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Wayne Shorter: The Blue Note Albums

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Cinque ore di musica sublime per immergersi nell'universo shorteriano. Per i palati sopraffini, un'occasione imperdibile per riascoltare alcune delle gemme del catalogo Blue Note. Cosa distingue queste dalle coeve incisioni hard-bop? Come ben testimonia The All Seeing Eye, è il proiettare le più avanzate idee melodiche, armoniche e ritmiche del quintetto davisiano verso atmosfere più sospese e irrisolte, contigue a quelle di Ornette Coleman. Vi si avverte l'anelito a scardinare le regole consolidate, sia pur all'interno della struttura del chorus. Ad illuminare la fluttuante architettura musicale, una vis compositiva a due facce: lirica sul piano melodico, avventurosa su quello armonico.

Il repertorio si fonda su forme asimmetriche che si innestano sulle tradizionali strutture a ritornelli, raggiungendo notevoli livelli di ariosità. A fare la differenza sono gli inediti intervalli accordali, che hanno spalancato nuovi orizzonti all'armonia e l'improvvisazione jazzistica. Questo cofanetto è un vero e proprio florilegio di capolavori, metà dei quali si concentra nell'arco cronologico di 18 mesi. Si va dal danzante "El gaucho" al meditabondo "Infant Eyes" fino alle rifrangenze armoniche di "Footprints" e "Speak No Evil." Un percorso che sintetizza i principi dell'estetica neomodale, facendoci al contempo riassaporare una volatile creatività mai disgiunta dalla coerenza artistica. La strada intrapresa dal sassofonista era chiara, sin dalla militanza nel quintetto davisiano: abbinare l'approccio tonale a quello modale. Lo dimostrano emblematicamente capolavori come "Juju," "Speak No Evil," "Witch Hunt": temi a sezioni uniche, o scomposti in segmenti dalla durata irregolare.

La linea personale di Shorter si intravede anche nella dimensione ritmica. Con "Penelope" il tempo di 3/4 assume un andamento più rilassato e introspettivo, incastonato in un mondo di sospesa, ieratica poesia. Il soul jazz, allora imperante, è solo sfiorato nella title-track di "Adam's Apple." Ma si tratta di una goccia isolata, che si perde nell'oceano di ampie progressioni armoniche e orchestrazioni allargate. Altrettanto memorabili sono le tracce dedicate al Brasile. "Dindi" e "Vera Cruz" recano un'impronta inconfondibile, rivolta a cercare la strada più insolita anche nelle soluzioni apparentemente più rassicuranti. Con "Super Nova" del 1969 cambiano gli orizzonti espressivi, ma non la qualità della musica. In questo luminoso esempio di jazz rock avanzato, giganteggiano le due chitarre elettriche in funzione puramente timbrica per spargere iridescenti macchie di colore.

La classe di Shorter, unita all'integrità artistica, è a tutt'oggi un punto di riferimento per la comunità jazzistica. Il corpus compositivo qui proposto è tra i più cospicui del repertorio jazzistico, tanto da conquistarsi uno spazio pari a Duke Ellington nel Real Book. Vi giganteggia una sontuosa tecnica compositiva in bilico tra tonalità e modalità, che ha influenzato eminenti jazzisti come Keith Jarrett e Kenny Wheeler fino a riverberarsi nel jazz-rock dei Weather Report e Steps Ahead.

Track Listing:
Night Dreamer:
Night Dreamer; Oriental Folk Song; Virgo; Black Nile; Charcoal Blues; Armageddon; Virgo.

Juju:
Juju; Deluge; House of Jade; Mahjong; Yes or No; Twelve More Bars to Go; Juju; House of Jade.

Speak No Evil:
Witch Hunt;Fee-Fi-Fo-Fum; Dance Cadaverous; Speak No Evil; Infant Eyes; Wild Flower; Dance Cadaverous.

The Soothsayer:
Lost; Angola; The Big Push; The Soothsayer; Lady Day; Valse Triste; Angola.

Etcetera:
Etcetera; Penelope; Toy Tune; Barracudas; Indian Song.

The All Seeing Eye:
The All Seeing Eye; Genesis; Chaos; Face of the Deep; Mephistopheles.

Adam's Apple:
Adam's Apple; 502 Blues; El Gaucho; Footprints; Teru; Chief Crazy Horse; The Collector.

Schizophrenia:
1 Tom Thumb; Go; Schizophrenia; Kryptonite; Miyako; Playground.

Super Nova:
Super Nova; Sweet Pea; Dindi; Water Babies; Capricorn; More Than Human.

Moto Grosso Feio:
Moto Grosso Feio; Montezuma; Antiqua; Vera Cruz; Iska.

Odyssey Of Iska:
Wind; Storm; Calm; De Pois Do Amor, O Vazio (After Love, Emptiness); Joy.

Personnel:
Night Dreamer:
Wayne Shorter: sax tenore; Lee Morgan: tromba; McCoy Tyner: pianoforte; Reginald Workman: contrabbasso; Elvin Jones: batteria.

Juju:
Wayne Shorter: sax tenore; McCoy Tyner: pianoforte; Reginald Workman: contrabbasso; Elvin Jones: batteria.

Speak No Evil:
Wayne Shorter: sax tenore; Freddie Hubbard: tromba; Herbie Hancock: pianoforte; Ron Carter: contrabbasso; Elvin Jones: batteria.

The Soothsayer:
Wayne Shorter: sax tenore; James Spaulding: sax contralto; Freddie Hubbard: tromba; McCoy Tyner: pianoforte; Ron Carter: contrabbasso; Tony Williams: batteria.

Etcetera:
Wayne Shorter: sax tenore; Herbie Hancock: pianoforte; Cecil McBeee: contrabbasso; Joe Chambers: batteria.

The All Seeing Eye:
Wayne Shorter: sax tenore; Freddie Hubbard: tromba, flicorno; Alan Shorter: flicorno; Grachan Moncur: trombone; James Spaulding; sax contralto; Herbie Hancock: pianoforte; Ron Carter: contrabbasso; Joe Chambers: batteria.

Adam's Apple:
Wayne Shorter: sax tenore; Herbie Hancock: pianoforte; Reginald Workman: contrabbasso; Joe Chambers: batteria.

Schizophrenia:
Wayne Shorter: sax tenore; James Spaulding: sax contralto; Grachan Moncur: trombone; Herbie Hancock: pianoforte; Ron Carter: contrabbasso; Joe Chambers: batteria.

Super Nova:
Wayne Shorter: sax soprano; Sonny Sharrock, John McLaughlin: chitarra; Miroslav Vitous: basso; Chick Corea: vibrafono, percussioni; Walter Booker: contrabbasso; Jack DeJohnette: batteria; Airto Moreira: percussioni.

Moto Grosso Feio:
Wayne Shorter: sax tenore, soprano; David Holland: basso; Ron Carter: violoncello; John McLaughlin: chitarra; Chich Corea: marimba, percussioni, batteria.

Odyssey Of Iska
Wayne Shorter: sax tenore; David Friedman: vibrafono, marimba; Gene Bertoncini: chitarra; Ron Carter, Cecil McBee: contrabbasso; Alphonse Mouzon, Billy Hart: batteria.

Title: The Blue Note Albums | Year Released: 2015 | Record Label: Blue Note Records


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