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The Yellow Shark di Frank Zappa al Romaeuropa Festival

Mario Calvitti By

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The Yellow Shark di Frank Zappa
Romaeuropa Festival
Parco della Musica
Roma
10.10.2018

The Yellow Shark è l'ultima opera orchestrale realizzata da Frank Zappa nel corso della sua vita, e rappresenta la summa (e probabilmente anche l'apice) della sua attività di compositore e musicista "serio," come ha sempre voluto essere considerato.

La prima esecuzione mondiale avvenne nel Settembre 1992 al Festival di Francoforte, che aveva commissionato il lavoro. Zappa era uno dei quattro compositori cui era dedicato il programma di quella edizione (gli altri tre erano John Cage, Karlheinz Stockhausen e Alexander Knaifel), e l'anno precedente era stato contattato dall'Ensemble Modern che avrebbe dovuto eseguire le sue composizioni. Nel corso di alcune settimane di duro lavoro del gruppo nella casa-studio del musicista, che all'epoca era già gravemente malato, il programma musicale venne messo a punto selezionando e riarrangiando diverse composizioni che coprivano tutto l'arco della carriera del musicista, dai temi più volte già registrati ed eseguiti in varie forme come ”Uncle Meat”, ”Dog Breath” e ”Pound for a Brown on the Bus” alle composizioni più recenti realizzate per il Synclavier, un complesso e sofisticato Computer dedicato alla sintesi musicale.

Zappa fu molto impressionato dalla professionalità e dedizione mostrate da tutti i membri dell'Ensemble Modern, capaci di affrontare e padroneggiare—avendo abbastanza tempo a disposizione—anche le partiture più complesse, quelle che il compositore aveva affidato al computer in quanto convinto che nessun essere umano avrebbe saputo interpretarle esattamente come lui avrebbe voluto.

L'accoglienza riservatagli ai concerti realizzati per la presentazione dell'opera (dopo i concerti di Francoforte altre repliche furono tenute anche a Berlino e Vienna) rappresentò sicuramente per Zappa una eccezionale gratificazione: finalmente la sua musica veniva presa sul serio anche negli ambienti accademici, eseguita da musicisti preparatissimi e davanti a un pubblico scelto. La sua soddisfazione è palese nel filmato realizzato durante la prima a Francoforte e trasmesso da una TV a pagamento, quando al termine del concerto e di una lunghissima ovazione si ritira dietro le quinte del teatro, consapevole di aver finalmente realizzato il suo più grande sogno di musicista. Il disco registrato in occasione dei concerti fu pubblicato l'anno successivo, e fu l'ultimo che Zappa fece in tempo a vedere prima di scomparire prematuramente appena un mese dopo.

Da allora, il nome di Frank Zappa figura con sempre maggior frequenza nei programmi delle maggiori istituzioni concertistiche del mondo occidentale, finalmente riconosciuto come uno dei più grandi geni della musica del XX Secolo, ma finora in Italia questo suo ultimo lavoro non aveva ancora trovato spazio per una rappresentazione più o meno completa. Curiosamente, a 26 anni dalla prima esecuzione assoluta sono ben due le formazioni orchestrali che nel giro di pochi giorni hanno colmato la lacuna, permettendo anche al pubblico italiano di assistere a una sua rappresentazione.

Per prima ci ha pensato il Parco della Musica Contemporary Ensemble (PMCE), che il 28 Settembre ha eseguito in prima nazionale l'opera integrale alla Biennale di Venezia, con la direzione di Tonino Battista e la voce di David Moss (già coinvolto in passato come interprete in altri progetti riguardanti la musica di Zappa). Pochi giorni dopo, è toccato all'Ensemble Giorgio Bernasconi dell'Accademia Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Peter Rundel (già membro dell'Ensemble Modern, cui Zappa aveva affidato la direzione dell'opera per i concerti originari) eseguire The Yellow Shark a Milano (due serate), poi a Roma per il Romaeuropa Festival, e infine a Reggio Emilia. In realtà, la prima esecuzione italiana assoluta da parte dell'Ensemble Bernasconi era avvenuta il 24 Luglio scorso al Festival di Stresa, ma in quell'occasione il direttore era stato Kristjan Järvi.

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