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The Impossible Gentlemen: The Impossible Gentlemen

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Allora: ci sono dischi dei quali si potrebbe o dovrebbe (?) scrivere pagine e altri no.

Questo è uno di quelli sul quale si dovrebbe scrivere molto. Perché è un disco di una sorta di super-gruppo del jazz moderno, composto democraticamente da due americani e due britannici di "alte sfere". Perché un disco così esce ormai di rado dalle presse delle case discografiche. Perché la band, poi - nelle esibizioni live - travolge tutto e tutti con concerti sbalorditivi. Perché da molte testate è stato indicato quale una delle incisioni dell'anno e via di conserva.

Sceglierò invece la seconda strada.

Come dice stramaledettamente bene Jack Massarik presentando questo gruppo sul programma del famoso club londinese Pizza Express, "Crazy name, crazy group, but crazy like foxes..." vale a dire pazzo nome, pazzo gruppo ma... "pazzo" come solo le volpi...

Si dice che le volpi siano furbe e scaltre. Lasciatemi parlare di Steve Swallow proprio così: una furba e saggia vecchia volpe del mondo musicale che ci circonda da un buon mezzo secolo. E fu proprio alla fine di un tour con la Mike Gibbs Orchestra che il chitarrista inglese Mike Walker buttò lì la famosa frase "ma... cosa ne diresti se provassimo a fare un piccolo gruppo... " La risposta di Swallow è nelle spire di questo progetto: pazzo e bello come pochi, capace di recuperare tutto ciò che di meglio è stato offerto al jazz elettrico dal primo Pat Metheny in avanti in questi ultimi anni dove molte idee, per un certo verso "new mainstream," sembrano essersi perse.

Con uno scintillante Gwilym Simcock al pianoforte e l'immancabile amico fraterno Adam Nussbaum alla batteria, compagno di mille avventure di Swallow accanto a Carla Bley, i quattro "gentlemen" del titolo, scorribandano in lungo e in largo su partiture godibili, armoniche, filanti e mai noiose, in una delle più fortunate collaborazioni di questi ultimi anni. Ciò che ha dalla sua questo fortunato progetto è la brillantezza compositiva e la facilità con la quale la materia musicale viene trasmessa. Cose alle quali, specialmente Swallow, ci ha abituato in sostanza da sempre perché è la rara godibilità del suo suono che fa innanzitutto la cifra di queste otto composizioni, delle quali si guarda ad esempio bene dal firmarne una soltanto!

In breve, un piccolo gioiello di stile, suonato alla grande da quattro veri signori, forse per questo poi appellati "gentlemen" dopo che nel 2010, nel tour che ha preceduto la registrazione del CD, si erano presentati con i loro semplici cognomi. Strutturato su sontuose architetture melodiche, il disco è una prova lampante della più raffinata "buona musica moderna". Ma, rispetto a tante altre anonime "all star band," questa volta siamo alle prese con un quartetto di chiara personalità, capace dunque di riuscire ad avere una forte identità stilistica in un pugno di composizioni tutte di altissima caratura. Stare qui ad analizzare un'altra volta la straordinaria "liquidità" del basso di Swallow, l'arioso drumming di Nussbaum, la sensibilità del chitarrismo di Walker o il piano "positivo" di Simcock credo non abbia davvero senso.

Questo non è un capolavoro, non è un disco dove sono stati scritti nuovi standard per il Real Book e probabilmente non entrerà nemmeno nella Bibbia della musica ma è un disco senza ogni dubbio dannatamente positivo, riuscito, accattivante e colorato di "bella musica" come pochi altri di questi anni. Del resto, un disco di veri gentlemen. Furbi come volpi.


Track Listing: 1. Laugh Lines - 5:11; 2. Clockmaker - 9:17; 3. When You Hold Her - 11:06; 4. You Won't Be Around to See It - 7:37; 5. Wallenda's Last Stand - 7:29; 6. Gwil's So - 8:43; 7. Play The Game - 7:37; 8. Sure Would Baby - 6:30.

Personnel: Gwilym Simcock - pianoforte; Mike Walker - chitarra elettrica; Steve Swallow - basso elettrico; Adam Nussbaum - batteria.

Title: The Impossible Gentlemen | Year Released: 2012 | Record Label: Basho Records

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