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Maria Schneider Orchestra: The Thompson Fields

Angelo Leonardi By

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Scomparso Butch Morris, Maria Schneider è da considerare il massimo compositore-orchestratore del jazz contemporaneo.
Ogni suo nuovo disco è un evento e The Thompson Fields lo è in misura maggiore per la lunga gestazione che l'ha caratterizzato. A sette anni di distanza dal celebrato Sky Blue (Artist Share, 2007) Maria presenta nuove composizioni in un percorso coerente che ha il sapore della suite e si ispira alla sua terra d'origine, il Minnesota rurale. Più recentemente la Schneider ha pubblicato Winter Morning Walks, un disco dalla forti connotazioni classiche (dove ha diretto la soprano Dawn Upshaw e due orchestre da camera) ma ora è tornata "a casa" e questo capolavoro di jazz orchestrale ne conferma l'originale filiazione dall'arte di Gil Evans, George Russell e Bob Brookmeyer.

Il disco si snoda in otto temi di media lunghezza che privilegiano climi nostalgici ed evocativi: l'intimismo di fondo viene esaltato da orchestrazioni che si dispiegano nello spazio con ambizione descrittiva, ma trovano modo, nella relazione coi solisti, d'introdurre forti tensioni ed eccitanti sorprese. Da tempo Maria Schneider ha raggiunto una magistrale abilità nello sviluppare avvincenti dinamiche orchestrali e tessiture timbriche iridescenti, padroneggiando l'impressionismo evansiano che la caratterizzava agli esordi. In questo disco la vediamo privilegiare le dinamiche gravi, con l'uso dei tromboni, del trombone basso e del sax baritono.

Nella sua orchestra di 18 elementi, comprendente alcuni dei migliori musicisti di New York. Troviamo partner di lunga data in piena evidenza. Il clarinetto contralto è raramente usato come solista ma Scott Robinson ne esalta tutto il calore in "Walking by Flashlight," il lirico brano d'apertura dedicato al poeta Ted Kooser. Il trombone di Marshall Gilkes e il flicorno di Greg Gisbert danno spessore alla maestosa bellezza di "The Monarch and the Milkweed" mentre Donny McCaslin al tenore e Scott Robinson al baritono sono i solisti ideali in rapporto alle variopinte dinamiche di "Arbiters of Evolution," uno dei brani più appassionanti dell'opera. Dopo un paio di nostalgiche composizioni dai sontuosi arrangiamenti, "Nimbus" si snoda per 9 minuti e trenta sulla relazione tra il sax contralto di Steve Wilson e l'orchestra, ispirato alle frequenti tempeste che colpiscono il Midwest. Un brano dalla tensione palpabile per il veemente intervento di Wilson in rapporto agli impressionanti impasti del collettivo.

Il disco si conclude con "A Potter's Song," un delicato tributo alla memoria di Laurie Frink, ventennale partner della Schneider, e col variopinto "Lembrança" ispirato alla musica brasiliana: ad una prima parte esuberante con Ryan Keberle solista al trombone segue un quadro disteso, con il lirico intervento del bassista Jay Anderson e il contributo di Gary Versace alla fisarmonica, magistrale in tutto il disco.
Un'opera memorabile e di rara bellezza. Da assaporare senza fretta in tutte le sue sfumature.

Track Listing: Walking By Flashlight; The Monarch And The Milkweed; Arbiters Of Evolution; The Thompson Fields; Home; Nimbus; A Potter's Song; Lembranca.

Personnel: Steve Wilson: alto saxophone, soprano saxophone, clarinet, flute, alto flute; Dave Pietro: alto saxophone, soprano saxophone, clarinet, flute, alto flute, bass flute, piccolo; Rich Perry: tenor saxophone; Donny McCaslin: tenor saxophone, clarinet, flute; Scott Robinson: baritone saxophone, bass clarinet, alto clarinet, clarinet; Tony Kadleck: trumpet, fluegelhorn; Greg Gisbert: trumpet, fluegelhorn; Augie Haas: trumpet, fluegelhorn; Mike Rodriguez: trumpet, fluegelhorn; Keith O'Quinn,: trombone; Ryan Keberle: trombone; Marshall Gilkes: trombone; George Flynn: bass trombone; Gary Versace: accordion; Lage Lund: guitar; Frank Kimbrough: piano; Rogerio Boccato: percussion (8); Clarence Penn: drums; Jay Anderson: bass.

Title: The Thompson Fields | Year Released: 2015 | Record Label: ArtistShare


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