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Oliver Lake, William Parker: To Roy

Stefano Merighi By

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Non mi risulta che Oliver Lake e William Parker abbiano mai collaborato prima di questo ottimo To Roy, almeno in studio. Dal vivo avevano comunemente affiancato la compositrice e suonatrice di zither coreana Jin Hi Kim. E probabilmente si saranno incontrati più volte nei club newyorkesi in tutti questi anni. Ma poco importa. Il loro magistero si illumina naturalmente a vicenda, lasciando scorrere più l'intuito dell'immediatezza che la riflessione soppesata.

Sembra spesso che i due si siano dati il tema della perdita come atmosfera su cui improvvisare, e che di conseguenza il tono generale sia quello della malinconia, rinvigorito da sussulti di vitalità rabbiosa, ma presto ricondotto su registri controllati, di saggia maturità. Lake e Parker ripensano a Roy Campbell, a quella ritrosia garbata che rafforzava ancor più la sua bravura, la sua apertura stilistica, la sua competenza. E in questo ricordo si intreccia l'omaggio per il fotografo Jacques Bisceglia, scomparso due anni fa, oltre che la dedica di Parker a Victor Jara, l'artista cileno assassinato dai golpisti di Pinochet nel 1973.

Oliver Lake conferma qui il suo eloquio anomalo al sax contralto, che incorpora un sicuro senso del blues ma che al contempo lo situa in un ambiente aleatorio, memore di quel linguaggio inaudito elaborato decenni fa all'interno del Black Artists Group. Un fraseggiare ellittico che sinesteticamente traduce una nota in graffio quasi fisico e che fa scivolare il soffio nello strumento come un dripping pittorico. William Parker è contrabbassista solido come una quercia, anch'egli radicato nella lezione dei maestri neri, attento più al peso specifico del suono che all'esattezza virtuosa. E questo ricade nell'elaborazione dei brani, che tutti inseguono una forma, con temi e variazioni, ma che presto la rifuggono, sospinti dall'amore per la digressione e la scintilla improvvisa. Così "Check" e "Is It Alright?," angolari, eruttive, gestuali, fofrtemente "incompiute."

"Bisceglia" ci conduce invece su solennità quasi da requiem, a sancire come già detto la concentrazione sulla perdita, seguita da una abrasiva "Flight Plan" dove Parker sfodera la sua intensità con l'archetto, prima di ritornare alla ballad intima del ritratto di "Victor Jara." Il brano che titola il CD è posto in conclusione, un veloce e astratto call and response, in memoria di Roy Campbell.

Track Listing:

Personnel: Oliver Lake: saxophone; William Parker: bass

Title: To Roy | Year Released: 2015 | Record Label: Intakt Records

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