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Ben Allison: The Stars Look Very Different Today

Vic Albani By

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Ben Allison: The Stars Look Very Different Today Ibrido e crossover da sempre, il contrabbassista statunitense Ben Allison è uno di quei musicisti che—altrettanto da sempre—è caratterizzato dall'iper-classica etichetta "o lo ami o lo odi." Sinceramente, almeno io, non riesco a comprendere perché. Credo invece che, disco dopo disco, Ben sia riuscito a costruirsi un personalissimo stile compositivo e—quel che più importa—un altrettanto personalissimo "posto al sole" in quella sorta di terra di nessuno che sta esattamente a metà strada fra il mainstream moderno e la scena underground.

Allison rischia: è audace dove altri non osano, fascinoso dove altri non riescono a brillare più di tanto, esploratore ove altri invece tentennano. Errore relegarlo in quel posto dove si pongono "quelli che non si sa dove mettere." Per di più è un prolifico e capace di volgere il proprio sguardo e l'attenzione in campi assai diversi del mondo musicale contemporaneo. Per questo nuovo lavoro, direttamente ispirato dall'amatissimo mondo delle colonne sonore per film di fantascienza e con un titolo pescato a piene mani dal testo della celebrata Space Oddity di David Bowie, compone, esegue, produce e lavora solitario al mixaggio. Efficaci vignette che sembrano effettivamente tratte da un libro di storie a fumetti, efficacemente equilibrato entro i canoni di un'intelligente scelta dinamica ove tutti gli importanti coprotagonisti (Steve Cardenas e Brandon Seabrook alle chitarre e la "rising star" Allison Miller alla batteria) fanno la figura dei leoni.

Gli otto brani sono tutti accattivanti e trascinano l'ascolto nelle praterie della fantasia emulando sonorità vicine allo storico pop di marca, quello cioè che aveva un sapore di arte e non di plastica. E, infatti, di "musical performance art" parla ad esempio il recensore dell'Huffington Post a proposito di questo lavoro.

Comunque possa sembrare, ad Allison va riconosciuto ancora una volta il suo lato artistico più interessante: sapere "sperimentare." E, con un tema come quello del cinema a disposizione, la cosa, per molti, può ovviamente rappresentare una sorta d'invito a nozze.

In molte recentissime interviste, parlando dei momenti di composizione dei brani, Allison racconta di avere specificamente pensato a particolari scene di molti momenti della storia del cinema moderno e parla di "biologia, chimica, fisica, neurologia, evoluzione, tecnologia, spazio, geologia e di tanto altro in relazione con la scienza."

Insomma, credo abbiate compreso: prendete un bravo e attento musicista moderno che ha un'educazione musicale seria, che ha attraversato anche da coprotagonista molte avventure del jazz urbano americano dell'ultimo difficile ventennio a cavallo di due secoli, che conosce lo stile e le forme, che ama aspetti musicali esterni al proprio jazz che molte volte gli va stretto, che si guarda intorno, ama l'avanguardia, la ricerca del suono e che riesce infine a declinare, forse anche con troppo ordine, tutto questo. Per certi versi paradigmatico.

Per questo, se siete uno di quegli ascoltatori "moderni e curiosi" che cercano attinenze e vicinanze tra jazz, pop, country, folk, lirismo e rock preferendo un'armonica "facile" via all'ascolto, The Stars Look Very Different Today può rappresentare un efficace drone musicale in grado di farvi volare sui territori energetici di una sorta d'inaspettato nuovo e multimediale mondo sonoro. Fate però alla fine attenzione a non cadere nella melassa.

Track Listing: D.A.V.E.; Dr. Zaius; The Ballad of Joe Buck; Neutron Star; No Other Side; Kick It Man; Swiss Cheese D; Improvisus.

Personnel: Ben Allison: contrabbasso; Steve Cardenas: chitarre; Brandon Seabrook: chitarra, banjo; Allison Miller: batteria.

Year Released: 2013 | Record Label: Sonic Camera Records | Style: Modern Jazz


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