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Somi: The Lagos Music Salon

Angelo Leonardi By

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L'attuale rinascita del soul, nella nuova connessione tra radici storiche, jazz, hip-hop e Africa non è solo europea (inglese e francese, soprattutto). Evidenziata da giovani cantanti nere con precise radici africane, trova in Somi una figura di crescente rilevanza, destinata ad ampio successo.

33 anni, nata negli Stati Uniti da genitori provenienti da Rwanda e Uganda, s'era messa in luce con il raffinato album del 2009 If the Rains Come First e oggi torna alla ribalta con un lavoro impeccabile.
Basta riascoltare quel disco per rendersi conto del ricco percorso di maturazione effettuato dalla cantante anche nel ruolo di autrice. La musica che si ascolta in The Lagos Music Salon ha un respiro profondo, chiare connotazioni jazzistiche (l'accompagnano il chitarrista Liberty Ellman, il batterista Otis Brown III e -in un brano-Ambrose Akinmusire) ed è animata da un'appassionante tensione ritmica e aromi africani.

Tutto nasce dai 18 mesi di residenza a Lagos, Nigeria, effettuati dalla cantante dopo la morte del padre. Un confronto con le radici e con la dura realtà sociale nigeriana che ha influito su di lei e si riflette fortemente nei testi e in musica.
Se le parole affrontano con coraggio tematiche sociali, quest'ultima è una brillante e coinvolgente fusione di soul anni sessanta, afro-pop, jazz ed hip hop con la voce luminosa e sofisticata di Somi (in questo molto diversa dalle ruggenti contralto afro-americane) che ricorda a tratti Lauryn Hill, Alicia Keys e Sade.

In dettaglio il percorso del disco riflette le sue esperienze africane a partire dal dialogo svolto coi doganieri dell'aereoporto e riportato nel brano d'apertura. La protetta di Hugh Masekela continua con il raffinato soul jazz di "Love Juju #1," condotto in dialogo con la chitarra di Ellman (molto diversa la versione #2) e trova nel successivo "Lady Revisited" uno dei brani rappresentativi. Su un tappeto vocale/percussivo africano e un azzeccato arrangiamento di fiati, Somi si confronta con Angelique Kidjo in un crescendo d'ipnotica intensità.

Seguono momenti ammalianti dove gli ingredienti base di cui s'è detto, si combinano in modi diversi: "Brown Round Things" e "Four African Women" sono jazz ballad impreziosite rispettivamente dalla tromba di Akinmusire e dalla chitarra di Ellman; "Akobi: First Born S(u)n" è un accattivante afro-soul; la componente pop (comunque di gran gusto e raffinatezza) è più evidente in "Ankara Sundays," "Ginger Me Slowly" e "Last Song"; voci infantili, rap e camerismo classico confluiscono in "When Rivers Cry"; il gusto melodico africano in "Love Nwantinti."

Come si vede, un percorso variopinto e intenso, che attrae e convince.

Track Listing: First Kiss: Eko Oni Baje; Love Juju #1; Lady Revisited; Ankara Sundays; Ginger Me Slowly; When Rivers Cry; Brown Round Things; The Story Of Monkey; Akobi: First Born S(U)N; Two-Dollar Day; Still YOur Girl; Four.One.Nine; Love Nwantinti; Four African Women; Hearts & Swag; Love Juju #2; Last Song; Shine Your Eye.

Personnel: Somi: vocals; Toru Dodo: piano; Michael Olatuja: bass; Keith Witty: drum programming, double bass; Liberty Ellman: guitar; Otis Brown III: drums; Abraham Lanlate: talking drum; Cobhams Asuquo: percussion, drum programming, vocals; Alicia Olatuja: vocals; Angelique Kidjo: vocals (3); Cochemea Gastelum: saxophone; Ayanda Clarke: percussion; Conrad Harris: violin; Pauline Kim Harris: violin; Caleb Burhans: viola; Peter Sachon: cello; Re Olunuga: vocals; Karibi Fubara: vocals; Michael Boyd: drum programming; Common: vocals (6); Sheldon Thwaites: drums, percussion; Sula Kalski- Caines: vocals; Neema Lazzaroni: vocals; Ambrose Akinmusire: trumpet (7); Wura Samba: percussion; Priscilla Nzimiro: vocals; Christophe Panzani: flute; Olaitan Dada: vocals; Chima Eluwa-Henshaw: vocals; Uzo Enemanna: vocals.

Title: The Lagos Music Salon | Year Released: 2014 | Record Label: Okeh

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