd Dameron, a Art Blakey oppure a Thelonious Monk o a Milt Jackson, l'eloquio coltraniano si staglia come unico e peculiare, ben distinto da quello dei tenoristi suoi coetanei, anche da quel Rollins con cui duetta in "Tenor Madness."

I quattro CDd qui raccolti sono ovviamente molto belli, ma poco aggiungono a ciò che già si conosceva, fungendo da viatico soltanto per chi di Coltrane è digiuno.

Il primo è tutto o quasi dedicato alla partnership con Davis (c'è una "Monk's Mood" con il trio di Monk), dal '55 al '60; stupisce che non sia stata selezionata quella "'Round Midnight" che contiene un intervento favoloso di Trane. Il secondo, con incisioni dal '57 al '61, contiene pezzi del Coltrane leader; il terzo raccoglie alcune collaborazioni speciali, dove si rivisitano con piacere i gioielli di "Manhattan" di George Russell e di "Just Friends," contenuta nell'unico disco in cui Coltrane si misura con Cecil Taylor, dove ancora si percepisce la forzatura di quell'incontro, non ancora maturo forse, oppure semplicemente improbabile. Il quarto CD è quello più interessante, ma anche il più scarso come fedeltà sonora. Contiene brani infatti da registrazioni radiofoniche, pubblicate in seguito da etichette minori, dove troviamo però Coltrane nel settetto di Dizzy Gillespie e nell'orchestra di Johnny Hodges, rispettivamente nel '51 e nel '54. Non grandi cose, ma curiose. E poi, c'è una "My Favourite Things" eseguita a Newport nel 1961, davvero sontuosa.

Il libretto contiene un eccellente saggio di Simon Spillett, che pone diverse questioni interessanti, lontane dall'agiografia, attente invece a rendere conto di diverse interpretazioni, anche critiche, dell'opera di Coltrane, e a contestualizzarle con cura, senza evitare di prendere posizione. Ottimo lavoro.

Track Listing:

CD 1:

Stablemates (Miles Davis Quintet); Trane? Blues (Miles Davis Quintet); Dear Old Stockholm (Miles Davis Quintet); Well, You Needn? (Miles Davis Quintet); Monk? Mood (Thelonious Monk Trio); Trinkle Tinkle (Thelonious Monk); Straight, No Chaser (Miles Davis Sextet): So What (Miles Davis Sextet); On Green Dolphin Street (Miles Davis Quintet).

CD 2:

Straight Street; Moment’s Notice; Good Bait; Giant Steps; Naima; Blues to Bechet; Africa; Chasin’ the Trane.

CD 3:

Tenor Madness (Sonny Rollins); Bob’s Boys (Prestige All-Stars); Soultrane (Tadd Dameron Quartet); Two Bass Hit (Red Garland Quintet); Pristine (Art Blakey Quintet); West 42nd Street (Wilbur Harden Quintet); Manhattan (George Russell & His Orchestra); Just Friends (Cecil Taylor Quintet); Bags & Trane (Milt Jackson & John Coltrane); Grand Central (Cannonball Adderley Quintet).

CD 4:

Birk’s Works (Dizzy Gillespie Septet); Don’t Blame Me (Johnny Hodes & His Orchestra); Max is Making Wax (Miles Davis Quintet); Tune Up (Miles Davis Quintet); Bye Bye Blackbird (Miles Davis Quintet);; My Favourite Things; Impressions; Body and Soul.

Personnel: John Coltrane, saxophones

Title: Trane 90 | Year Released: 2016 | Record Label: Acrobat Music

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