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Catalyst: The Complete Recordings - Vols. 1-2

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La musica, per certi versi, se la sta passando male. E' anche per questo che ciò che è rimasto del "mercato" che ha dominato la scena di oltre un ventennio, magari motivato dai classici iper-collezionisti o fanatici o ancora studiosi, è ormai da tempo al lavoro nei territori delle ristampe, delle rimasterizzazioni, delle riedizioni.

Terminati i big (si fa per dire), ora si passa agli "altri". Altri che magari per sfortuna o per diversi motivi non erano riusciti, a suo tempo, a mettere la testa fuori dal bosco. Fra questi "altri" ogni tanto sbuca fuori un capolavoro dimenticato, un nome che poi è diventato famoso o, ancora, un interessante momento creativo. Tante volte anche conferme di autentiche porcherie sonore. Oppure onesti lavori di onesti gruppi e basta.

Scansando il campo da equivoci planetari, scriviamo subito che i Catalyst di Odean Pope che oggi qualcuno tenta di ricordare velocemente quale "una sorta di Weather Report alternativi," con le filosofie di Zawinul & Co. non avevano assolutamente niente a che fare. Il loro funk-jazz (nel senso più nobile e antico del funk ovverosia quello fortunatamente mutuato dal soul e dal miglior R&B primi anni Settanta), nacque e spopolò al tempo non molto oltre i dintorni di Filadelfia.

Guarda caso proprio un nome celebrato di Filadelfia (Uri Caine), crebbe in quella città proprio negli anni della fioritura mondiale del celebrato Philly Sound e da buon curioso e onnivoro, ascoltò molta musica dei Catalyst. Per "ringraziarli" di quel suono gli omaggiò di ben due cover nell'interessante The Philadelphia Experiment, registrato nel 2001 con Ahmir "Questlove" Thompson (batteria), Christian McBride (basso) e gli importanti ospiti Pat Martino (chitarra), Jon Swana (tromba) e Larry Gold (violoncello e arrangiamenti).

Una sorta di fusion di altro livello, resa nota al mondo solo grazie all'avvento del CD, visto che la loro discografia in vinile (quattro album in tutto fra il 1972 e il 1975) è praticamente rimasta sepolta entro gli stretti confini statunitensi. Scoperti e prodotti da Skip Drinkwater, proponevano una line-up fondatrice decisamente originale con Eddie Green (tastierista ma anche buon vocalist), il percussionista Sherman Ferguson, il sassofonista, flautista e oboista Odean Pope e il poi famoso nome di Alfonso Johnson che entrò a far parte della banda di Zawinul e Shorter per incidere alcuni dei grandi capolavori di quel gruppo. Tyrone Brown lo rimpiazzò al basso abbastanza presto.

Schiacciati da una parte da molta altra fusion imperante e spesso e volentieri riconosciuti come una sorta di Return to Forever di serie B, il gruppo decide di sciogliersi nel 1976.

I componenti originali si dispersero nel mare magnum del jazz di allora accanto a nomi quali Pat Martino, Mother-Father-Sisters and Brothers, Max Roach, Saxophone Choir, Pharaoh Sanders, Bud Shank, Kenny Burrell e altri ancora più o meno tutti orbitanti attorno alla etichetta Muse.

Quello che ci resta del gruppo è comunque molto ben rappresentato in questi due dischi. Trovare un'altra band capace di mixare un quasi perfetto cocktail di jazz, hard bop, rock, swing, soul come questo è realmente difficile. In fondo, niente di spettacolare o di innovativamente travolgente ma qualcosa di certamente accattivante, ricco di creatività e di voglia di sperimentare.

Il fatto è che, la semplice volontà celebrativa di questo gruppo, ha fatto poi nascere (almeno in America e in Giappone) una certa qual febbre del soul-funk che sta nuovamente spopolando oggi, insieme ad una decisa voglia celebrativa dell'amato e mai dimenticato Philly Sound. Ascoltare i Catalyst non vi deluderà solo se in voi esiste o è restato un briciolo di voglia di conquista e di comprensione dei meccanismi che hanno fatto da volano alla storia del jazz moderno e di tutti gli innumerevoli filoni che hanno caratterizzato la musica afro-americana per eccellenza da dopo Bitches Brew in qua.


Track Listing: CD 1: 1. Ain't It the Truth 2:41; 2. East 7:59; 3. Catalyst Is Coming 8:13; 4. Jabali 8:37; 5. New-Found Truths 5:28; 6. Salaam 1:38; 7. Perception 14:33; 8. Uzuri 2:59; 9. Celestial Bodies 8:47; 10. Ile Ife 6:23; 11. Got to Be There 2:44; 12. Jabali (Demo Recording) 5:34. CD 2: 1. A Country Song 6:13; 2. Little Miss Lady 4:48; 3. Maze 5:22; 4. Athene 5:26; 5. Mail Order 9:11; 6. Shorter Street 3:53; 7. The Demon Pt. 1 4:13; 8. The Demon Pt. 2 3:10; 9. A Tear and a Smile 4:36; 10. Fifty Second Street Boogie Down 3:59; 11. Suite for Albeniz 6:14; 12. A Prayer Dance 5:55; 13. Bahia 6:11.

Personnel: Odean Pope - sassofono tenore, flauto; Tyrone Brown - basso elettrico e basso acustico; Sherman Ferguson - batteria e percussioni; Eddie Green - tastiere, pianoforte; Al Johnson - basso.

Title: The Complete Recordings - Vols. 1-2 | Year Released: 2010 | Record Label: Motown

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