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Jeanne Lee, Ran Blake: The Newest Sound You Never Heard

Alberto Bazzurro By

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Jeanne Lee e Ran Blake si conoscono a cavallo fra anni Cinquanta e Sessanta ai corsi del Bard College di New York, affacciato sul fiume Hudson. Si producono per la prima volta in duo in occasione di un concorso all'Apollo Theater, che vincono, cosicché, sul finire del 1961, incidono un primo album, The Newest Sound Around, destinato ad avere più eco in Europa che non in patria, dove passa quasi inosservato.

È così che nel 1963 pianista e cantante, all'epoca poco più che ventenne e principale esponente della nuova vocalità nera insieme con Abbey Lincoln (peraltro più anziana di diversi anni, e per certi versi sua fonte ispirativa), partono alla volta del Vecchio Continente, dove in particolare Jeanne ha poi modo di dire la sua nel nuovo jazz, soprattutto dopo aver conosciuto, nel 1967, il polistrumentista tedesco Gunter Hampel, destinato a diventare il suo secondo marito, dopo il poeta sonoro David Hazelton, che l'aveva avvicinata all'universo della parola detta, in parallelo ai contatti con Fluxus e, più tardi, John Cage, senza dimenticare, nel corso degli anni, Archie Shepp e Marion Brown, Carla Bley e Mal Waldron.

Un secondo album del duo viene inciso a Stoccolma nel 1966: s'intitola Free Standards e vedrà la luce solo nel 1995. Qualche tempo fa è invece uscito questo prezioso doppio album comprendente un dischetto di quello stesso 1966 e l'altro dell'anno seguente, entrambi registrati alla VRT (radio fiamminga). Lo compongono trentatré brani complessivi, con due riprese (”Ja-Da”, entrambe le versioni nella seduta del '66, e poi, una versione per anno, ”Caravan”) e altrettante chicche, in termini di repertorio: ”A Hard Day's Night” dei Beatles (dall'omonimo album del '64, soundtrack del film col medesimo titolo) e la celeberrima ”Mr. Tambourine Man” dylaniana.

Si parte con una versione scomposta (da scomposizione, non da mancata compostezza), per così dire cubista, di ”Misterioso”, cui segue un solitario (di Blake, e ce ne saranno altri tre, mentre Jeanne Lee ha solo per sé ”Billie's Blues”) ”Honeysuckle Rose”, molto ingegnoso, partenza scoppiettante per un album che conferma via via il suo spessore, anche se nel seguito i toni tendono spesso a smorzarsi, a farsi più distillati, interiorizzati, qua e là astratti, seppur sempre intensi, teatralizzati al punto giusto.

Dovendo scegliere, il dischetto del '66 sembra farsi preferire a quello del '67, a tratti lievemente esangue, un minimo ripetitivo (ma è qui che troviamo fra l'altro ”Night in Tunisia”, ”Lonely Woman” e ”Caravan”, veramente notevoli). Nel complesso siamo comunque di fronte a un documento—come dicevamo all'inizio—assolutamente prezioso, che saprà mettere d'accordo tradizionalisti e progressisti. Perché in quest'ora e cinquanta appena scarsa di musica convivono entrambe le anime, nessuna soverchiante e nessuna in ombra. L'equilibrio, appunto, delle cose preziose.

Track Listing:
CD 1:
Misterioso; Honeysuckle Rose; On Green Dolphin Street; A Hard Day's Night; Can't Give You Anything But Love; Hallelujah, I Love Him So; Night and Day; Ja-Da (take 1); Something's Coming; Just Squeeze Me; God's Image; Retribution; Smoke After Smoke; Parker's Mood; Caravan; Beautiful City; Birmingham U.S.A.; Ja-Da (take 2); Take the A-Train.
CD 2:
Out of This World; Mister Tambourine Man; Round About; Moonlight in Vermont; The Frog, the Fountain, and Aunt Jane; Billie's Blues; Night in Tunisia; My Favorite Things; Blue Monk; Lonely Woman; Caravan; The Man I Love; Something to Live For; Spring Can Really Hang You Up the Most.

Personnel: Jeanne Lee: vocals; Ran Blake: piano.

Title: The Newest Sound You Never Heard | Year Released: 2019 | Record Label: A-side Records

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